Tamajo e Picciolo a Roma per il libro di Cardinale
Numerose personalità per la presentazione del libro dell’On. Salvatore Cardinale. Molti i siciliani amici dell’ex Ministro delle PP.TT., tra questi l’on. Edy Tamajo ed il leader di Sicilia Futura Beppe Picciolo
Roma – In un Salone dell’Hotel Bernini di Roma si è tenuta la presentazione di “Un giovane della Prima Repubblica: Dal dopoguerra ad oggi tra i sogni, le vittorie e le sconfitte di una generazione” (Rubbettino Editore), il libro dell’on. Salvatore Cardinale. Nel volume, la cui prefazione è di Vincenzo Viti, l’autore, intervistato dal giornalista Giuseppe Alberto Falci racconta, attraverso esperienze di vita pubblica e privata, oltre mezzo secolo di politica. Dagli anni 50 segnati dalla stagione della riforma agraria, inadeguata a raggiungere gli obiettivi di equità sociale, in quanto attuata attraverso meccanismi redistributivi che non hanno tenuto conto delle profonde trasformazioni che stavano interessando l’agricoltura che passava da un sistema di sussistenza a una lavorazione di tipo meccanico. “Assegnare pochissimi ettari a un colono – ha detto Cardinale – poteva essere bastevole al tempo di aratri trainati dai buoi, con l’avvento di trattori e trebbie tali superfici erano insufficienti. L’inadeguatezza della riorganizzazione determinò un’emigrazione di massa, così gli agognati fondi furono abbandonati e si verificarono fenomeni di urbanizzazione al nord o all’estero creati da disperati in cerca di miglior fortuna”. Il ragazzo della Prima Repubblica ripercorre le tappe salienti di una carriera politica, longeva, intensa e appassionata. Dai primi passi nel movimento giovanile della DC, alla elezione come parlamentare, dalla carica di Ministro delle Comunicazioni nei due Governi D’Alema e nel Governo Amato, fino ad arrivare ai nostri giorni. Esperienze diverse ma che hanno avuto come fil rouge quei valori cristiani, sociali e liberali instillati dalla Dc che rientrano nel dna del politico mussomelese. L’evento è stato anche spunto di riflessione e confronto di numerosissimi esponenti del mondo della politica, delle Istituzioni, della cultura, dello spettacolo e dell’economia sul luogo in cui deve collocarsi l’eredità scudocrociata fondata su valori cattolici, liberali e solidali che è attuale e insuperata. Interessante anche la lettura che lui fa del rapimento Moro e di ciò che avvenne subito dopo nel quadro politico nazionale. Poi la presentazione del libro ha preso le sembianze di un dibattito in cui hanno preso la parola Marco Follini, l’on. Vincenzo Viti, l’attore Domenico Fortunato che ha letto brani significativi dello scritto, il giornalista Pietrangelo Buttafuoco, Agazio Loiero, Enzo Carra, Agostino Saccà già Direttore generale della Rai, Michele Guardì, Clemente Mastella e Lorenzo Cesa. Cardinale ha voluto far sapere di aver dedicato e lavorato al libro per la nipotina Vittoria. Quando gli è stato chiesto di evocare il ricordo più significativo della sua mirabile carriera, ha risposto: “Ce ne sono tanti. La fase più complessa ma anche gratificante è stata quella da Ministro. Sono stato tentato di gettare la spugna per le difficoltà incontrate nelle prime settimane di permanenza al Governo, poi la tenacia siciliana ha avuto il sopravvento ed ho potuto cogliere risultati positivi che mi hanno dato importanti riconoscimenti. Al momento del mio insediamento le Poste subivano una perdita di bilancio di 2mila miliardi l’anno, le persone che utilizzavano internet erano appena 250 mila, la Telecom in crisi rischiava di portare i libri in tribunale, le Telecomunicazioni erano in stallo rispetto alla crescita registrata in Europa, così come tutti gli altri settori di mia competenza. Insomma non c’era da stare allegri. Tuttavia Al termine della mia esperienza di governo le cose erano cambiate in meglio, per tutti i rami delle comunicazioni erano al di sopra della media europea”. L’allora Ministro Cardinale fece incamerare nelle casse dello Strato 28mila miliardi di lire con la vendita delle licenze UMTS, a proposito di telefonia mobili coniò il termine videofonino che gli è valso la prestigiosa citazione dell’accademia della Crusca. La posta prioritaria viene introdotta durante il suo mandato. Indro Montanelli, noto per il suo rigore e l’avarizia di critiche, scrisse due editoriali in cui riconobbe la validità e l’importanza del suo operato. In Sicilia il libro sarà presentato a Palermo, Caltanissetta e Messina.
