SALUTE: l’acqua agisce da solvente per molti nutrienti, bevuta in modo corretto aiuta ad abbassare la glicemia
MONDONUOVO SALUTE – L’acqua? «Agisce da solvente per molti nutrienti. Se bevuta in modo corretto aiuta ad abbassare la glicemia»
di Camilla Sernagiotto, CORRIERE,IT
Bere acqua in quantità adeguate e nei momenti più opportuni può favorire il mantenimento di livelli glicemici più stabili e contribuire al benessere dell’organismo
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L’acqua è coinvolta in quasi tutti i processi che regolano il funzionamento dell’organismo, compresi quelli che determinano l’equilibrio della glicemia. Pur essendo spesso associato soprattutto all’alimentazione, il controllo dei livelli di glucosio nel sangue dipende anche dal grado di idratazione. Bere a sufficienza, e farlo nei momenti giusti della giornata, può infatti influenzare la risposta insulinica, sostenere il metabolismo e contribuire a mantenere più stabili i valori glicemici. Comprendere questo legame è importante per favorire il benessere generale e mantenere livelli di energia più costanti nel corso della giornata. «Nell’uomo non esiste nulla che non dipenda direttamente dall’acqua; mantenere un adeguato bilancio idrico è fondamentale per mantenere un buono stato di salute», afferma il professor Giuseppe Fatati, presidente dell’Italian Obesity Network e già primario di Diabetologia oltre che direttore scientifico di Osservatorio Nestlé. «Quando il corpo è disidratato, aumenta la produzione di vasopressina, un ormone che interferisce con la gestione degli zuccheri e riduce la sensibilità all’insulina». Restare ben idratati, invece, migliora la circolazione e favorisce un corretto trasporto dei nutrienti, mantenendo stabile la glicemia e sostenendo il metabolismo.
L’acqua come «solvente»
L’esperto sottolinea come «l’acqua agisce da solvente per la maggior parte dei nutrienti compreso il glucosio e svolge un ruolo essenziale nell’assorbimento, nel trasporto e nell’utilizzazione degli stessi nonché nell’eliminazione delle scorie metaboliche». Fatati precisa altresì che «secondo alcuni studi bere acqua in modo corretto fa abbassare la glicemia aiutando a tenere sotto controllo il livello di zucchero nel sangue». E in condizioni di iperglicemia? «Lo stato di iperglicemia (alti livelli di glucosio nel sangue) causa poliuria conseguente alla diuresi osmotica (si urina di più e si perde più acqua) che può portare a disidratazione, e peggiorare l’iperglicemia». In questi casi «bere molta acqua permette di contrastare le conseguenze della disidratazione» consiglia Fatati.
Acqua e appetito
Molti credono che bere acqua prima dei pasti possa aiutare a controllare la fame. Il professor Fatati è cauto: «Non sono certo che un bicchiere di acqua riesca a controllare un robusto appetito». Tuttavia ammette che «alcune volte la sensazione di sete viene scambiata per fame, quindi bere è un modo semplice per capire se si è realmente affamati».
Quando e quanto bere
Sull’orario migliore per bere acqua, l’esperto chiarisce che «l’importante è idratarsi in modo corretto e non è vero che l’acqua debba essere bevuta solo al di fuori dei pasti». Anzi, specifica che «le Linee guida italiane per una corretta alimentazione (CREA) annoverano questo consiglio tra le false credenze». Per ciò che concerne la quantità di acqua da assumere nell’arco della giornata, il consiglio dell’esperto è semplice e universale: «È bene assecondare sempre il senso di sete e anzi provare ad anticiparlo bevendo a sufficienza mediamente 1,5 – 2 litri di acqua al giorno (almeno 6-8 bicchieri) anche tra i pasti».
Gli errori più comuni
Non tutte le bevande sono uguali quando si parla di idratazione. L’esperto ricorda che «l’equilibrio idrico deve essere mantenuto bevendo essenzialmente acqua tanto quella del rubinetto che quella imbottigliata entrambe sicure e controllate». Occhio, però, alle alternative: «Attenti alle bevande diverse (come aranciate, bibite di tipo cola, succhi di frutta, caffè, tè) che, oltre a fornire acqua, apportano anche altre sostanze che danno calorie (ad esempio zuccheri) o che sono farmacologicamente attive (ad esempio caffeina)». Motivo per cui, conclude il professor Fatati, «queste bevande vanno consumate con moderazione». TRATTO DA CORRIERE DELLA SERA
