Questione di tempo di Cosimo Recupero
Succede ormai ciclicamente che un esponente della maggioranza, soprattutto di Fratelli d’Italia, senta il bisogno di ribadire che il governo durerà tutta la legislatura. E ciò non avviene mai quando magari i partiti di opposizione puntano il dito sulla solidità della maggioranza che comunque c’è, fosse solo perché il collante del potere, a destra, è più forte di tutto. In realtà queste periodiche puntualizzazioni lanciate nell’iperspazio senza una ragione apparente nascondono le fibrillazioni che, più che nella maggioranza, sono nello stesso partito di Giorgia Meloni. E “partito di Giorgia Meloni” oggi diventa un espressione ancora più appropriata dopo l’infornata di nomine di parenti e fedelissimi amici che dovranno circondare la donna sola al comando per evitarle imboscate.
A quasi un anno dall’insediamento del governo i numeri sono impietosi.
E lo sono talmente che ormai quasi nessuno se ne vanta. Duemila e ottocento miliardi di debito, economia in decrescita, immigrazioni raddoppiate, fondi PNRR presi all’ultimo minuto, grandi riforme al palo sono cose che pesano. A tutto questo si aggiunga una visione economica che non farà altro che appesantire i già insostenibili costi economici e sociali del Paese.
La maggioranza, schiava di grandi potentati nazionali e internazionali, non fa altro che applicare una politica da Hood Robin, ovvero da Robin Hood al contrario, uno che non fa altro che togliere ai poveri per dare ai ricchi. Flat tax (peraltro apparentemente abbandonata di recente), tagli alla sanità, riduzione dei finanziamenti ai servizi sociali comunali, pace fiscale non sono altro che misure che aumentano l’accumulazione del denaro nelle mani di pochi con bassa propensione alla spesa a danno delle fasce sociali più deboli che, al contrario, hanno una propensione alta alla spesa. E questo non fa altro che ridurre la velocità di circolazione della moneta che è l’elemento base per la recessione.
A tutto questo si aggiunga la scellerata scelta della BCE di aumentare i tassi, cosa che potrebbe avvenire ancora in futuro. Quindi il governo Meloni è perfettamente in linea con la peggiore scuola monetarista che da Bruxelles manda le sue veline ai governi nazionali che le eseguono pedissequamente, specie quando nelle cancellerie ci sono personaggi minori e inadeguati come la Meloni che, pur di restare dov’è il più al lungo possibile, farebbe patti pure con Belzebù. Già gli italiani si lamentano anche di questo governo ma non sanno che il peggio deve ancora venire.
L’unico che può provare a farci uscire da questa spirale pericolosissima è quel Sergio Mattarella contro il quale, infatti, la maggioranza continua a lanciare frecciatine. Frecciatine peraltro abilmente schivate dall’inquilino del Quirinale che risponde da par suo.
Siamo alle porte della seconda finanziaria in cui si dovrà cimentare questo governo. I presupposti perché l’Italia sprofondi ancora, come abbiamo detto, ci sono tutti.
E quando tutti i campanelli di allarme suoneranno a distesa nel Paese sarà proprio Mattarella a chiamare Giorgia Meloni per chiederle di fare un passo indietro, come fece nel 2011 Napolitano con Berlusconi. E La Meloni, volente o nolente, cederà il passo all’ennesimo banchiere che dovrà metterci una pezza sopra, senza alcuna certezza che la pezza sia migliore del buco.
Avverrà così. Potete scommetterci. E’ solo questione di tempo.
