Sinistri Tirreno: Mamì festeggia, Formica tentenna
Due sinistre e due capanne. Nella capanna della sinistra barcellonese sorrisi e champagne sullo sfondo di una scena che descrive un momento di consistente partecipazione popolare, all’interno di una competizione che riesce ad esprimere in maniera netta un vincitore: Antonio Mamì. Questo non significa che a Barcellona P.G. il centrosinistra sta per vincere le elezioni, ma c’è una buona piattaforma con cui può entrare in partita. Antonio Dario Mami, subito dopo aver conosciuto i risultati della competizione interna, ha voluto rilasciare al nostro giornale questa breve dichiarazione:”Le primarie del centrosinistra a Barcellona hanno rappresentato un momento non solo di partecipazione democratica, ma anche un’occasione di risveglio per i tanti elettori che non si riconoscono nel modo di amministrare dell’attuale centrodestra cittadino. La mia affermazione è l’affermazione dei tanti che hanno lavorato a questo risultato, dei partiti, dei movimenti, dei singoli volontari che hanno animato l’evento. Adesso inizia una campagna elettorale che deve essere campagna di verità, atta a smascherare un tentativo dell’attuale amministrazione di ripresentarsi cambiando pelle, ma anche una campagna che spieghi con sincerità ciò che può e deve essere fatto e ciò che il disastro finanziario dell’ente non consente. Da domani inizia questo percorso, forti dei tanti che ci hanno dato mandato di andare avanti”. Sulla stessa lunghezza d’onda una considerazione proveniente da internet che così recita: ” A causa di personaggi il cui egocentrismo non ha limiti la destra a Barcellona pare diventata un’armata Brancaleone. Mentre dall’altra parte si discute di programmi, di etica, di comportamenti e si decide, a destra si litiga per le poltrone e per dimostrare chi è più forte. A naso sento la stessa aria del 2012 quando ha vinto la Collica contro chi credeva di essere il padrone della Città. La gente, al di là delle apparenze, capisce molto di più di quello che qualcuno pensa. Ancora non si è compreso, purtroppo, che la città di Barcellona necessita di essere amministrata, non dominata”. A Milazzo invece si respira ancora un clima di grande incertezza. Il mancato scioglimento della riserva rispetto alla ipotesi di una ipotesi di una propria ricandidatura non crea le condizioni per costruire un punto di resistenza efficace per contrastare le due aggregazioni di centrodestra in campo che fanno capo a Midili e a Lorenzo Italiano che è stato “adottato” da Lega e FI. Sullo sfondo la grande incognita delle “civiche milazzesi” e di Franco Cusumano che, avendo già organizzato tre liste a sostegno di una sua eventuale candidatura, potrebbe essere determinante per la chiusura di qualsiasi gioco. Milazzo, dove tutto può succedere.
