Serpentone Caronte, rissa tra lavavetri, la Città dei “miserabili”

Serpentone Caronte, rissa tra lavavetri, la Città dei “miserabili”

Le Associazioni umanitarie protestano, ma De Luca tiene duro, il suo “decreto sicurezza” non si modifica. E cosi i lavavetri, che si sentono ormai una categoria a rischio, pensano di posizionarsi nello spazio noto come serpentone dove sostano i mezzi in attesa di imbarco per Villa S. Giovanni, ritenendolo zona protetta. Ma sono in troppi ad avere la stessa idea, si rubano il lavoro l’un l’altro, scoppia la guerra tra poveri, tipica dei “miserabili” o, ancor più attuale delle periferie mal governate delle grandi metropoli, dove la politica sociale, l’accoglienza, l’integrazione e la tolleranza è carente. Messina non è mai stata così e non c’è un motivo reale, una necessità per cui debba diventare una città in cui odio sociale e razzismo vedano ad appesantire la già triste situazione economica in cui versa, senza che la politica risesca a indicare alcuna prospettiva. G.F.

  • nella foto il Consigliere Alessandro Russo, lavavetri per protesta

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