Una gallina vi seppellirà, protesta ironica di Confcommercio Messina

Una gallina vi seppellirà, protesta ironica di Confcommercio Messina

Una gallina vi seppellirà, protesta ironica di Confcommercio Messina

Protesta clamorosa di Confcommercio di Messina che ha portato delle galline a Piazza Cairoli, nel centro cittadino, per puntare il dito contro l’inerzia delle istituzioni che dopo mesi non hanno ancora avviato i lavori per la sistemazione dell’area e la sua messa in sicurezza. La piazza è in totale abbandono, con erbacce, pavimentazione divelta, rifiuti, e da settimane i commercianti chiedono l’intervento del Comune esausti perché costretti ad operare in un’area transennata perché insicura. “Questa protesta – spiega Carmelo Picciotto presidente provinciale Confcommercio Messina – denuncia che vogliamo partire dalla rigenerazione delle piazze: Messina deve tornare l’importante città al centro del mediterraneo che tutti volevano visitare. Ora i turisti arrivano qui e vedono questo spettacolo indecoroso, che non permette ai commercianti di fare il loro lavoro. In città la maggior parte delle attività sono piccole imprese e negozi: si deve ripartire dal commercio, fare rete e sviluppare economia e turismo”.

«La tassa per l’occupazione di suolo è la più alta d’Italia»

“Siamo ad un passo dal Natale – prosegue Picciotto – e da due anni noi abbiamo organizzato qui a Piazza Cairoli dei momenti di aggregazione. Anche quest’anno vorremo portare avanti delle iniziative, anche se le condizioni non ci sembrano idonee. Si deve cercare di intervenire al più presto e eliminare questo scempio e fare in modo che quest’area sia punto di riferimento per il territorio. Auspichiamo anche un tavolo per risolvere le problematiche dei commercianti, in particolare la tassa di occupazione suolo che è tra le più alte in Italia. Noi vogliamo agire nella legalità, ma far pagare dieci volte di più che in altre località della Sicilia significa eliminare attività e diminuire l’occupazione. Noi piccoli imprenditori non possiamo vendere le cose come a Siracusa e Agrigento perché qui siamo costretti a pagare tasse più alte . Abbiamo già centinaia di firme per dare mandato ad un legale e fare ricorso al Tar contro questa tassa”. Della stessa idea Lino Santoro, titolare di un bar di Piazza Cairoli e presidente provinciale della Fipe che sottolinea: “Sono al collasso sia a livello aziendale che emotivo, è sotto gli occhi di tutti che Piazza Cairoli è stata dimenticata. I turisti vanno via appena si rendono conto della situazione, da tre anni che ci sono promesse ma non riscontri veri”.

lwzws