Tremestieri, Cassiopea Group pronta a completare il porto: investiamo noi, in cambio la gestione per 30 anni

Tremestieri, Cassiopea Group pronta a completare il porto: investiamo noi, in cambio la gestione per 30 anni

Tremestieri: Cassiopea Group pronta a completare il porto. «Investiamo noi, in cambio la gestione per 30 anni»

la proposta che scuote politica e istituzioni

Mentre il porto di Tremestieri rischia di trasformarsi nell’ennesima incompiuta italiana a causa dell’aumento dei costi e della necessità di reperire ulteriori 13 milioni di euro per completare l’opera, dal mondo imprenditoriale arriva una proposta destinata a fare discutere.

A lanciarla è il Cassiopea Group, realtà imprenditoriale che affonda le proprie radici a Patti e che negli ultimi anni ha costruito una rete di imprese operanti in diversi settori strategici, dall’edilizia alle energie rinnovabili, passando per le comunità energetiche e i sistemi innovativi di trattamento dei rifiuti.

Un percorso nato durante la stagione del Superbonus 110%, quando il gruppo riuscì a mettere in rete numerose aziende distribuite sul territorio nazionale, per poi avviare una progressiva trasformazione verso modelli industriali orientati alla transizione energetica e all’economia circolare e che oggi vanta partener che spaziano dall’imprenditoria al mondo della finanza e degli investimenti

La proposta è semplice nella sua formulazione ma ambiziosa nella sua portata: il gruppo si dichiara disponibile a finanziare e completare integralmente le opere mancanti del porto di Tremestieri, assumendosi il rischio imprenditoriale dell’intervento, a fronte dell’affidamento della gestione dell’infrastruttura per i prossimi trent’anni.

Un’ipotesi che richiama i grandi modelli europei di partenariato pubblico-privato e che potrebbe consentire di sbloccare una situazione che da mesi preoccupa istituzioni, operatori economici e cittadini.

E aggiungono dai vertici del Gruppo, ovviamente portando anche innovazioni tecniche al progetto.

Il porto di Tremestieri non rappresenta soltanto un’infrastruttura portuale. È uno snodo fondamentale per l’intero sistema logistico dello Stretto di Messina.

La sua piena operatività consentirebbe infatti di alleggerire significativamente il traffico pesante all’interno del centro urbano di Messina, migliorando la qualità della vita dei residenti, riducendo l’inquinamento e aumentando l’efficienza dei collegamenti tra Sicilia e continente.

Proprio per questo motivo la notizia dell’ulteriore lievitazione dei costi ha suscitato forte preoccupazione. Secondo le ultime stime, il fabbisogno finanziario aggiuntivo sarebbe di circa 13 milioni di euro, necessari per completare definitivamente le opere a mare e le infrastrutture connesse.

La sfida del capitale privato

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