Sturzo: senza battaglia di idee si va in quella di sangue

Sturzo: senza battaglia di idee si va in quella di sangue

R I F L E S S I O N I di Guglielmo Rizzo

“QUANDO NON SI ACCETTA LA BATTAGLIA DELLE IDEE, SI FINISCE SEMPRE NELLA BATTAGLIA DI SANGUE”
Luigi Sturzo

Certo è che stiamo vivendo un’era di dissesto sociale ed economico, cui fa eco il silenzio assordante della politica, con lo spettro del populismo che avanza, alza la testa ed invade il campo, allorché la democrazia non è in salute, anzi, direi in enorme sofferenza.
Non ce ne rendiamo conto, ma senz’altro stiamo vivendo una grave emergenza democratica.
Per come sosteneva Luigi Sturzo, “quando non si accetta la battaglia delle idee, si finisce sempre nella battaglia di sangue”.
Non esiste l’arte del governare, le leadership di partito, oggi sono ampiamente scardinate.
Le Amministrazioni sono occupate da una folla di funzionari, così come l’esercito dei parlamentari, considerato come esempio di impreparazione, con pessima conoscenza delle problematiche; tutto ciò sfocia, inevitabilmente, nella inefficienza e nel parassitismo.
“Non c’è  persona più fedele del buono a nulla, perché  non ha alternative”.
Per non parlare della opposizione, che non riesce a contrastare efficacemente le degenerazioni, quasi una sorta di sudditanza morale.
Come mai e per quale ragione, oggi, diversamente da ieri, i meccanismi della democrazia rappresentativa e di partito, anziché i migliori, prediligono i peggiori ?
Bisogna cambiare rotta e collocare l’uomo integro nel cuore dei processi sociali.
Non si può ridurre il dibattito pubblico ad una visione che privilegia il “pettegolezzo” alla discussione meditata, che porta ad abrogare l’idea del collettivo, dal confronto paritetico.
Una delle conseguenze di tutto ciò  è, senz’altro, il venir meno di quel senso di responsabilità,  di abnegazione, che deve caratterizzare coloro che detengono ruoli di responsabilità.
La profonda regressione della politica, intesa quale forma di governo e quindi di rappresentanza, nel senso democratico del termine, potrebbe creare una diversificazione di quella ondata di populismo che, in parole povere, transiti a forme di rivalsa, in un aggregato culturale che possa prendere il sopravvento e “gestire” le contraddizioni dell’era moderna in una relazione tra democrazia e populismo, ben rappresentata dalla metafora dell’Ospite Ubriaco,  che non rispetta le buone maniere a tavola, alza il tono della voce e molesta le Signore a tavola.
Di sicuro c’è  che la democrazia liberale si è spogliata della caratteristica intrinseca che le deve essere propria: LA SOVRANITÀ POPOLARE

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