Stretto, lo Stato c’è e boccia l’ordinanza di De Luca
Stretto, lo Stato c’è e il Consiglio di Stato boccia l’ordinanza di De Luca.
ln risposta ad un’interlocuzione del Viminale, il Consiglio di Stato ha bocciato l’ordinanza del sindaco Cateno De Luca che ha stabiliva to l’obbligo di registrazione per chiunque decideva attraversare lo Stretto in direzione Calabria-Messina. Secondo l’Organo dello Stato, la volontà del sindaco di istituire una banca dati e regolamentare i transiti tra la Sicilia e la Calabria presenta molteplici profili di illegittimità e, oltre a esorbitare dal potere provvedimentale attribuito al sindaco dall’art. 50 del TUOEL e a denunciare un evidente contrasto con le misure emergenziali statali” finirebbe per ledere “diritti costituzionalmente sanciti” invadendo “per diversi aspetti, settori che la Costituzione assegna alla potestà legislativa statale esclusiva. In conseguenza di ciò viene dato l’alt all’ordinanza De Luca, che sarebbe entrata in vigore oggi, poiché ritenuta lesiva dell’unità dell’ordinamento e invasiva di settori attribuiti alla potestà legislativa statale. Il Consiglio di Stato ha inoltre puntato il dito contro la possibilità di comunicare ai sindaci dei comuni di destinazione del singolo passeggero. “L’ordinanza sindacale nel richiedere “dichiarare di avere informato il Sindaco del Comune di destinazione, allegando la richiesta munita di apposito Visto/Nulla Osta del Sindaco”, impone ai Sindaci dei Comuni di destinazione un nuovo, atipico, dovere funzionale, consistente nel rilascio, a richiesta, di siffatto nulla osta, il che ulteriormente dimostra l’abnormità, sotto questo profilo, dell’ordinanza in esame. Inoltre l’ordinanza in esame, secondo il Consiglio di Stato, si pone in contrasto con il principio di uguaglianza espresso dall’art. 3 Cost., poiché introduce una irragionevole disparità di trattamento nei confronti delle persone che per motivi legittimi hanno necessità di attraversare lo Stretto, rispetto alla generalità dei cittadini sul restante territorio nazionale. L’organo rileva poi che l’ordinanza in questione, nella parte in cui introduce, senza alcuna base di legge, un potere comunale di previa autorizzazione all’ingresso e al transito sul territorio comunale (obbligo di “Attendere il rilascio da parte del Comune di Messina, e per esso della Polizia Municipale . . . del Nulla Osta allo spostamento”), si pone in contrasto diretto ed evidente con la libertà personale e la libertà di circolazione previste dalla Parte I, Titolo I (Rapporti civili) della Costituzione, artt. 13 e 16. L’art. 13 ammette, quale unica deroga alla libertà personale “inviolabile” (a parte gli atti dell’Autorità giudiziaria, nei soli casi e modi previsti dalla legge), “In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge” i provvedimenti provvisori che l’autorità di pubblica sicurezza può adottare (e che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’Autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto). L’art. 16 prevede che “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza” (principio ribadito anche dall’art. 120 Cost.). L’estratto delle chiare motivazioni con cui il Consiglio di Stato ha bocciato la delibera di De Luca destano tra l’altro stupore per il fatto che nessuno ha saputo consigliare il sindaco sul fatto che il suo ragionamento aveva dei difetti che ne inficiavano, al di là dell’impianto tecnico, la possibilità di attuazione. Sull’argomento torneremo per fare altre considerazioni di ordine politico, anche perché, per fortuna, la curva dei contagi sta volgendo verso il basso, la collaborazione della gente è alta, così come sono alti i controlli sanitari e di polizia agli imbarcaderi. Quindi sarebbe il caso, senza abbassare la guardia, di togliere quel surplus di terrorismo mediatico che serve solo al sindaco per le sue strategie elettorali e che è diventato un vero incubo per i cittadini.
