Scilipoti: la vera libertà? non temere il giudizio del mondo
Roma , 26 febbraio 2025 , Sen. Scilipoti Isgrò Domenico :” La vera libertà ? Non temere il giudizio del mondo “. “Uno dei grandi temi e direi persino centrale del nostro tempo, è “ la libertà'”, dal quale a cascata discendono altre implicazioni.
Di questo, ma non solo, abbiamo parlato a San Paolo del Brasile, nel corso di una interessante conferenza, organizzata presso la Facoltà di Diritto della locale Università, assieme alla professoressa Arlide Braga Lima e Karina Braga. Naturalmente vi ha partecipato anche il sottoscritto, nella sua qualità di Presidente di Unione Cristiana.
Parlavo di libertà. Certamente è aspirazione di tutti essere ” liberi”. Lo stesso Dio, sommo bene, ci rende liberi e non ci impone nulla, ma ci propone. Per questo esiste il ” libero arbitrio”, la facoltà di scegliere,senza alcuna costrizione, tra bene e male. Lo dice il libro della Genesi e tutto il Vangelo col suo: ” Se vuoi”. Il cristianesimo non è una dottrina, nè una filosofia, ma uno stile di vita nelle azioni di ogni giorno. Un cristiano si nota dai fatti, dalle condotte, e da come si comporta nelle varie realtà quotidiane.
Tanti che pur si dicono credenti, in ogni ambito, nel lavoro, in famiglia, in politica, finiscono col dare una controtestimonianza e dunque scandalo biblico . Il Signore vuole il nostro bene e ci indica una strada, la via che poi è la Parola , unita ai sacramenti , però alla fine resta pur sempre la nostra libertà di azione su cui saremo valutati con misericordia, ma altrettanta giustizia . Anche il rifiuto di Dio, assurdo, paradossalmente è un nostro diritto. Salvo poi pentirci, la misericordia di Dio è infinita al pari della speranza che mai delude , però attenzione a non approfittare di Dio che è paziente, tuttavia giusto e ci sarà pur sempre un giudizio finale. Non a caso esistono i ” Novissimi” che sono: morte, giudizio, inferno, paradiso:” Conosci i novissimi e non peccherai”, si dice in teologia morale forse con eccessivo ottimismo. La debolezza ci porta al peccato e dice San Paolo che pur volendo fare il bene che vogliamo, siamo spinti al male che aborriamo. Tuttavia questo non risulti un alibi per fare i nostri comodi.
Torniamo alla libertà. Essa non è,come erroneamente si pensa, lasciapassare e disco verde per tutto. Papa Benedetto XVI nella catechesi del 2 febbraio 2009 al Seminario romano diceva: ” La libertà non consiste nel fare ciè che si vuole, ma nell’ essere uniti a Cristo”. Ed esiste sempre un confine tra bene e male, tra lecito e illecito, tra ” fas” e ” nefas”: il bianco è bianco, il nero è nero. Oggi, a causa di quel pensiero debole che è il relativismo, sia etico che culturale, si ritiene che tutto sia ammesso e che ciascuno possa inventarsi una sua morale e di conseguenza una sua Verità. In poche parole, si vive come se mai dovessimo morire. Non invoco uno Stato etico, ma sono saldamente per il rispetto della sana laicità, seguendo il Vangelo che parla di Cesare e Dio nella famosa moneta. Ma quella parabola non invita ad una condotta irresponsabile, semmai ad impostare l’esistenza, inclusa quella politica, alla luce di Dio che ha il primato etico nei credenti. In poche parole: da cittadino devo rispettare l’ Autorità laica, tuttavia se essa va contro il mio essere cristiano e la legge morale, in senso kantiano, ho il dovere non solo di obiettare, ma disobbedire, rischiando in proprio , esempio in politica , anche votando contro le indicazioni del mio partito. Questa è vera libertà. Sono invece tanti e direi troppi i politici che si dichiarano cristiani, tuttavia ,per quieto vivere o ricerca della popolarità, rinnegano Cristo, scendendo a patti col mondo e alla lunga col Nemico. Riceveranno la loro ricompensa e la effimera popolarità, lascerà il posto al giusto compenso divino ( leggasi Beatitudini). La sconfinata ed esagerata libertà ha portato a disastri: educativi ( famiglie dove i genitori hanno abdicato al compito di guide giocando agli amici dei figli), scuola, nella quale si insegna di tutto, persino la folle teoria del gender, nella vita di coppia dove ogni condotta libertina viene giustificata con il lo fanno tutti, nel dimenticare che Dio ci ha fatti uomo e donna e che non esiste un terzo genere, che il matrimonio è composto da un uomo e una donna , che la vita è un dono , sacro dal concepimento alla fine naturale e che aborto ed eutanasia sono contro Dio, che il matrimonio è indissolubile. L’arbitrio ci ha condotto a risultati negativi anche in economia. Se il comunismo ha fallito,
