Siamo tutti sul Titanic di Giovanni Frazzica

Facciamo un esperimento: dopo un notiziario mettiamo una musica d’orchestra, chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere sul Titanic. La grande nave affonda lentamente e inesorabilmente, ma noi ascoltiamo ad occhi chiusi una musica deliziosa e beviamo, con voluttà, la nostra ultima coppa di champagne. L’esperimento dura dai due ai quatto minuti, poi riapriamo gli occhi e riaccendiamo la tv.  Vediamo Draghi che dice che la pandemia non è ancora sconfitta, ma “si intravede, una via d’uscita non lontana. Voglio cogliere questa occasione per mandare a tutti un segnale vero di fiducia”. Il Presidente del Consiglio ringrazia i cittadini per la loro disciplina, la loro infinita pazienza, soprattutto coloro che soffrono le conseguenze anche economiche della pandemia, gli studenti, le famiglie e gli insegnanti che sopportano il peso della chiusura delle scuole, gli operatori sanitari, le forze dell’ordine, le forze armate, la Protezione Civile e tanti altri lavoratori in prima linea per la loro incessante opera. Esempi di responsabilità civica e professionale, di cittadinanza italiana attiva che impongono al governo di moltiplicare ogni sforzo. Siamo solo all’inizio. Subito dopo il Ministro della Salute, Roberto Speranza, afferma che “entro l’estate, tutti gli italiani che lo vorranno saranno vaccinati”. La notizia del giorno è che in Italia si sono superati i 100mila decessi per Covid, per fare un macabro esempio è come se  l’intera popolazione di una Città come Gela venisse azzerata. La cosa ancor più grave è che non si riesce a fermare l’escalation della pandemia, mentre, per diversi motivi, la campagna vaccinale sembra essere meno veloce della inesorabile corsa al contagio del virus. Talvolta mancano i vaccini, poi c’è carenza di medici, inoltre si scopre che mancano le strutture e, infine, l’organizzazione è carente. Queste notizie, a volte divulgate artatamente anche per motivi di speculazione politica, turbano e disorientano la gente, un popolo che i politici definiscono paziente, ma che oggi è stanco, sfinito, incupito dal dolore per i morti, impaurito e incerto per il futuro. Ci sono casi di depressione conclamata e, per questo, si sono già attivati psicologi professionisti, sembrerebbe però che allo stato latente l’area della depressione potrebbe essere molto più estesa di quanto si possa immaginare e che lascerà segni profondi nell’animo di quanti hanno avuto la sorte di vivere questi anni e questa particolare esperienza e questo al netto delle ferite, tangibili e tremende, che rimarranno a lungo come sfregio del tessuto economico del Paese. Siamo 60milioni, ci saranno altri caduti, ma anche milioni di sopravvissuti che rivedranno le stelle.

  • tratto dal settimanale I VESPRI

lwzws