Sul ring mediatico dominano due “M”: Meloni e Mattarella
Sul ring mediatico dominano due “M”: Meloni e Mattarella!!! di Domenico Nania
Mi sbaglierò, ma la mia sensazione è che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si stia sostituendo alla segretaria del PD Elly Schlein come leader mediatico “altro” rispetto alla Meloni. Non passa giorno, infatti, senza che la pareggi o surclassi per presenza sugli schermi televisivi e sulla stampa. Sarà un caso? Non lo so. Certo è che si tratta di un presenzialismo inedito e davvero strano che mal si concilia con quella riservatezza che il Presidente della Repubblica – un Presidente che non a caso dura in carica 7 anni e che non a caso gode di poteri straordinari (CSM, nomina dei componenti la Corte Costituzionale, Capo delle Forze Armate…) – dovrebbe mantenere. Peraltro il Presidente della Repubblica Mattarella interviene su tutto, tranne – guarda caso – che sulla legge elettorale per l’elezione del Parlamento: legge elettorale che secondo molti, a destra e a manca (o tutti?) offende la democrazia perché la maggior parte dei parlamentari non diventano tali sconfiggendo l’avversario interno o esterno al Partito di appartenenza col quale competono ma perché nominati da un Capo-partito. Una versione moderna, anni 2000, della “dittatura dell’uno al posto della scelta dei molti”.
Prima qualcuno e poi molti altri hanno sollevato il problema inviando al Presidente della Repubblica una lettera con cui gli si chiede d’inviare un messaggio alle Camere perché approvino una legge elettorale che consenta agli elettori di scegliere, tra candidati in competizione, l’eletto. La risposta del fido dott. Zampetti (Segretario generale della Presidenza della Repubblica) sarebbe stata (udite-udite) che il tema (quello di come funziona una democrazia, se per scelta dell’eletto col voto degli elettori, come dire della democrazia) non rientra tra le materie di sua competenza!!! Per la verità, al Presidente della Repubblica non è stato chiesto di occuparsi personalmente della legge elettorale ma di inviare un messaggio alle Camere invitando il Parlamento ad occuparsene (lo fece il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga nel 1992) rispettando il pilastro fondamentale di un sistema democratico: la scelta di “CHI e di COSA (programma e coalizione) e non solo di COSA”!
