Sul Ponte la sinistra sbaglia di Cosimo Recupero
Sulla questione ponte la sinistra sbaglia di Cosimo Recupero
Ritorniamo sul tema del ponte perché, dopo la decisione del CIPESS del 6 agosto scorso, è probabile che da parte dei signori dell’immobilismo si inizi una vera e propria escalation.
Il tema della più grande opera italiana degli ultimi decenni è divisivo, ma la sinistra, sul tema del ponte sbaglia alla grande.
Sbaglia quando si batte contro un’opera che era in cima alla lista delle priorità del PCI e della CGIL negli ‘70.
Sbaglia quando, implicitamente, si batte contro un’opera che necessariamente porterà lavoro e sviluppo. Forse non i 120.000 posti di lavoro che dice Salvini, ma sicuramente diverse migliaia durante la fase di costruzione e molte centinaia per la successiva gestione e manutenzione. E in un’area depressa come quella dello Stretto, dove dalla città di Messina vanno via 2.000 giovani ogni anno, che la sinistra si batta contro il lavoro è davvero incomprensibile.
Sbaglia quando parla di impatto ambientale, dimenticando che i traghetti inquinano quanto 700.000 utilitarie che percorrono 1.000 chilometri al mese ciascuna. E’ come se ogni messinese avesse a disposizione tre auto e mezza e le facesse circolare ogni mese per 1.000 km ciascuna. Aggiungiamo anche che Ganzirri, l’area sulla quale sorgerà il pilone siciliano, è letteralmente una colata di cemento costruita in barba ad ogni criterio urbanistico nei decenni del sacco del territorio, quando tutti facevano finta di non vedere. Il ponte sventrerà larga parte di queste palazzine sostituendole con un parco urbano.
Sbaglia quando, su questo tema, abdica in favore di personaggi che poco, pochissimo, possono contribuire alle fortune della sinistra come l’ex Sindaco di Messina Renato Accorinti.
Ma l’errore più grande è quello di posizionamento della questione ponte nel quadro comunicativo.
Caduto il muro la sinistra postcomunista ha perso molti dei riferimenti culturali e ideologici ma non ha perso il metodo. E così per il PD, forse non tutto, e soprattutto per le aree ancora più estreme, come AVS, ogni questione deve avere un inquadramento ideologico. In altre parole la sinistra italiana non è riuscita a darsi metodi e linguaggi nuovi per incrociare il consenso popolare.
Non è un caso se sulla questione del ponte si agitano concetti come l’ambiente e il pericolo di infiltrazione.
Che l’approccio si ideologico e non pragmatico lo si evince proprio dal tema ambientale. Il ponte inquina, è il refrain. Ma si dimentica che ad inquinare sono le navi con i loro sbuffi neri, piuttosto.
Se la sinistra riuscisse a portare l’ambientalismo sul piano delle convenienze economiche, anziché su quello ideologico, potrebbe persino interecettare simpatie nell’elettorato di destra. Ambiente significa energie rinnovabili. Energie rinnovabili significano meno acquisto di petrolio e quindi miglioramento della bilancia commerciale italiana, un tema molto caro alla destra. Ma niente. La sinistra ne fa sempre una questione ideologica, ovvero della quale i cittadini devono convincersi acriticamente per poi votare senza capire.
Per non dire del rischio di infiltrazioni mafiose. Il tema c’è, ovviamente. Ma una sinistra pragmatica e non ideologica non dovrebbe per questo chiedere di fermare un’opera che può cambiare le sorti della Sicilia. Dovrebbe piuttosto chiedere la creazione di un “Ufficio Ponte” presso la Procura di Messina a la creazione di una compagnia della Guardia di Finanza proprio sui due cantieri di Messina e Villa San Giovanni. Compagnia col compito di verificare ogni singola carta, contratto, fattura, assunzione, appalto, subappalto intorno all’opera. E invece niente. E meglio farsi una bella rimpatriata con vecchi compagni, urlare, fischiare, brandire qualche bandiera e poi tornarsene ai propri salotti con l’aria condizionata, con buona pace dei disoccupati che dal ponte potrebbero ricevere una possibilità di riscatto.
Una sola voce sembra alzarsi a sinistra a favore del ponte, ed è quella del PSI e della FGS, Federazione dei Giovani Socialisti che, nella sua articolazione siciliana ha dato la propria approvazione alla realizzazione dell’opera come volano per l’isola. Per il resto, ancora solo furore ideologico su un letto di vuoto di progettualità.
