Rifiuti, Pippo Previti critica e suggerisce

Rifiuti, Pippo Previti critica e suggerisce

Senza nulla togliere ai meriti della Società Messina Bene Comune e del suo Presidente, non possiamo non dire che la città è veramente sporca, e non solo le periferie. Da nord a sud, da mare a monte i rifiuti sono in ogni dove. Per non parlare di arbusti ed erbacce che infestano strade e marciapiedi, impedendo a volte persino il transito dei pedoni. E’ le colpe non sono dei soliti incivili – “insivati” – per usare un eufemismo, ma dalla cattiva organizzazione del servizio. Se le piazzuole della panoramica e i colli sono stracolmi di rifiuti ci sarà una ragione, a parte gli incivili.  Quattro o cinque scarrabili nello spazio attrezzato di Musolino lo capisce anche un non addetto, che sono assolutamente insufficienti, specie in estate e, in particolare, i fine settimana e le feste comandate. Non si tratta di reinserire i cassonetti, ma non possiamo girarci attorno facendo finta di nulla. In alcune zone, piazzole bisogna necessariamente creare delle isole ecologiche smart. Non dico di avere i cassonetti “intelligenti” per la raccolta delle diverse tipologie di rifiuti presenti nelle cosiddette ecoisole smart proposto dal Comune di Casalgrande(RE) con utente provvisto di tessera di riconoscimento personale e software di gestione, (progetto già all’esame del programma Interreg Europe, finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), ma almeno avere delle mini isole con cassonetti per la raccolta di carta/cartone, misto plastica/metalli, legno, vetro, solo metalli (alluminio, acciaio, ecc.), umido  e indifferenziata. Ciò si rende necessario, anche sulla scorta dell’attuale esperienza, al fine di evitare che i rifiuti rimangano nella soglia di casa o nel balcone a causa di un imprevisto qualsiasi del servizio (mezzo guasto, malattia dell’operatore, ecc.). In questo caso il cittadino può conferire i rifiuti, già differenziati, nella mini isola più vicina.

Già nel 2020 c’è stato un aumento di 2 milioni di euro assegnati alla Società dal Comune per l’aumento dei costi relativi al servizio. Ma francamente non abbiamo visto un miglioramento.

Il servizio di decespugliamento è passato dal Comune alla stessa Società. Ma assieme al servizio presumo sia stata data anche la posta di bilancio. Occorrerebbe che assieme alla scerbatura si provveda, in contemporanea, allo spargimento di diserbante naturale autorizzato, per evitare che dopo qualche settimana rispuntino i soliti cespugli con dispendio di risorse pubbliche.

Questo tipo di servizio, assieme allo spazzamento di strade e spazi pubblici, potrebbe essere svolto dai percettori del reddito di cittadinanza. A Messina città sono oltre 13 mila le persone che usufruiscono di questo beneficio, e, salvo casi particolare (chi è invalido o versa in cattive condizioni di salute, chi è in maternità, ecc.), l’Amministrazione/Società potrebbe utilizzarne parecchio, con il solo onere di formarli e pagargli l’Inail. Attraverso specifici progetti di utilizzo, i cosiddetti PUC, (progetti di utilità collettiva) i percettori del rdc vengono avviati al lavoro. Chi rifiuta, senza motivate ragioni, perde il diritto all’erogazione. Ma potrebbero, altresì, essere utilizzati anche per tanti altri servizi.

Ci risulta che proprio in questi giorni è stato presentato un progetto per l’utilizzo di circa 28 persone per 90 giorni. Molto bene, ma sono poche unità e pochi mesi. Sarebbe opportuno, sin d’ora preparare un progetto, o più progetti, per un numero assai maggiore di unità e per un periodo di utilizzo più lungo. Non c’è assolutamente bisogno di sperperare ulteriori risorse con ditte provenienti da fuori città.

Un ulteriore elemento che salta agli occhi è costituito dall’aumento della raccolta differenziata. Qui va un plauso alla Società. Ma dovrebbe, conseguentemente, diminuire il conferimento dell’indifferenziato in discarica, con palese riduzione di costi. Ma sembra che così non sia.

I sopportabili e condivisi sacrifici che i cittadini “normali” fanno, con i balconi pieni di cassonetti per la raccolta differenziata, avrebbero fatto sperare ad una diminuzione della tari, ma, a parte la carta e il cartone sembra che dagli altri elementi raccolti la Società non percepisca nulla. Metalli, vetro, plastica, legno, grigio (elettrodomestici, computer, ecc) che fine fanno? E il CONAI, che aveva una convenzione con Messinaservizi e, presumo, sia ancora attiva con l’attuale Società, che ruolo svolge?

Ciò posto è evidente a tutti che chi gestisce questo tipo di servizio da solo non ce la può fare. A parte i “zauddi”, irredimibili, da individuare e punire con l’installazione di foto trappole in tutta la città, tutti glia altri cittadini devono collaborare. Penso a d un maggiore utilizzo del n. verde per la raccolta degli ingombranti, magari rafforzando la squadra che si occupa del servizio; penso ad un’immediata collocazione di cassonetti per l’indifferenziata negli attuali centri di raccolta a cui i cittadini privi momentaneamente del servizio si possono rivolgere; penso al titolare di un’attività commerciale (molti già lo fanno) che spazza e raccoglie i rifiuti nel tratto di marciapiede posto davanti al proprio negozio; penso che bisogna incrementare l’adozione di spazi verdi, ma anche tratti di strade pedonali e, persino, di singoli alberi; penso che bisogna riconoscere e premiare il servizio che alcune associazioni di puro volontariato svolgono per contribuire al decoro e pulizia dell’ambiente cittadino; penso che qualche volta, ci si possa dedicare, chi può,  all’eliminazione di arbusti e cespugli nel marciapiede antistante il proprio condominio. Non c’è nulla di mortificante, anzi dà il senso di una società adulta, pronta a sfide più impegnative. Io l’ho fatto.

N.B. Nella foto via Umberto Fiore piena di cespugli da entrambi i lati.

Messina 19.08.2021

                                                                          Il Coordinatore sez. cittadinanzattiva Giosta

                                                                         Giuseppe Previti

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