2 Giugno: si celebra Repubblica, Democrazia e Partecipazione
2 Giugno: a Messina si celebra la Repubblica, simbolo di democrazia e partecipazione.
Nella ricorrenza del 79° Anniversario della Fondazione della Repubblica Italiana, il 2 giugno si svolgerà alle ore 10,00, nella piazza Unione Europea di Messina, la tradizionale cerimonia dell’Alzabandiera e la deposizione di una Corona d’Alloro al Monumento ai Caduti, a cura della Marina Militare, con
Il 2 giugno 2025, a Messina in piazza Unione Europea alle ore 10,00 si celebrerà il 79° anniversario della Repubblica Italiana con la tradizionale cerimonia dell’Alzabandiera e la deposizione di una Corona d’Alloro al Monumento ai Caduti, a cura della Marina Militare, con l’apporto organizzativo del Comune di Messina, delle Forze dell’Ordine, delle Forze Armate e delle Associazioni combattentistiche e d’Arma. A seguire nel pomeriggio presso la Cittadella Fortificata di Milazzo, alle 18:00 si terrà un concerto che vedrà protagonisti i giovani e le orchestre di alcuni istituti scolastici della provincia.
L’evento si aprirà con una Parata navale, curata dalla Capitaneria di Porto di Milazzo, che vedrà sfilare, nello specchio di mare antistante alla cittadella fortificata, le unità navali della Guardia Costiera di Milazzo, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco, della società Rimorchiatori Augusta, del Gruppo Ormeggiatori e Barcaioli e della Corporazione Piloti Porto di Milazzo.
In quest’occasione la Prefetta, Cosima Di Stani, consegnerà i Diplomi di Onorificenza al Merito della Repubblica Italiana agli insigniti Cavalieri prof.ssa Giovanna Spatari, dott.ssa Daniela Bonanzinga, dott. Carmelo Bonomo, sig.ra Angelina Mangano, dott. Giuseppe Morale, dott. Arturo Sciarrone, ing. Salvatore Di Bartolo, sig. Felice Pierro, dott. Daniele Cotugno, dott. Giorgio Filippo Alfonso, e Cavaliere Ufficiale avv. Silvana Paratore.
La commemorazione si concluderà con il contributo musicale della Banda della Brigata Meccanizzata “Aosta” e il brindisi alla Repubblica, a cura degli Istituti superiori “Antonello” di Messina e “Renato Guttuso” di Milazzo.
Il 2 giugno ricorda il referendum del 1946, quando l’Italia scelse la Repubblica al posto della monarchia. In quel momento cruciale, all’indomani della Seconda guerra mondiale e della caduta del fascismo, il popolo italiano fu chiamato alle urne per decidere tra monarchia e repubblica. Vinse quest’ultima, con circa 12,7 milioni di voti favorevoli contro i 10,7 milioni per la monarchia.
Fu la prima consultazione a suffragio universale, che vide anche le donne italiane votare per la prima volta in una decisione nazionale, un momento storico che sancì l’inizio della democrazia nel Paese. Un momento di svolta non solo per l’assetto istituzionale del Paese, ma anche per l’affermazione dei valori democratici e della partecipazione popolare.
Oggi questa ricorrenza invita a riflettere sul valore della partecipazione e della libertà. In un’Europa attraversata da tensioni e da partiti populisti spesso sostenuti anche da interessi esterni, come quelli russi, è importante difendere i valori democratici, la Costituzione e il diritto al voto libero e incondizionato.
Secondo diverse inchieste giornalistiche e rapporti dell’intelligence europea, il Cremlino ha sostenuto e sostiene economicamente o mediaticamente partiti euroscettici in vari Paesi, nel tentativo di destabilizzare l’Unione Europea e di indebolire il fronte occidentale a sostegno dell’Ucraina.
Il danno di queste forze non è solo politico, ma culturale e strategico: seminano sfiducia nelle Istituzioni, attaccano i diritti civili, promuovono divisioni interne, diffondono fake news, flirtano con modelli autoritari. In un contesto segnato dall’invasione russa dell’Ucraina, il loro successo rappresenterebbe un pericoloso arretramento di civiltà, proprio mentre l’Europa ha bisogno di coesione e solidarietà.
La Festa della Repubblica non è solo una celebrazione: è un impegno ad essere cittadini consapevoli. Perché votare, ancora oggi, è un atto di resistenza e costruzione al quale non si può e non si deve rinunciare.
