“Reazione a Cateno”: la relazione del Sindaco ai raggi X
“Reazione a Cateno”: la relazione del Sindaco di Messina ai raggi X
Controrelazione di Articolo 1, CMdB, Messinaccomuna, Rifondazione Comunista, Piu’ Europa e Rete 34+
Un’accozzaglia di numeri e autocelebrazioni, decine di pagine dedicate a performances esilaranti, questa è in sintesi la relazione annuale che il sindaco della citta’ di Messina da due anni confeziona e presenta alla citta’ di Messina.
Se lo scorso anno ha relazionato il contenuto in aula consiliare, quest’anno invece, dopo la presentazione mediatica fatta ai cittadini non e’ stata discussa in consiglio comunale.
1810 pagine cosi’ suddivise: 20 pagine di copertine; 40 pagine di indice, 61 pagine di passate relazioni il tutto tra foto con assessori, aforismi e frasi di personaggi illustri.
Dati, fatti, affermazioni (spesso ripetitivi e sconclusionati) successi e vittorie tutti da verificare.
Ed è esattamente il bisogno di raccontare un’altra storia alla città che ha spinto Articolo 1, CMdB, Messinaccomuna, Rifondazione Comunista, Piu’ Europa e Rete 34+ a leggere e disarticolare il “Resoconto” del Sindaco con un lavoro di 117 pagine di smascheramento connotato da analisi, numeri, dati e approfondimenti. Un lavoro di minuzioso debunking intitolato “Reazione a Cateno”. Questa una sintesi degli interventi:
Daniele Ialacqua, di CMdb, ha introdotto la conferenza dichiarando: «Abbiamo preso la relazione del sindaco e sulla base delle nostre esperienze e verifiche abbiamo iniziato a eliminare gli effetti speciali, i ritocchi, i fotomontaggi per far emergere la vera fotografia della città. Perché è chiaro che quella fatta dal sindaco è photoshoppata” Ialacqua ha elencato i 6 capitoli della relazione mettendo l’accento sulle promesse, le cosiddette idee guida, fatte dal Sindaco in campagna elettorale e nei primi giorni del suo mandato: l’abolizione delle partecipate che sono tuttavia aumentate, la cancellazione delle circoscrizioni, il tram volante, l’eliminazione del direttore generale, De Luca ecc.
Inoltre ha dichiarato: “Leggendo le 1800 pagine della relazione di De Luca ci siamo presto accorti che in tutti i tomi è presente una grande quantità di fake news ed eventi distorti. Questo dà il senso della spregiudicatezza dell’amministrazione del sindaco. L’obiettivo di questo lavoro è un ulteriore passo verso un percorso che porti le forze di questa città ad unirsi per costruire un’alternativa».
Domenico Siracusano, Articolo 1, si sofferma non solo sull’analisi compiuta dal gruppo di lavoro, ma anche sul futuro della città e sull’alternativa da costruire.
Dichiara: “Le partecipate sono una vicenda emblematica: si svela la cifra politica di questa amministrazione comunale. Si è assistito in questi anni di una sostanziale esternalizzazione della macchina comunale […] tutte queste partecipate che sono emanazione diretta dell’amministrazione comunale e per questo sfuggono al controllo del consiglio comunale.” Secondo d Siracusano questa è la cifra del sistema di potere adottato.
Guido Signorino, di MessinAccomuna: «Lo stile del sindaco è di una campagna elettorale continua. Vogliamo offrire alla città elementi di verità sull’attuale amministrazione. La relazione del sindaco sulla questione del risanamento finanziario è un gioco delle tre carte degno del mago Otelma. Gonfia la cifra del debito per poi dire che è stato lui bravissimo ad abbassare la massa debitoria. Giochi di prestigio.
Mostrando in diretta alcune slide Signorino mostra quello che secondo lui è un trucco: De Luca afferma che dal 2016 al 2018 i debiti del Comune sono cresciuti di 35 milioni, ma in qualche tabella successiva si vede che invece i debiti diretti del Comune in quei due anni calano di quasi 70 milioni.
Qual è il trucco? Si gioca con i debiti delle società partecipate. Il debito Atm viene portato da 32 milioni a 81. L’esposizione debitoria è artificiosamente gonfiata per quasi 50 milioni di euro. Stessa cosa per altre partecipate. De luca, continua signorino, si vanterà di aver cancellato questi debiti senza averli neanche pagati. È ovvio che 70-80 milioni di debiti che scompaiono senza che nessuno chieda di essere pagato è un bluff. Questi sono giochi di prestigio. “Tutta la relazione è un gioco di specchi che butta la croce su quelli che c’erano prima. La nostra relazione offre solo un campionario di questi sviamenti di propaganda. Il lavoro fatto è soltanto l’inizio di un’operazione verità necessaria per costruire un’alternativa seria”.
Antonio Currò per Rifondazione Comunista chiarisce la posizione del partito in questo lavoro collettivo che non prefigura alcun accordo politico/elettorale. E’ uno strumento di controllo e di valutazione politica sull’operato dell’amministrazione. Afferma senza mezzi termini: «Siamo davanti ad un illusionista, manipolatore, mentitore seriale. Di questi giorno è il caso della sentenza del Tribunale di Messina sui contributi km dell’Atm. Nel Salva Messina De Luca diceva che era tempo perso perché era chiaro l’obiettivo di cancellare l’Atm azienda speciale. Ora invece stappano spumanti brindando ai soldi che arrivano, circa 10 milioni di euro.
Sul risanamento Currò non ha dubbi: “su questo fronte, la relazione è il prodotto commerciale dell’influencer De Luca, il prodotto di un professionista della pubblicità commerciale. Nel 2018 aveva promesso che in due mesi avrebbe demolito 3 mila baracche. Ha offeso l’intelligenza di tutti i messinesi. Ha paralizzato inoltre il processo della macchina amministrativa del risanamento con un’inutile richiesta di stato di emergenza. Poi promette ad ottobre 2019 l’acquisto di 600 alloggi, 500 da acquistare e 100 da costruire con fondi del risanamento. È un susseguirsi di notizie false o gonfiate. Il bluff tuttavia è continuato con la tombola degli acquisti degli alloggi sul mercato. Infine Currò pone l’attenzione su finanziamenti sventolati da questa amministrazione e mai arrivati: “un anno fa aveva promesso 9 milioni per il rione Taormina per 69 alloggi. Non c’è traccia.”
Palmira Mancuso, di Più Europa, afferma che questo lavoro collettivo è un nuovo modo, una novità nel panorama politico con cui sperimentare l’opposizione politica: “spero, unendomi a chi mi ha preceduto, che questo sia l’avvio di un percorso che si confronti e che includa anche altre realtà […] il lavoro di +Europa si è concentrato sul diritto ad essere informati secondo il principio (di Enaudi) conoscere per deliberare”. Mancuso essendo giornalista evidenzia le storture comunicative del Sindaco che sovente non utilizza i canali ufficiali ma canali social persistendo con la sua narrazione egoriferita.
«Abbiamo la responsabilità politica di mostrare le criticità del linguaggio di De Luca perché dietro a questo c’è un’idea politica, il rispetto del nostro interlocutore.” Infine ricorda anche l’intervento del garante dell’Infanzia durante la prima fase di lockdown per evidenziare l’utilizzo sconsiderato del linguaggio del Sindaco che cela non una questione caratteriale, come si dice spesso, ma un’idea politica.
Angela Rizzo, per Rete 34+, «Questa amministrazione non ha mai preso in considerazione il fatto che i servizi sociali scaturiscono dalle politiche sociali. A Messina non ci sono politiche sociali. Leggendo la relazione emerge chiaramente. Abbiamo i servizi basici, non si parla di altro. Non è stata messa al centro la persona. Eppure il denaro arriva. Questa amministrazione aveva fatto una campagna elettorale scoppiettante sbandierando il cambiamento. L’unico cambiamento è stata la Messina Social City. Il Sindaco ha fatto votare il Salva Messina e la Messina social city dicendo che i servizi sociali a Messina costavano 20 milioni di euro. Noi oggi spendiamo molto di più perché hanno incamerato tutti i fondi extra bilancio. I servizi sociali a Messina sono bocciati e ancora peggio della passata amministrazione. Non è possibile che si offrano servizi a una platea di soli 1800 utenti. I problemi sono molti, siamo una città depressa. Con la vecchia amministrazione si dava assistenza solo a 1150 anziani e disabili, oggi sono solo 645. Per non parlare di come sono state fatte le assunzioni».
Si conclude la conferenza stampa con la certezza di aver fatto chiarezza e dato alla città un documento analitico, uno strumento su cui lavorare collettivamente. Il lavoro, che si è svolto in diversi mesi, non è solo servito a passare a setaccio le affermazioni, i risultati e gli obiettivi decantati nella Relazione annuale dell’Amministrazione De Luca, ma ad un’analisi politica condivisa da cui partire per allargare ad altri soggetti politici cittadini per rafforzare l’opposizione dentro e fuori Palazzo Zanca. R.A.C
