UN’ALTRA GUERRA TIENE IN OSTAGGIO L’EUROPA

UN’ALTRA GUERRA TIENE IN OSTAGGIO L’EUROPA

UN’ALTRA GUERRA TIENE IN OSTAGGIO L’EUROPA di Gianfranco Fisanotti

Fa una certa impressione vedere la statua del Cristo Salvatore (Χριστός ο σωτήρας) portata in salvo fuori dalla cattedrale Armena di Leopoli già distrutta in un incendio nel 1571 e, poi, ricostruita. E’ la gente Ucraina a salvare il Cristo Salvatore dalla distruzione. Tutto viene messo in discussione, persino la croce ed il Cristo crocifisso messo al riparo da una umanità disperata e spinta nel conflitto. È un mondo in sfacelo dove le bombe e non gli uomini hanno l’ultima parola. La gente scappa senza neanche sapere dove andare, come uscire dai rumori e dal fragore delle battaglie. Chi ci riesce, va il più lontano possibile con i figli sconvolti dalle brutte notti passate nelle cantine e nelle metropolitane prese d’assalto. Manca tutto, ma non il coraggio di chi è pronto a pagare in prima persona il prezzo più alto. Il buio della notte stringe i palazzi trafitti dalle bombe, mentre le sirene suonano l’allarme che tanto spaventa i rifugiati in attesa dell’alba. Incubi, paure, attese, fughe, preghiere senza scampo che non scuotono le coscienze degli invasori anche essi alle prese con altrettante paure, diffidenze, missioni di morte là dove l’umanità è l’ultimo ripostiglio delle coscienze. Forse, il vero nemico siamo proprio noi stessi, incapaci di accettare il dialogo oppure – peggio ancora – convinti di risolvere i molti problemi di convivenza tra le Nazioni lanciando pesanti segnali di morte. Immanuel Kant, ispirandosi alla pace di Basilea ed agli accordi della Francia rivoluzionaria con la Prussia, scrisse nel 1795 un’opera intitolata “Per la pace perpetua”: vale davvero la pena di rileggere i suoi pensieri carichi di saggezza. Tutte le guerre sono un fallimento, la resa dell’intelligenza e della civiltà di fronte alla forza bruta. Dai tempi di Caino e di Abele, di Romolo e di Remo, di Atene e di Sparta l’Uomo non riesce ad amare l’umanità, anzi si approfitta di essa, come se la legge migliore fosse quella della giungla. La Storia ha insegnato ben poco ai potenti di turno: prima o poi, la luce di una nuova alba illuminerà il disastro compiuto, lasciando ferite indelebili nei cuori e nelle menti degli innocenti. La pace non si grida, non si invoca; la pace si costruisce, ma l’Europa in ostaggio sta a guardare. Ancora Kant: “La guerra è solo un triste espediente per affermare il proprio diritto con la violenza.” Gianfranco Fisanotti

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