Unicredit batte attese: utili a 9,3 mld dividendo a 9 mld

Unicredit batte attese: utili a 9,3 mld dividendo a 9 mld

Unicredit batte attese con utili a 9,3 mld, maxi-dividendo a 9 mld

Oggi 11:41 – MF-NW

ROMA (MF-NW)–Unicredit batte le stime e archivia il 2024 con un utile netto contabile che ha raggiunto 9,7 miliardi, in rialzo del 2% anno su anno. L’utile netto escluse le Dta, spiega una nota, è aumentato a 9,3 miliardi, in rialzo del 8% anno su anno. Entrambi i risultati sono stati raggiunti assorbendo 1,3 miliardi di oneri straordinari. I dividendi complessivi distribuiti a valere sul 2024 aumentano a 9 miliardi, mentre la banca punta a proseguire con una “generosa” remunerazione degli azionisti alzando il pay-out al 50% dal 2025. Dopo i conti e le voci di uscita di Delfin, Unicredit perde il 3,2%. RICAVI E MARGINE DI INTERESSE IN CRESCITA I ricavi netti sono in crescita del 4% a 24,2 miliardi, trainati da commissioni pari a 8,1 miliardi (+8%) grazie alla forte attività commerciale e offerta di prodotti. Il margine di interesse, spiega una nota, è in rialzo del 3% a 14,4 miliardi. I costi sono diminuiti dell’1% a 9,4 miliardi, nonostante le pressioni inflazionistiche e gli investimenti, con un rapporto costi/ricavi leader nel settore pari al 37,9%. La qualità degli attivi rimane solida, con un basso costo del rischio pari a 15 punti base, mantenendo le nostre linee di difesa, inclusi i circa 1,7 miliardi di overlays. Il CET1 ratio è pari al 15,9%, invariato rispetto allo scorso anno nonostante gli investimenti strategici e le maggiori distribuzioni, a dimostrazione della continua elevata generazione organica di capitale pari a 12,6 miliardi. LE STIME DELLA BANCA Unicredit punta a raggiungere nel 2027 un utile netto di circa 10 miliardi, insieme ad un RoTE superiore al 17% e a una generazione organica di capitale media nel periodo 2025-2027 sostanzialmente in linea con l’utile netto. Tutti questi fattori, spiega la banca, consentono di ambire a una distribuzione per anno nel periodo 2025-2027 maggiore di quella a valere sul 2024, della quale dividendi pari al 50% dell’utile netto e distribuzioni aggiuntive che includono il capitale in eccesso rispetto ad un CET1 ratio del 12,5-13%. Per il 2025 Unicredit stima un utile netto e un RoTE sostanzialmente in linea con il 2024, nonostante lo scenario macroeconomico meno favorevole. AMPIAMENTE SUPERATI OBIETTIVI PIANO UNLOCKED Per Unicredit risultati e distribuzioni record nel 2024 a coronamento di tre anni di successo, culminati con il superamento delle ambizioni definite con UniCredit Unlocked. Ora la banca è entrata in una nuova fase che punta ad accelerare la crescita, ha detto Andrea Orcel, ad di UniCredit, sottolineando che oggi “abbiamo ampiamente superato ciascuno di quegli obiettivi” di piano, “sovraperformando in ogni metrica inclusi gli obiettivi di redditività e distribuzione, e stiamo entrando nella fase successiva della nostra strategia”. In questa fase, ha proseguito, “accelereremo la nostra crescita, aspirando ad ampliare ulteriormente la distanza dai nostri concorrenti, chiuderemo il divario che ci separa in termini di valutazione, consolidando UniCredit come la banca per il futuro dell’Europa e come il punto di riferimento del settore bancario”. Unicredit ha concluso il 2024 con un “solido” quarto trimestre, a coronamento di sedici trimestri di crescita redditizia e di qualità. DIVIDENDI COMPLESSIVI SU 2024 A 9 MLD, DAL 2025 AUMENTO PAY-OUT AL 50% Unicredit aumenterà la distribuzione agli azionisti a 9 miliardi per il 2024″, ha proseguito Orcel. Di questi, 3,7 miliardi in cedole (2,4 euro per azione a valere sui risultati del 2024). “A riprova ulteriore della nostra generosa politica di distribuzione – stiamo aumentando il dividendo al 50% dell’utile netto a partire dal 2025”, ha aggiunto. ORCEL APRE A RILANCIO SU BPM, MA AD ALCUNE CONDIZIONI Quanto all’Ops su Banco Bpm e alle attese del mercato circa una revisione al rialzo da parte di Unicredit, Orcel ha sottolineato a Cnbc che “fin dal primo giorno non ho mai escluso” un rilancio, ma “vogliamo vedere quanto è preparata ad affrontare quello che stiamo affrontando anche noi, cioè la normalizzazione dei tassi, l’aumento del costo del rischio, l’inflazione dei costi. Vedremo tutto questo e determineremo se quello che abbiamo offerto è definitivo o no”. Orcel ha poi parlato dell’Ops lanciata da Banco Bpm su Anima: “non è ancora fatta”. Per un eventuale rilancio “ci dovrà essere un cambiamento significativo che renda le nuove condizioni in linea con i nostri parametri di redditività per gli azionisti. Altrimenti non lo faremo”, ha precisato il banchiere. “Qualsiasi crescita inorganica deve migliorare il nostro caso d’investimento stand-alone e rispettare i nostri rigorosi criteri finanziari e strategici”, ha continuato Orcel. PER COMMERBANK CI VORRÀ TEMPO Per capire quale sarà il futuro dell’investimento in Commerzbank ci vorrà tempo. “Aspettiamo le elezioni e un nuovo governo per avere l’opportunità di sederci a parlare di fatti. Sono piuttosto ottimista di riuscire a convincere tutti che la combinazione tra le due banche”, Unicredit e Commerzbank porterà a una “grande creazione di valore, non solo per azionisti e stakeholder ma anche per la Germania e l’Europa”, ha spiegato l’ad di UniCredit precisando che “ci vorrà tempo. Non è probabile che ci muoveremo prima di 3-4 trimestri, se mai lo faremo”. Per il momento “è un investimento. UniCredit “avrà molto tempo per monitorare il piano di Commerzbank” che sarà annunciato giovedì e soprattutto la sua realizzazione. Non hanno rispettato gli ultimi due piani, quindi vogliamo vedere l’execution. Ci aspettiamo che il piano sia ottimistico, ma il punto è se risolva le loro mancanze strutturali e se sono in grado di metterlo in atto trimestre dopo trimestre”. NESSUNA AMBIZIONE SU GENERALI, DELFIN AZIONISTA ECCELLENTE La partecipazione di UniCredit in Generali è “un investimento finanziario effettuato durante alcuni mesi. Voglio assicurare che non abbiamo ambizioni di comprare Generali”, ha precisato Orcel sottolineando che Generali “è una buona società italiana, sono nostri partner in molti Paesi nell’Europa centrale e orientale e abbiamo pensato fosse la cosa giusta da fare”. In merito alle indiscrezioni sulla possibile vendita del 2,7% di Unicredit detenuta da Delfin, la famiglia Del Vecchio è stata “un eccellente azionista per molto tempo nella buona e nella cattiva sorte e io rispetto le loro decisioni”, ha affermato Orcel spiegando che “il mio lavoro è far sì che sia la decisione sbagliata se davvero stanno considerando di vendere. Però per ora non l’hanno fatto”. LE REAZIONI DEL MERCATO Jefferies conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 49 euro su Unicredit. “Buon set di risultati per Unicredit, con l’utile pre accantonamenti del 5% al di sopra delle attese del consenso, Cet1 in linea con le nostre stime e un andamento ancora favorevole della qualità dell’attivo”, commentano gli analisti. Per Jefferies la guidance di utile netto 2025-2027 implica un margine di upside del 2%/9% rispetto al consenso. Equita Sim conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 47,2 euro su Unicredit. “Risultati del quarto trimestre 2024 leggermente migliori delle attese. Sorprese positive su capitale, remunerazione e guidance 2025”, commentano gli analisti. A piazza Affari il titolo scende del 3,20% a 45,72 euro su alcune prese di profitto dopo i decisi rialzi messi a segno da inizio anno. A fine 2024 l’azione valeva 38,525 euro. vs valeria.santoro@mfnewswires.it fine – by Fineco

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