Su l’uso di fondi del PNRR per inviare armi all’Ucraina

Su l’uso di fondi del PNRR per inviare armi all’Ucraina

La Risoluzione dell’Ufficio politico del PMLI che approva la decisione del
parlamento europeo che dà la possibilità agli Stati membri dell’Unione europea di
inviare armi all’Ucraina pubblicata sullo scorso numero de “Il Bolscevico”, ha
suscitato in alcuni lettori delle obiezioni. Le comprendiamo perché per i combattenti
antimperialisti è dura accettare qualsiasi vicinanza con l’imperialismo americano e
con la Nato. Inoltre perché non è facile sottrarsi alla propaganda demagogica e
menzognera dei putiniani del “Fatto quotidiano” di Travaglio, Putin e Conte, a quella
dei pacifisti cattolici e laici ispirati e a quella dei partiti comunisti
e dell’ex senatore del PRC Fosco Giannini al servizio del socialimperialismo cinese
alleato con l’imperialismo russo, nonché alle iniziative insidiose di Michele Santoro,
in sintonia con Berlusconi sulla guerra in Ucraina, come ha svelato in una recente
trasmissione di 8 e mezzo, di Ugo Mattei e Moni Ovadia.
Tre le obiezioni che ci sono state mosse. La prima: le masse non capiscono questa
presa di posizione del PMLI. C’è del vero in questa obiezione, ma questo non
significa di per sé che la posizione del Partito sia errata e che non possa trovare
consenso tra le masse, poiché le loro opinioni sulla guerra in Ucraina sono diverse.
In base a un recente sondaggio commissionato da “Repubblica” il 41% degli
intervistati si è dichiarato favorevole all’invio di armi all’Ucraina. Abbiamo quindi la
possibilità, se ci sappiamo fare, di convincere i sinceri antimperialisti e i pacifisti in
buona fede della giustezza della posizione del PMLI.
In ogni caso le posizioni del Partito non possono essere prese considerando
esclusivamente l’orientamento corrente delle masse. Il Partito ha un ruolo
educativo, ed è quindi suo compito fare seri, considerevoli e prolungati sforzi di
propaganda per eliminare le idee errate diffuse tra le masse e convincere queste ad
accettare le idee giuste. Senza demoralizzarsi se nell’immediato non siamo capiti.
E da oltre cinquanta anni che seminiamo idee giuste ma ancora non sono state
recepite dalle masse. Per questo dovremmo rinunciarvi? Ma allora addio Partito,
addio rivoluzione, socialismo e potere politico del proletariato.
Il problema è che la nostra propaganda arriva solo a un piccolissimo numero di
persone e non in tutto il territorio nazionale, in presenza di una situazione premarxista, che rende anzi difficile la penetrazione dei nostri messaggi e delle nostre proposte persino nella parte più avanzata del proletariato, degli anticapitalisti e degli antimperialisti. Ma se sapremo persistere nel lavoro di propaganda e di fronte unito migliorandolo alla fine saremo capiti dalle masse rivoluzionarie e avremo il
consenso che ci meritiamo. Dobbiamo però essere noi marxisti-leninisti i primi a
essere convinti della giustezza delle posizioni del Partito.
La seconda obiezione: È sbagliato usare per altri scopi fondi del Piano nazionale di
ripresa e resilienza (PNRR) destinato alla ripresa economica dell’Italia. A parte che
da questi fondi le masse riceveranno solo le briciole, c’è da considerare una
questione politica fondamentale, quella della situazione militare in cui è giunta la
guerra in Ucraina, la fase dello scontro tra i due eserciti che potrebbe portare o la
vittoria dell’aggredito ucraino o la vittoria dell’aggressore russo. Il fattore
determinante è costituito dal possesso di più e migliori armi.
Al Forum economico internazionale di San Pietrogrado il 16 giugno il nuovo zar
Putin ha dichiarato: “La nostra industria della difesa sta guadagnando slancio ogni
giorno. Nell’ultimo anno abbiamo aumentato la produzione militare di 2,7 volte. La
nostra produzione delle armi più critiche è aumentata di dieci volte e continua a
aumentare. Gli impianti lavorano in due e tre turni, e alcuni sono impegnati 24 ore
su 24”.
La Russia è quindi armata fino ai denti, e riceve armi dall’Iran, dal
socialimperialismo cinese e dagli altri suoi alleati. Stante questa situazione chi sta
dalla parte dell’Ucraina non può non fare di tutto per dare ad essa tutte le armi che
le occorrono per non soccombere e per liberarsi dell’invasore e occupante russo.
Anche a costo di far fare dei sacrifici alle masse? È doloroso ma è impossibile
evitarlo, in nome della causa antimperialista, che è nell’interesse di tutti i popoli del
mondo, compreso quello italiano.
Per i marxisti-leninisti italiani l’Internazionalismo proletario non è una parola vuota,
ma un imprescindibile dovere antimperialista che ci impone di educare il nostro
popolo nello spirito dell’internazionalismo proletario, come hanno fatto Lenin, Stalin
e Mao nei confronti dei rispettivi popoli.
Il governo neofascista Meloni al momento ha dichiarato che non utilizzerà fondi del
PNRR per inviare armi all’Ucraina. Speriamo che mantenga questa posizione,
qualora dovesse cambiare idea proporremo di non toccare quei fondi e di prendere
le risorse che le occorrono per inviare armi all’Ucraina varando una patrimoniale. Comunque andrebbero esclusi dai sacrifici i poveri, i precari, i disoccupati e le masse alluvionate dell’Emilia-Romagna, le quali anzi devono essere risarcite immediatamente dai danni subiti.
La terza obiezione: L’approvazione della decisione del parlamento europeo ci
“accomuna troppo” all’imperialismo dell’Ovest. Non è così perché siamo già
“accomunati” con tale imperialismo, dal momento stesso in cui, attraverso il
comunicato dell’Ufficio stampa del PMLI redatto personalmente dal Segretario
generale del PMLI compagno Giovanni Scuderi qualche ora dopo l’aggressione
della Russia all’Ucraina, ci siamo schierati con la Resistenza ucraina. Quindi la
condivisione del PMLI alla decisione del parlamento europeo non aggiunge nulla
all’atteggiamento del PMLI verso l’imperialismo dell’Ovest. Costituisce solo una
conseguenza logica e coerente della precedente decisione dell’Ufficio politico sulla
necessità dell’invio di armi all’Ucraina.
Questo non vuol dire affatto avere la stessa posizione dell’imperialismo dell’Ovest,
compreso l’Ue e la Nato. E lo abbiamo spiegato più volte su “Il Bolscevico”. Il PMLI
ha le sue motivazioni e i suoi obiettivi, che sono diversi e opposti a quelli degli
imperialisti che sono al fianco dell’Ucraina.
Non è la prima volta nella storia che i marxisti-leninisti si trovano a combattere
assieme a degli imperialisti una battaglia comune. Basti pensare all’Urss di Stalin
che nella seconda guerra mondiale si alleò organicamente con gli imperialisti
americani, inglesi e altri per sconfiggere il nazi-fascismo.
Speriamo che i combattenti antimperialisti, che ringraziamo per aver esposto
francamente le loro obiezioni, capiscano e condividano le ragioni del PMLI. La
strategia è quella di sempre, le tattiche particolari variano e si aggiornano secondo
le circostanze e le necessità. Quello che conta è centrare l’obiettivo. Nel caso che
abbiamo trattato è la vittoria dell’Ucraina.
Articolo tratto da “Il Bolscevico”, organo del PMLI, n. 25/2023

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