Si lavora per il 2° Hub vaccinale, preoccupa Barcellona
Si lavora per il secondo Hub vaccinale, preoccupa Barcellona di Giovanni Frazzica
A Messina, sfiorata dall’inchiesta della Procura di Trapani che ha portato alle dimissioni dell’Assessore Razza e che vede indagato il suo capo di Gabinetto messinese Ferdinando Croce, si lavora per adeguare il Palarescifina a secondo Hub dopo quello già operativo in Fiera. L’avv. Croce appariva molto collaborativo con i Dirigenti Asp e con i Commissari Covid che si sono succeduti, ma da quando è scoppiato il “caso” non si è più visto. Nella Città dello Stretto c’è anche una vicenda drammatica e commovente da raccontare, la morte della prof. Augusta Turiaco, 55 anni, alla quale era stata somministrata una dose di AstraZeneca, morta dopo una settimana di coma farmacologico al Policlinico. In relazione a questo tragico evento un esposto, presentato dall’avv. Daniela Agnello motivato “nell’interesse della salute come diritto fondamentale dell’individuo e della collettività, non costituisce un attacco alla campagna vaccinale, ritenuta necessaria e indispensabile, ma rappresenta un segnale di allarme, una richiesta di indagini, di chiarimenti e di approfondimenti e verità in un momento di grande apprensione e confusione sociale”. In attesa dell’esito dell’esposto dei legali della famiglia Turiaco, restando in senso lato nel campo della Sanità, c’è un alert che giunge dalla Uil: il 18 aprile prossimo scadono i termini della sospensione del manager dell’Asp Paolo La Paglia e, complice il caos che sta investendo la Sanità siciliana, il DG potrebbe tornare al suo posto. Sebbene sia stato avviato l’iter per la decadenza, promosso dall’ex Assessore Razza e avallato dal Presidente Musumeci, il dr. La Paglia potrebbe rientrare al suo posto a causa delle lungaggini burocratiche dovute all’approvazione della Finananziaria. Infatti la Commissione Sanità dovrebbe esprimere il proprio parere (non vincolante) sulla proposta di decadenza del manager accusato dal Governo regionale di cattiva gestione dell’emergenza sanitaria e se il procedimento non verrà portato a termine, l’ex DG potrebbe riprendere il suo posto con la prevedibile gioia del sindaco Cateno De Luca. Malgrado queste nubi che sovrastano il cielo della sanità messinese il lavoro continua ed il nuovo hub vaccinale, secondo quanto emerso da un sopralluogo, potrà essere a disposizione degli utenti tra 15 giorni. Per l’apertura infatti sono necessari degli interventi, a partire dalla creazione di percorsi adeguati per la vaccinazione, bagni per operatori sanitari, una farmacia per la conservazione dei vaccini, spogliatoi, uffici e aree per info point. Inoltre sono necessari ulteriori servizi per gli utenti. Secondo quanto emerso dal sopralluogo l’ingresso dei cittadini è previsto nella parte posteriore dell’impianto sportivo (dove c’è attualmente un campo di pallavolo). Quest’area verrebbe utilizzata per l’accettazione per poi proseguire per l’anamnesi e l’inoculazione del vaccino. Una volta somministrata la dose sarà osservato un periodo di osservazione, dopo si potrà uscire dall’ingresso principale del Palazzetto, dotato di ampio parcheggio. Per l’esecuzione dei lavori di adeguamento e manutenzione dell’impianto sono state previste due settimane. C’è invece grande preoccupazione per quanto avviene a Barcellona per l’ascesa dei dati sui contagi. Il sindaco Pinuccio Calabrò ha lanciato un appello al rispetto delle regole ed ha informato la popolazione sulla necessità di chiedere la zona rossa. I positivi al Covid a Barcellona sono stati addirittura 199. “Il dato è purtroppo alto – ha scritto Calabrò – avevamo ricevuto un dato che ci ha indotto, ritenendolo esagerato, ad aprire un’interlocuzione con l’Ufficio del Commissario Straordinario per l’emergenza Covid in provincia di Messina. Ieri sera abbiamo appreso che il dato è corretto”. Alla luce di questo aumento esponenziale dei contagi, le autorità sanitarie hanno avviato, sulla scorta di parametri espressamente previsti dalla legge, la procedura di valutazione per dichiarare la zona rossa di concerto con gli uffici della Regione Siciliana. “Il più grande rammarico – continua il sindaco – è quello che purtroppo in molti si sono girati dall’altra parte di fronte ai consigli delle Autorità sanitarie, ritenendo evidentemente di essere più esperti di medici e scienziati. Le forze dell’ordine, che già purtroppo devono fare i conti con l’aspetto del personale sottodimensionato, non possono controllare tutto e tutti. L’auspicio è quello che, finalmente, si riesca a capire l’importanza di rispettare le regole. Che, in fondo, sono semplici e basilari: distanziamento sociale, uso della mascherina e igienizzazione delle mani. Voglio dire a quanti fin qui le hanno trasgredite che, oltre a mettere a repentaglio la loro salute e quella dei propri cari, contribuiscono a causare un danno alle attività economiche che continuano a pagare gli effetti devastanti della pandemia. Spero – conclude – da qui e per il futuro, in un maggiore senso di responsabilità da parte di tutti!”. Notevole è il focolaio nella frazione di Acquaficara, dove nell’ultima settimana si sarebbero registrati circa 25 nuovi positivi. Il Sindaco ha ricordato in un messaggio il decesso al Policlinico di Messina di un barcellonese di 72 anni, manifestando cordoglio e vicinanza ai familiari. “Registriamo – scrive il sindaco – un incremento di quattro unità che porta il totale a 203 persone. Ho chiesto al Dipartimento Prevenzione dell’Asp parere per la chiusura delle scuole che ha avuto riscontro favorevole “considerato l’alto numero di positivi al tampone molecolare, considerata anche la presenza nel territorio di casi di sospetta variante inglese, considerata la diffusione dei casi nella fascia di età scolare“.
- tratto dal settimanale I VESPRI
