Qualche buona ragione per fare il Ponte di Aldo Cazzullo
Qualche buona ragione per fare il Ponte risponde Aldo Cazzullo ai lettori di Corriere.it
L’altro giorno un parlamentare leghista mi esprimeva la sua perplessità sul Ponte: «A cosa serve collegare Calabria e Sicilia, la fame con la sete?». Gli ho risposto che il Ponte è una delle pochissime cose su cui la penso come Salvini. Sono decenni che sento dire: prima bisogna fare le ferrovie e le strade. Risultato: non si sono fatte né le ferrovie, né le strade, né il Ponte. Il Ponte sarà un grande volano per l’economia calabrese e siciliana, soprattutto se sarà accompagnato dall’alta velocità ferroviaria. In questi anni in Sicilia si sono mosse molte cose. Purtroppo, non in politica. In Sicilia i partiti hanno fallito tutti. Ha fallito la sinistra con Crocetta. Ricordo la nuotata di Grillo attraverso lo Stretto; ad attenderlo c’era un gruppo di militanti dei 5 Stelle, capitanati da un giovane ribelle anti-sistema: Giancarlo Cancelleri, che adesso sta con Schifani. No, la riscossa della Sicilia può venire solo dai siciliani, dal loro lavoro, e dalla valorizzazione di un concetto largo e alto del turismo: non solo alberghi e ristoranti, ma infrastrutture, cultura, spettacoli. Il turismo non ha bisogno solo di cuochi e albergatori ma di architetti, ingegneri, interpreti, guide, attori, artisti. E ovviamente enologi: come ha fatto notare l’esperto Fabrizio Carrera, il vino siciliano è cresciuto moltissimo, sull’Etna hanno investito i grandi produttori piemontesi da Gaja a Farinetti, Tasca d’Almerita esporta in tutto il mondo, molti tra i produttori siciliani sono donne. I teatri greci di Siracusa e Taormina sono più belli di quelli che ci sono in Grecia e ospitano rassegne importanti. Poi ci sono luoghi meravigliosi che non vengono valorizzati, come ha documentato Gian Antonio Stella a proposito di Piazza Armerina. – tratto da Corriere.it
