TERMINI Le campagne elettorali e i maliziosi suggerimenti di Cicerone di ENZO GIUNTA
articolo tratto dal periodico IN FRATERNITÁ CON FRANCESCO
Quelle che seguono, sono riflessioni di un cittadino che, come tanti, si è trovato a essere testimone di una campagna elettorale, per il rinnovo dell’amministrazione locale, caratterizzata da comportamenti, scritti ed espressioni verbali che non sempre hanno garantito il rispetto reciproco. Sono riflessioni formulate prima del voto e, quindi, non influenzate dal risultato che oggi, al momento della pubblicazione, è consolidato. In particolare, hanno avuto un ruolo primario i social e, soprattutto il famigerato Facebook, dove alcuni si scatenano, calpestando la dignità delle persone e scaricando sull’avversario (dovrebbe essere soltanto un “concorrente”) insulti, illazioni, sospetti, critiche gratuite. Molti supporters dei diversi schieramenti si sono sentiti in dovere di intervenire a contestare con veemenza le affermazioni e le dichiarazioni di parte avversa, affermando che tutto il buono è frutto della propria attività, addebitando agli altri quanto ritenuto il male. I comizi, che in passato erano il fulcro del contatto fra candidati ed elettori, in troppe occasioni si sono rivelati la cassa di risonanza delle scorribande degli appassionati dei social. Un altro aspetto, diciamo “interessante”, è la probabile utilizzazione, da parte di qualcuno, della così detta Intelligenza Artificiale, sistema informatico di nuova generazione capace di formulare testi su argomenti vari, che danno l’impressione essere il prodotto di uno studio approfondito e completo dell’argomento trattato, attribuendo alle conclusioni la parvenza della “verità”. Intelligenza artificiale a parte, la volgarizzazione del cimento elettorale rischia di essere fortemente diseducativo per chi assiste alla tenzone. Certo, nulla di nuovo sotto il sole se si pensa ai consigli che, nel 64 a. C., Quinto Tullio Cicerone elargisce al fratello Marco, candidato al Consolato.
Fra i principali, per un politico smaliziato, “è più importante apparire che essere, mostrarsi potente e ammirato, diffamare gli avversari, farsi amici uomini potenti”. Purtroppo, pur essendo trascorso tanto tempo e celebrate migliaia di competizioni elettorali, si deve prendere atto di una vera e propria escalation dei conflitti politici, con il ricorrente uso dei maliziosi suggerimenti di Cicerone, arricchiti di sempre maggiore volgarità e offese. Chissà cosa ne direbbe il Beato Agostino Novello, del quale in questi giorni si è celebrata la festa, che, dopo essere stato testimone di feroci conflitti, conclusi con la morte del re Manfredi, profondamente turbato per il sanguinoso epilogo, preferì rinunciare alle prospettive di potere e di ricchezza, per dedicarsi alla contemplazione e alla preghiera. Siamo stati testimoni di sproloqui ma anche di semplici battute, il cui contenuto era teso soprattutto a denigrare l’avversario, a metterlo in cattiva luce, sotto il profilo morale e civile, a farne oggetto di offese anche sul piano personale. Sia chiaro, in politica il fioretto ci può anche stare (specie se utilizzato nei duelli “a primo sangue”), ma la sciabola e la mazza proprio no. Tale modo di agire, se è criticabile sotto il profilo formale, è certamente gravemente dannoso per l’esempio che si dà a chi, volente o dolente, si trova a essere spettatore e, incoscientemente, assorbe parole, espressioni, comportamenti. Uno degli ammonimenti più severi di Gesù, riportato da tre degli Evangelisti, afferma che “Chi scandalizzerà uno di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da asino e sia gettato nel profondo del mare”. Parole tremende, soprattutto perché pronunciate dall’Uomo della Misericordia che, in tante occasioni, ha insegnato il Perdono (settanta volte sette dice a Pietro che gli chiede quante volte deve perdonare).Ma che c’entra Gesù e lo “scandalo” dei “piccoli”?
I teologi, in merito all’episodio sopra citato, ci spiegano che:
- anzitutto, Gesù non suggerisce la materiale applicazione della condanna a morte;
- Gesù ricorre a un modo simbolico per sottolineare la gravità dell’azione di chi “scandalizza” i “piccoli”;
- lo “scandalo” è la colpa di chi, con il cattivo esempio, fa “inciampare” il fratello debole nella fede;
- “piccoli” non sono i bambini, ma coloro i quali non hanno ancora acquisito la maturità nella fede.
Il dibattito politico non si sviluppa certamente su temi evangelici, ma allo stesso può applicarsi l’ammonimento espresso da Gesù, sulla responsabilità che assumono coloro i quali, specie se rivestono ruoli primari nella società civile, influenzano con il loro comportamento chi è socialmente, culturalmente o psicologicamente più fragile, più debole, più permeabile. Quanto sarebbe meglio che i concorrenti a un munus pubblico si confrontassero con rispetto reciproco, mettendo onestamente in luce le proprie qualità e i propri limiti, garantendo ai Cittadini/elettori, ma anche, e soprattutto, ai giovani che ancora non hanno raggiunto l’età per accedere all’elettorato, la possibilità di maturare un giudizio corretto e avulso dalle cortine fumogene della maldicenza e delle mezze verità. La società civile ha bisogno di testimoni della Verità e di Maestri dell’honeste vivere e dell’alterum non laedere per un futuro migliore non solo dei “grandi” ma anche e soprattutto dei “piccoli”. Come dicevamo, al momento della pubblicazione di questa edizione del “giornalino”, la campagna elettorale sarà conclusa. L’auspicio sincero è che gli eletti, ciascuno nel proprio ruolo, si impegnino per il Bene Comune, nella pienezza della collaborazione e garantendo una testimonianza di rispetto e di ascolto.
ENZO GIUNTA

Già sindaco di Termini Imerese per due mandati. Laureato in Giurisprudenza. Dipendente della Cassa di Risparmio, dove ha ricoperto importanti incarichi direttivi. Ha maturato diversificate esperienze in campo politico, sociale e amministrativo. Cultore di storia locale, è autore di numerose pubblicazioni. e collabora con associazioni culturali e istituzioni scolastiche e religiose. È autore di numerose pubblicazioni
