“Siamo noi il Vangelo”, il nuovo libro del Cardinale Parolin

“Siamo noi il Vangelo”, il nuovo libro del Cardinale Parolin

LIBRI – “Siamo noi il Vangelo”

il nuovo libro del cardinale Parolin: un pensiero per ogni giorno dell’anno

Un invito a vivere il Vangelo nella quotidianità, trasformando la fede in gesti concreti.

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LIBRI – “Siamo noi il Vangelo”

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LIBRI – “Siamo noi il Vangelo”

il nuovo libro del cardinale Parolin: un pensiero per ogni giorno dell’anno

Un invito a vivere il Vangelo nella quotidianità, trasformando la fede in gesti concreti.

Dalla redazione di NovaVox+ a cura delal Fondazione Mattia

Un invito a vivere il Vangelo nella quotidianità, trasformando la fede in gesti concreti. È il cuore del libro Siamo noi il Vangelo. Un pensiero al giorno, firmato dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, da pochi giorni disponibile in libreria.

Il volume, pubblicato dall’Associazione Editoriale Promozione Cattolica, raccoglie oltre quattrocento pagine di riflessioni tratte da omelie, interviste e scritti del porporato veneto, offrendo ai lettori un pensiero per ciascun giorno dell’anno. Un percorso spirituale che accompagna il lettore in un cammino quotidiano fatto di fede, responsabilità e attenzione ai grandi temi del nostro tempo.

Un libro che nasce dall’esperienza pastorale e diplomatica

Nato in Veneto nel 1955, il cardinale Parolin è una delle figure più autorevoli della Chiesa contemporanea. Dal 2013 ricopre il ruolo di Segretario di Stato vaticano, incarico affidatogli da Papa Francesco, che lo vede impegnato quotidianamente nel dialogo diplomatico tra la Santa Sede e i governi del mondo. Prima di arrivare ai vertici della diplomazia vaticana, Parolin ha maturato una lunga esperienza in contesti internazionali complessi, tra cui missioni in Nigeria e Venezuela, dove ha sviluppato uno stile pastorale fondato sull’ascolto, sulla discrezione e sulla ricerca della pace. Tre i pilastri che emergono dal suo percorso: umiltà, dialogo e una fede capace di tradursi in azioni concrete a favore degli ultimi.

Nel libro Parolin abbandona il linguaggio formale della diplomazia per parlare direttamente ai fedeli. Il messaggio centrale è semplice e profondo: il Vangelo non è soltanto un testo da studiare, ma una presenza viva che deve abitare nella vita di ogni cristiano. Tra le riflessioni contenute nel volume, emerge con forza il tema della misericordia e della responsabilità personale: vivere il Vangelo significa iniziare da sé stessi, senza attendere che siano gli altri a compiere il primo passo. Accanto alla dimensione spirituale, molte pagine affrontano anche temi sociali e globali: il valore della pace, la necessità del dialogo tra i popoli, il grido dei poveri, la difesa della vita, la lotta alla violenza sulle donne, l’accesso universale all’acqua e la costruzione di un’economia più equa. Un filo conduttore attraversa tutto il libro, come ben dice Giuseppe Pettina, della Fondazione Mattia di Patti: la responsabilità dei cristiani nel mondo contemporaneo. Parolin richiama spesso l’urgenza di deporre le armi e di tornare alla diplomazia come strumento di pace, seguendo la tradizione della Santa Sede, sintetizzata nel motto «molto fare, poco dire». Grande attenzione è dedicata anche alla custodia del creato. In uno dei pensieri raccolti nel volume, il cardinale invita a riconoscere la natura come dono, sottolineando che solo attraverso la gratitudine per ciò che è stato creato diventa possibile prendersene cura. Nel libro trovano spazio anche numerosi riferimenti a figure spirituali che hanno segnato la storia della Chiesa. Tra queste Madre Teresa di Calcutta, Giuseppina Bakhita, Maria Bertilla Boscardin e Francesco d’Assisi, presentati come esempi di una fede vissuta nella concretezza della vita. Il titolo del libro trae ispirazione da un pensiero del cardinale Elia Dalla Costa, figura che Parolin considera un punto di riferimento spirituale fin dalla sua giovinezza. Un invito a diventare testimoni

“Siamo noi il Vangelo” si propone dunque come una guida spirituale per il nostro tempo. Attraverso brevi riflessioni quotidiane, il cardinale Parolin invita a riscoprire la bellezza della fede e la responsabilità di testimoniarla nella vita di tutti i giorni.

Perché, come suggerisce il titolo del libro, il messaggio cristiano non vive soltanto nelle pagine della Scrittura, ma prende forma nelle scelte, nelle parole e nelle azioni di ogni credente. La presentazione a Roma

Il volume è stato presentato il 10 marzo 2026 nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, nota anche come Chiesa degli Artisti, in Roma.

A coordinare la presentazione è stato Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani, mentre tra i relatori sono intervenuti il cardinale Francesco Coccopalmerio, monsignor Antonio Staglianò, don Sergio Mercanzin e don Alvaro Grammatica.

Coccopalmerio: “La diplomazia vaticana è a servizio dell’umanità”

Ad aprire la riflessione è stato il cardinale Francesco Coccopalmerio, che ha posto l’accento sul rapporto tra diritto, pace e diplomazia che emerge dalle pagine del volume. «Le tematiche trattate sono tantissime – ha spiegato –. Mi sono interessato in particolare al diritto e al mondo della diplomazia vaticana, di cui è a capo il cardinale Segretario di Stato».

Secondo Coccopalmerio, nei testi di Parolin emerge una visione profondamente radicata nella tradizione cristiana e nel pensiero sociale della Chiesa:

«Da queste pagine emerge una concezione del diritto tipicamente rosminiana, che mette al centro la persona con i suoi diritti, ai quali corrispondono i doveri degli altri».

Il cardinale ha poi sottolineato la funzione della diplomazia della Santa Sede:

«Se c’è questo duplice riconoscimento si stabilisce la pace, altrimenti nasce la guerra. Solo con il dialogo è possibile risolvere il conflitto e su questo un ruolo fondamentale lo ha la diplomazia vaticana, che si mette a disposizione dell’umanità». E ha concluso:«Quello del cardinale Parolin è un servizio davvero sacerdotale, che da questo volume esce particolarmente valorizzato».

Staglianò: “Un diplomatico che è rimasto prima di tutto un prete”

Nel suo intervento, monsignor Antonio Staglianò, rettore della basilica e presidente della Pontificia Accademia Teologica, ha insistito sulla dimensione spirituale che attraversa tutto il libro.

«Scritto giorno per giorno – ha spiegato – il volume è un continuum di pensieri fondato sul sapere cristiano».

Secondo Staglianò la figura di Parolin rappresenta una sintesi particolare tra missione diplomatica e vocazione sacerdotale:

«Il cardinale Parolin è un diplomatico rimasto prete, perché sa restare attaccato alla sorgente della fede, che è l’incontro con Gesù».

Il presule ha quindi sottolineato la dimensione sociale del messaggio cristiano presente nel libro:

«Gesù è la luce che fa vedere la realtà delle cose e ci insegna la civiltà dell’amore. Questi pensieri sono l’esplicitazione della rivoluzione sociale e politica che il sapere cristiano deve portare nel mondo».

Una rivoluzione, ha aggiunto, fondata su un principio essenziale:

«La stoffa degli esseri umani è l’amore e la certezza del nostro sapere viene dalla rivelazione cristiana».

Mercanzin: “365 giorni di Vangelo vissuto”

Tra i momenti più personali della presentazione c’è stato l’intervento di don Sergio Mercanzin, fondatore del centro Russia Ecumenica e autore della prefazione del libro.

Il sacerdote ha definito il volume:

«365 giorni di Vangelo vissuto nella testimonianza del cardinale Parolin, un diplomatico con il Vangelo in mano».

Mercanzin ha ricordato anche l’origine del titolo, legato alla figura del cardinale Dalla Costa, e un episodio personale che racconta lo stile umano del Segretario di Stato:

«Quando, nell’aprile dell’anno scorso, gli mandai gli auguri per i suoi 45 anni di sacerdozio, mi rispose dicendo che è tutta grazia, sperando di non aver troppo deluso il Signore».

Un tratto che, secondo il sacerdote, sintetizza bene il carattere del porporato:

«Questo è il suo stile».

Grammatica: “Un uomo della sinodalità”

L’ultimo intervento è stato quello di don Alvaro Grammatica, della comunità Koinonia Giovanni Battista, che ha messo in evidenza la dimensione ecclesiale del ministero di Parolin.

«È un uomo della sinodalità – ha spiegato – cioè dell’importanza di incontrarsi, ascoltarsi e riflettere per camminare insieme».

Per Grammatica la visione del cardinale nasce dalla convinzione che la comunione sia il cuore della vita cristiana:

«Dall’incontro nasce la comunione».

Il sacerdote ha infine ricordato alcune parole pronunciate da Parolin durante un’omelia al santuario di Monte Berico:

«Maria ci insegna a guarire dal senso di superiorità che ci divide».

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