Uccide e brucia cadavere anziano per rubare pensione
NON RISPONDE AL GIUDICE
ANSA/ Uccide e brucia cadavere anziano per rubare pensione
Assassino inchiodato da immagini telecamere, risolto cold case
di Gianluca Rossellini (ANSA) – MILAZZO – Un delitto efferato, nato in un contesto di degrado sociale a Milazzo (Me), che ha visto un disoccupato, che vive di espedienti, uccidere un anziano di 73 anni, colpendolo con 11 coltellate per rubargli la misera pensione di 650 euro. L’uomo ha inoltre gettato il corpo in una discarica, bruciandolo per cancellare ogni traccia. Un cold case complicato, di un omicidio avvenuto quasi 4 mesi fa, lo scorso 28 Luglio, difficile da risolvere visto lo stato in cui si trovava il cadavere. Inoltre, come spiega il procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto Emanuele Crescenti “è incredibile che nel 2020 non ci fosse nemmeno una denuncia di scomparsa dell’uomo ammazzato, nonostante siano passati diversi mesi. Sembra assurdo che una persona possa essere uccisa e bruciata in una discarica, e nel frattempo nessuno lo cerchi, tutti si erano dimenticati di lui”. Nonostante ciò grazie all’impegno dei carabinieri, l’omicida, Ettore Minissale , 56 anni, oggi è stato arrestato a Milazzo. Al momento del ritrovamento del corpo il 29 luglio scorso, i militari avevano solo un cadavere carbonizzato, che presentava varie ferite d’arma da taglio; trovati anche un cappellino parzialmente bruciato, un portafoglio contenente 1 euro, tre mazzi di chiavi e un coltellaccio da cucina, ma non vi erano documenti identificativi, né effetti personali utili a dare un nome al defunto. “Nel corso delle successive indagini, spiega il comandante dei carabinieri di Messina Sabatino – i militari hanno proceduto alla visione e analisi di più di 10mila ore di registrazione di filmati estrapolati da oltre 40 telecamere di numerosi sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, e da quei fotogrammi sono riusciti a risalire all’identità del cadavere e del suo assassino”. Tra le immagini una della mattina del 28 luglio, dove si notava il transito di un ciclomotore con a bordo due uomini. Uno dei quali, il passeggero, aveva un cappello con visiera di colore verde simile a quello trovato sul luogo del delitto e un abbigliamento compatibile con i frammenti di vestiti rimasti addosso al cadavere bruciato. In un’altra immagine si notava una densa colonna di fumo proveniente dal luogo del delitto, compatibile con l’incendio del corpo e, poco dopo, il passaggio dello stesso ciclomotore, questa volta con a bordo il solo conducente. Da un altro fotogramma poi è stato possibile rilevare la targa del mezzo e, in questo modo, giungere all’identificazione di Rossitto. L’identificazione del cadavere di Giovanni Salmeri è avvenuta invece dopo l’accesso eseguito dagli investigatori nella sua abitazione, usando uno dei mazzi di chiavi rinvenuti sulla scena del crimine. L’uomo viveva da solo e in pessime condizioni igienico sanitarie; i vicini hanno confermato di non averlo più visto dal mese di luglio. In un’altra immagine, Salmeri era in compagnia di Rossitto ad un ufficio postale di Milazzo, dove la vittima aveva ritirato, poco prima, i soldi della pensione. “Pensiamo che l’omicidio – conclude il procuratore Crescenti – sia premeditato perchè qualche giorno prima Rossitto, come si vede in un altro fotogramma, aveva fatto dei sopralluoghi e si era portato inoltre, tutto l’occorrente per bruciare un cadavere,. (ANSA).
