Sveglia, sveglia di Cosimo Recupero
Sveglia, sveglia di Cosimo Recupero
Chi mi conosce lo sa. Nonostante i miei studi di diritto, con brevi incursioni nell’economia, ho sempre avuto il piacere di scorrazzare in vari ambiti del sapere nei quali, senza la pretesa di divenire esperto, provo piacere ad informarmi per potere affrontare la vita con il più basso numero possibile di zone buie.
E così, la sosta forzata determinata dal coronavirus, mi ha dato occasione di riprendere alcune letture iniziate tempo fa ma poi tralasciate per altri impegni. In particolare, ho ripreso il primo volume delle Opere di Milton H. Erickson, padre dell’ipnoterapia moderna. Un personaggio incredibile. Colpito per ben due volte da attacchi di poliomielite (caso più unico che raro in medicina), da ragazzo era costretto a vivere su una sedia a dondolo potendo muovere solo gli occhi. Ma la sua forza di volontà gli permise, col tempo, non solo di diventare autonomo, essendo costretto solo a muoversi con un bastone, ma anche di interessarsi agli studi sulle capacità (o i limiti) del cervello umano, diventandone uno dei massimi esperti di sempre.
E così, mi sono imbattuto in alcuni esperimenti che lui iniziò quando ancora era un promettente studente di psicologia e che durarono diversi anni, interessando una vasta platea di persone.
Scopo di questi studi giovanili era scoprire se una persona in stato di trance sonnambulica, cioè in ipnosi profonda, percepisse la realtà esterna come una persona in normale stato di veglia.
Dopo avere esaminato oltre 2600 persone, sottoponendole a sedute di ipnosi, condotte da lui personalmente e da suoi collaboratori e colleghi, le conclusioni furono inequivoche. Senza entrare, per brevità, nel merito dei fatti per come sono narrati nelle Opere, gli studiosi arrivarono alla conclusione che, una persona in stato di ipnosi profonda, non percepiva la realtà esterna come quando si trovava in stato di veglia. E tale conclusione era suffragata anche dal fatto che il soggetto ipnotizzato arrivava persino a confondere una persona accanto a lui come se fosse il ritratto di quella persona stessa e gli spazi e gli oggetti come completamente diversi da quelli realmente presenti. E così una stanza chiusa diventava un bosco, una sedia diventava un tronco e via dicendo, sulla base delle convinzioni e dell’inconscio del paziente.
In tale stato di coscienza alterata, l’operatore poteva indurre al paziente tutte le suggestioni necessarie per fargli mutare i comportamenti indesiderati. E’ notorio, per esempio, che Erickson curò gravi casi di obesità modificando nei pazienti che ne soffrivano i comportamenti alimentari, avendo successo dove nessun altro medico era riuscito prima.
Ma leggendo queste pagine sono rimasto letteralmente sconcertato, perché ho riscontrato come il comportamento dei pazienti, descritto nel libro, somigli drammaticamente a quello di quanti oggi parlano dei temi politici ed economici sui social. Molti arrivano persino a distorcere fatti e circostanze che non possono essere oggetto di opinioni, in quanto, appunto, fatti conclamati, dati storici ed elementi reali sui quali, in un normale dibattito, si dovrebbe convenire a prescindere.
Ho notato come molti sembrino condizionati da una sorta di ipnosi collettiva, che ne modifica i pensieri e le scelte. E tutto questo è molto pericoloso perché, se Erickson e quanti applicavano e applicano le sue teorie utilizzano queste tecniche per aiutare la gente a risolvere le proprie nevrosi ed i propri problemi interiori, l’uso che invece ne fanno altri è finalizzato solo a carpire la buona fede ed il consenso delle persone, al fine di destrutturare, oltre che sul piano politico e giuridico, anche sul piano psicologico, la nostra martoriata democrazia.
E quindi, forse sarebbe ora che, chi ha piena consapevolezza di tutto questo, faccia la propria parte, urlando a più non posso: sveglia, sveglia!
