Tornando dalla Francia, Leone XIV ha ribadito l’mpegno per la Pace
Dopo il viaggio in Francia, Leone XIV ha voluto ricordare alla Ue come e perché è nata, dopo due guerre mondiali: la dichiarazione dell’allora ministro degli esteri francese che il 9 maggio 1950 propose alla Germania di porre sotto il controllo di un’«Alta autorità» comune la produzione del carbone e dell’acciaio, essenziali all’industria degli armamenti, per rendere «impensabile» e «materialmente impossibile» un nuovo conflitto, un’intesa cui aderirono anche Italia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, il nucleo originario della futura Unione. OggiE invece «la guerra è riapparsa, anche in Europa: una nuova “inutile strage” che ogni giorno causa innumerevoli vittime civili». Prevost ha anche dettp che «le relazioni umane e tra gli Stati si fanno sempre più barbare»,il diritto internazionale e il multilateralismo costituiscono il miglior antidoto alla volontà di dominio, che è all’origine di ogni conflitto». L’Europa può essere un modello. Ma deve «guardarsi dall’illusione del riarmo». Piuttosto occorre «mostrare coraggio nella negoziazione ed essere pronti a sacrificare alcune posizioni per il bene superiore della pace».
A Lourdes Leone XIV aveva anche affermato che ciò che è legale non è necessariamente morale, con un chiaro riferimento alla legalizzazione dell’eutanasia in Francia ed ha aggiunto: «l’interpretazione che la Chiesa dà della separazione tra Chiesa e politica o tra Chiesa e Stato, non l’ho oltrepassata; e a tal proposito invito a leggere o rileggere Magnifica humanitas, dove parlo della dottrina sociale della Chiesa e affermo che quando la Chiesa parla di difendere la vita, quando affronta questioni di dottrina sociale, non stiamo entrando in politica, ma applichiamo il Vangelo alla vita delle persone».
