Un capolavoro di Cosimo Recupero

Un capolavoro di Cosimo Recupero

Un capolavoro di Cosimo Recupero

Prima di entrare nel merito della questione vorrei avvisare i sovranisti, i putiniani, i trumpari di ogni risma di dedicare i due o tre minuti che servono a leggere queste righe a qualcosa di più congeniale per loro, tipo condividere ossessivamente che la guerra fra Russia e Ucraina l’ha scatenata Zelensky.

Questo suggerimento per due motivi alternativamente: o non  capiscono cosa vogliamo dire o, se lo capiscono, devono fermarsi un attimo a riflettere su basi logiche e non come ultras della curva sud.

Detto questo, ragioniamo su quanto è successo stasera alla Casa Bianca.

Zelensky è andato a Washington per firmare un accordo capestro in base al quale, lo scopriamo dalle urla di Trump, l’Ucraina cedeva agli Stati Uniti i diritti di sfruttamento delle terre rare per 500 miliardi di dollari  come risarcimento per quanto speso dal governo americano. In cambio gli USA davano vaghe garanzie di assistenza a Kiev, senza prendere impegni precisi. Una volta arrivato lì, però, Zelensky non ha firmato.

Chiaramente adesso tanti sostenitori di Putin e Trump diranno che il presidente ucraino è un pazzo, che sta massacrando il suo popolo ma anche che è un maleducato perché si è presentato a Washington con la felpa, come un caporale qualsiasi.

Ma se uno prova a leggere fra le righe la verità che ne emerge è un’altra.

Nessuna persona sana di mente avrebbe firmato un accordo così stringente per sé e vago per la controparte. Eppure Zelensky sembrava volerlo fare. Aveva avviato la trattativa. Aveva pure chiesto modifiche, mostrando una seria intenzione di arrivare a quella che Trump forse intende come pace giusta ma che, nella realtà, aveva tutto il sapore di un’estorsione.

In questo modo Trump si è dovuto esporre. Ha dovuto cedere a dei seppur piccoli ricatti che gli aveva fatto quel Zelensky che lui aveva definito un dittatore, salvo poi rimangiarsi la parola, salvo ancora rivomitarla nuovamente stasera dopo lo scontro.

In qualunque caso, con questa tattica Zelensky ha ottenuto diversi risultati.

Intanto ha mostrato di avere la schiena dritta. Era solo in mezzo ai lupi e, invece di farsi saltare i nervi, li ha fatti saltare a loro.

Ma allo stesso tempo ha obbligato Trump e la sua amministrazione ad esporsi, allettati da una somma enorme, di molto superiore ai soldi spesi per gli aiuti militari a Kiev. In questo modo ha creato un solco politico fra Trump e Putin che, a questo punto, non possono tornare amici come prima. Un certo riavvicinamento probabilmente ci sarà ma intanto Putin sarà diffidente e Trump non potrà esporsi troppo con il Cremlino per non confermare, di fronte all’opinione pubblica, quanto era evidente dal primo giorno: ovvero che al presidente americano non importa nessuna pace, ma che lui parteggia solo per chi gli offre di più o, al massimo, per chi gli costa di meno.

In tutto questo si sono subito infilati diversi leader europei, tranne la Meloni, allettati dalla possibilità di sfruttare loro le terre rare e di accaparrarsi, a guerra finita, anche tutti gli appalti per la ricostruzione. Ma il saltato accordo potrebbe anche irritare Musk che, si sa, alle terre rare è forse il più interessato di tutti in quell’amministrazione. Perché le terre rare servono per le sue auto elettriche e i satelliti, oltre che per tutto il resto.

Si aggiunga anche che se Zelensky ha fatto questo azzardo è perché, a differenza dei rumori ovattati che arrivano qui da noi, lui sente da vicino gli umori dal fronte. Gli ucraini resistono eroicamente, anche se con difficoltà, ma l’esercito russo è sfibrato dopo 800.000 morti e pochi progressi reali. L’economia russa è alla canna del gas con tassi di interesse sul debito pubblico schizzati al ventuno per cento in soli due anni, evidentemente perché i costi della guerra sono talmente enormi che il Cremlino ha bisogno di indebitarsi sempre di più.

In sintesi, Zelensky è riuscito a spezzare la morsa che rischiava di stritolarlo, rimettendo in partita l’Europa o, meglio, i suoi singoli paesi.

Dite quello che volete. Sarà per bravura, sarà per fortuna ma Zelensky oggi a Washington ha fatto un capolavoro.

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