Strage di Barcellona, tanto dolore e primi indagati

Strage di Barcellona, tanto dolore e primi indagati

Strage di Barcellona, tanto dolore e primi indagati di Giovanni Frazzica

Sono arrivati i primi i provvedimenti della procura di Barcellona Pozzo di Gotto dopo la immensa tragedia che ha colpito il centro tirrenico messinese. Sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati i responsabili delle due ditte, Vito Costa e Corrado Bagnato. Un atto dovuto, nella loro qualità di responsabili delle aziende coinvolte nei lavori. L’esplosione nel deposito di Femminamorta dove hanno perso la vita quattro operai dell’impresa di serramenti e la stessa moglie del titolare dell’azienda di giochi pirotecnici, ha reso necessario che   i magistrati del Tribunale del Longano, unitamente al procuratore capo Emanuele Crescenti, avviassero i primi atti formali a seguito dei sopralluoghi, indizi e testimonianze raccolte. Ogni cosa può essere utile a stabilire la verità di quel terribile mercoledì pomeriggio tra i casolari sventrati nelle campagne barcellonesi, quasi al confine con il comune di Merì. Crescenti ha definito orribile quanto visto e, secondo le prime ipotesi investigative, sarebbe stato del colorante, probabilmente, a costituire da miccia che avrebbe provocato la deflagrazione negli stabili dove si producevano i giochi pirotecnici. Si resta in attesa dell’esito delle autopsie sui corpi delle cinque vittime della strage, con gli esami del Dna per i poveri resti delle vittime. I funerali, con molta probabilità, saranno celebrati alla fine di questi adempimenti. Restano ricoverati, ma a quanto pare non in pericolo di vita, Nino Costa, figlio del titolare Vito, e Antonio Bagnato della ditta di infissi, il primo al Centro Grandi Ustioni di Palermo e il secondo all’Ospedale Giuseppe Fogliani di Milazzo. Numerose le prese di posizione, gli interventi e i commenti che questa inaspettata tragedia, che ha interessato anche l’opinione pubblica nazionale, ha determinato. Oltre al Sindaco, Roberto Materia, che ha messo da subito a disposizione l’intera macchina comunale per i soccorsi, ha espresso solidarietà alle famiglie e si è impegnato a proclamare il lutto cittadino il giorno dei funerali, anche tanti altri esponenti del mondo politico e istituzionale hanno fatto sentire la loro vicinanza. Così si è espressa, nell’immediatezza del fatto, l’Amministazione comunale barcellonese: ”Appresa la notizia del terribile incidente che ha colpito l’attività di fuochi d’artificio Costa, l’amministrazione comunale tutta si stringe intorno alle famiglie delle persone coinvolte e condivide il dolore di questo momento. Nei prossimi giorni, in occasione dei funerali, sarà proclamato il lutto cittadino”. L’amministrazione comunale ha deciso anche di attivare un canale per consentire le donazioni in favore delle famiglie colpite dall’evento. Per coloro i quali intendessero erogare liberalità a sostegno di chi ha patito le conseguenze del disastro il Comune mette a disposizione dei numeri di conto corrente bancario e postale sui quali eseguire i versamenti. L’arcivescovo di Messina, monsignor Giovanni Accolla, assieme al vescovo ausiliare, Cesare Di Pietro, ed a tutta la Chiesa diocesana, ha manifestato “particolare vicinanza a tutti coloro che sono rimasti coinvolti nell’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio di Barcellona Pozzo di Gotto” con una nota diffusa dalla diocesi messinese, all’indomani dell’esplosione in cui hanno perso la vita cinque persone. Esprimendo “cordoglio per le vittime e solidarietà per le famiglie”, l’arcivescovo ha assicurato “la sua preghiera per coloro che hanno perso la vita nel tragico incidente e per quanti sono rimasti feriti, affinché scenda su tutti la consolazione del Signore”. Poi, dal presule l’assicurazione: “Non mancheranno, da parte di tutta la Comunità diocesana, gesti concreti di attenzione”. Con un Comunicato firmato dal Segretario della sezione di Barcellona, Cosimo Recupero, il Partito Socialista Italiano di Barcellona Pozzo di Gotto ha espresso profondo cordoglio per il grave lutto che ha colpito la Ditta Costa, le famiglie dei lavoratori deceduti e feriti e la comunità barcellonese intera e vicinanza alle famiglie coinvolte. “Esorta l’Amministrazione Comunale e tutte le autorità preposte – conclude il documento socialista – ad attivare ogni presidio utile per l’assistenza ai superstiti ed invita gli organi politici regionali e nazionali ad affrontare, una volta per tutte, il tema delle morti bianche nel nostro Paese”. L’Associazione Culturale Mondunuovo, in segno di rispetto per le vittime del grave incidente sul lavoro, ha deciso di rinviare un convegno programmato da tempo per sabato 23, ed ha diramato questo breve comunicato: “Dopo i tragici fatti di mercoledì 20 novembre, a seguito dei quali hanno perso la vita cinque lavoratori, l’Associazione Culturale Mondonuovo, anche alla luce dell’alto valore etico del convegno programmato per sabato 23 novembre, ha ritenuto di esprimere vicinanza alla comunità ferita, rinviando a data da destinarsi il convegno dal titolo “Matteotti, Mattei, Moro: quando la storia si scrive col sangue”. Si ringraziano i relatori, le autorità e la cittadinanza per la comprensione”. Da registrare anche un intervento congiunto di Pippo Zappulla e Antonio Siracusano rispettivamente segretario regionale e provinciale di Art.1 che scrivono: ”Si rimane senza parole di fronte ad eventi come quello di Barcellona Pozzo di Gotto. In questi giorni è d’obbligo il silenzio e la vicinanza alle famiglie e a chi sta lottando per rimanere in vita. Siamo però di fronte all’ennesima tragedia che accade sui luoghi di lavoro. Non è tempo di giudizi sommari o valutazioni estemporanee, ma il tema della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori deve tornare ad essere centrale nella prospettiva del nostro paese. Si tratta di un vero e proprio bollettino di guerra: le istituzioni, le aziende e i sindacati dovranno saper rilanciare con decisione una questione che non può essere non affrontata. Servono investimenti, pubblici e privati, per la sicurezza di chi lavora e degli ambienti di lavoro ne va della civiltà del nostro paese e, come ci raccontano i fatti di Barcellona, della vita delle persone. Per questo come Articolo Uno chiediamo con forza al Governo, al Parlamento e a tutte le istituzioni coinvolte l’applicazione rigorosa delle leggi esistenti, il potenziamento degli organi di controllo e il rafforzamento delle strategie e degli interventi di prevenzione e, quando dovuto, anche di repressione”. L’on. Bernardette Grasso, Assessore agli EE.LL. e alla Funzione Pubblica della Regione siciliana, alla notizia dell’avvenimento si è così espressa: ”Una tragedia immane che ha provocato cinque morti e due feriti, sono episodi di grande tristezza e di tanti perché, sono momenti in cui il silenzio è d’obbligo”. Sul tema della sicurezza sul lavoro si sono concentrate diverse reazioni tra cui quella della Cisl provinciale di Messina che si dichiara sgomenta per quanto avvenuto e chiede più sicurezza, controlli, prevenzione, più formazione e informazione. Interviene anche la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo che scrive: “Potenziare la sicurezza sul lavoro è un mio obiettivo primario: presto sarà operativa la patente a punti che premia le aziende virtuose”. Barcellona seppellisce i suoi morti, ma il ricordo di questo dolore rimarrà indelebile nella memoria collettiva della Città del Longano.

  • tratto dal settimanale I VESPRI

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