Ballistreri: prescrizione taglio parlamentari etc.
Sul taglio dei parlamentari, la riforma della prescrizione e delle intercettazioni, interviene l’on. prof. Maurizio Ballistreri
“Il dramma della diffusione del coronavirus ha evidenziato tutta l’improvvisazione e l’inadeguatezza del nostro apparato pubblico.
C’è da chiedersi, però, se il terrore, non del tutto giustificato, diffuso dal governo nazionale sul coronavirus dipinto come peste manzoniana, non sia in realtà una cortina fumogena dell’attuale precaria maggioranza, che sopravvive a sé stessa, su alcuni provvedimenti di legge che cambieranno radicalmente in peggio la vita degli italiani, sul terreno dei diritti e della democrazia.
La riforma della prescrizione, con la creazione di una sorta di mostruoso istituto dell’”ergastolo processuale” strumento di una nuova santa inquisizione, in primo luogo, nei cui confronti si sono levate contro, innanzitutto, le voci delle migliore scienza giuridica italiana, erede della tradizione di Cesare Beccaria e Giuseppe Zanardelli; il nuovo sistema delle intercettazioni poi, anch’esso gravemente lesivo delle garanzie del cittadino nei confronti dell’invasività ingiustificata della magistratura inquirente nella sfera dei diritti e che evoca alla memoria le tragedie dei sistemi totalitari: dal controllo dei telefoni e della corrispondenza dell’Ovra fascista, sino al dramma di intere popolazioni sistematicamente “ascoltate”, come nei regimi comunisti dell’Europa dell’Est, e dei quali una bellissima quanto drammatica rappresentazione è stata compiuta nel film “Le vite degli altri” di Florian Henckel von Donnersmarck, vincitore del Premio Oscar 2006 per il miglior film straniero, che descrive i controlli nella ex Germania Orientale da parte della Stasi, il servizio segreto.
Riforme del sistema giuspenalistico contro le quali già sono state annunziate iniziative referendarie di abrogazione.
E last but not least il taglio dei parlamentari, che, nei fatti, costituisce una lesione della democrazia e della partecipazione, prodromica della democrazia del click (attraverso piattaforme digitali di società “amiche”!) e in prospettiva della democratura, modello ad un tempo di finta democrazia e di dittatura silente che si va diffondendo anche nella nostra Europa, già afflitta dalla compressione dei diritti sociali creati e diffusi dalle socialdemocrazie nel dopoguerra, a causa della visione mercatistica dell’Unione monetaria; un modello segnato dal filo rosso filosofico che passa da Platone al Leviatano di Hobbes, a Hegel, al “Terrore” di Robespierre, all’interpretazione leninista di Marx, al modello gentiliano di Stato di Mussolini, a Stalin e Pol Pot.
Contro questa deriva i sinceri democratici hanno il dovere di mobilitarsi per reagire, per difendere il liberalismo come dottrina del controllo dei limiti del potere, a partire dal votare No nel referendum sulla diminuzione di deputati e senatori del prossimo 29 marzo”.
