Siamo vaccinati, non scemi di Cosimo Recupero
Il Covid ormai assorbe quasi del tutto il dibattito politico. Nessun argomento sembra avere più la forza di battere, nei telegiornali, sui social o anche nei dibattiti in presenza, il tema di questa pandemia.
Ogni giorno è uno stillicidio di dati, numeri, provvedimenti da un lato e proteste, più o meno veementi, dall’altro.
Onestamente, non sappiamo a chi dare ragione fra i due contendenti. Ormai governo e NoVax sembrano essere impegnati in uno di quei duelli medievali che si trasformavano in guerre che si combattevano per anni o decenni, se non secoli, fino a quando qualcuno un po’ più sveglio non si fermava a pensare e diceva: ma com’è che è cominciata questa guerra?
La pandemia c’è stata e questo è evidente. Nei giorni della fase acuta della diffusione del virus la mortalità media giornaliera è aumentata moltissimo. E pensare che i camion dell’esercito italiano che a Bergamo trasportavano e stipavano bare in magazzini di fortuna fosse tutta una messa in scena è sinceramente ridicolo.
Le terapie intensive erano intasate e moltissime persone impegnate in prima linea, come medici, infermieri e persino religiosi che stavano a contatto con i malati sono morte. Ritenere che fossero degli attori di un grande Truman show è un po’ da menti limitate.
Oggi la situazione è decisamente cambiata. Le terapie intensive sono impegnate al dieci per cento e la mortalità da Covid è decisamente bassa. Qualche decina di morti al giorno, fra i quali molti anziani magari affetti da altre patologie, non sono un dato che deve tenere il Paese in questo stato di ansia perenne, in questa condizione per la quale viviamo da malati per morire da sani. E se oggi siamo sostanzialmente fuori dalla fase parossistica della pandemia lo dobbiamo sicuramente alle scelte coraggiose fatte fin qui sia da Conte che da Draghi. Scelte che però oggi tradiscono forse un eccesso di precauzione che ha costi più alti di quelli che vorrebbe evitare.
Dall’altra parte, però, ci sono le schiere di NoVax, NoGrennPass e via dicendo che, con le loro urla sguaiate non contribuiscono affatto all’abbassamento della tensione nella quale vive il Paese, ma soprattutto non danno una risposta ai problemi che la pandemia ha creato.
Salvini, inizialmente, dalle fila dell’opposizione si era schierato contro ogni misura restrittiva e contro l’obbligo vaccinale. L’opportunità era troppo ghiotta per rinunciare a fare pesca a strascico di voti.
Oggi che però si trova al governo le sue posizioni si spostano sempre più verso approdi più ragionevoli, e lo fanno nello stile al quale i populisti ci hanno abituato. Un giorno di qua, un giorno di là, per confondere le persone e non farle accorgere di avere cambiato posizione radicalmente. Da un no netto a qualunque obbligo, ieri il leader leghista si è dichiarato favorevole all’obbligo vaccinale per gli statali che siano in contatto con il pubblico. Fra qualche settimana chiederà l’obbligo vaccinale per tutti, pena l’invio delle ronde padane casa per casa.
Ma quelli che sono davvero insopportabili sono tutti questi leader autoproclamati paladini della libertà, i quali dichiarano di agire in nome del popolo. Peccato che non si accorgano di difendere la libertà a non vaccinarsi di una popolazione che, senza obbligo vaccinale, ha già una copertura della profilassi di oltre il settanta per cento.
Ma soprattutto, la cosa che da più fastidio è che questi gruppi più o meno organizzati continuino a dire cosa lo Stato non deve fare contro la pandemia. Non deve vaccinare, non deve imporre limitazioni alla libertà di circolazione, non deve fare questo e non deve fare quello. Ma su cosa si dovrebbe fare per arrivare a dichiarare ufficialmente finita la pandemia nessuno dice niente. Ed è questo che chiediamo noi ai signori del NO: cosa avreste fatto voi di fronte ai morti di Bergamo, alle terapie intensive stracolme, alle famiglie sterminate dal virus? E cosa bisogna fare adesso per spegnere del tutto i focolai? Basta con i NO. Diteci quali azioni mettere in campo. Cosa non fare lo abbiamo capito. Adesso diteci cosa fareste voi. Siamo vaccinati, non scemi.
