Proposta per la realizzazione di un centro di studi internazionali sulla ricerca energetica
Proposta per la realizzazione di un centro superiore mediterraneo di studi internazionali sulla ricerca energetica (MED-SIRE) di Nino Giordano
L’Italia, e l’Europa, per varie motivazioni geopolitiche, rafforzate dalla situazione attuale, hanno iniziato a guardare a sud, in particolare al Nord e Centro Africa, per diversificare le proprie fonti e rotte di approvvigionamento energetico. In questo scenario, l’Italia deve cogliere l’occasione per proporsi come hub energetico verso l’Europa, grazie alla sua posizione geografica strategica e ai legami storici con i Paesi nordafricani. Messina, e la Sicilia, per la loro collocazione al centro del Mediterraneo, ma anche per i forti motivi storici e la forte ricerca verso la transizione energetica, sono in una posizione privilegiata per creare questo ponte. Tuttavia, è essenziale che la diplomazia energetica italiana sviluppi modelli di cooperazione concreti con i partner africani, in particolare nel campo della transizione energetica, per promuovere una crescita sostenibile nell’intera regione. In questa ottica, la creazione di un centro superiore mediterraneo di studi internazionali sulla ricerca energetica appare come un obiettivo cruciale per realizzare questa visione.
Numerose iniziative politiche sono state promosse dagli ultimi governi, incluso l’attuale per orientare gli interessi energetici del Paese verso la sponda sud del Mediterraneo – in particolare Algeria, Egitto e Israele – e, più in generale, verso l’Africa e l’Asia, coinvolgendo paesi come Angola, Congo, Qatar e Azerbaijan. L’Italia è già attualmente un hub energetico tra Nord Africa e Europa, e vari gasdotti transmediterranei convergono a Messina, per poi essere distribuiti in Italia ed Europa. L’Italia ha più volte riaffermato la propria ambizione di consolidarsi come hub energetico dei flussi energetici nordafricani verso l’Europa. Inoltre, il NordAfrica, per le sue caratteristiche, ha un potenziale straordinario nel campo delle energie rinnovabili – secondo le stime più prudenti potrebbe ospitare 3 TW di capacità installata da fonte solare ed eolica; la regione nordafricana è risultata centrale per l’ambizione italiana di rendere il Paese un hub europeo, anche alla luce degli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Green Deal europeo – il piano dell’Unione Europea volto per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Con il Piano Mattei – la strategia lanciata dall’Italia nel gennaio 2024 in occasione del Vertice Italia-Africa – Roma intende rafforzare la propria presenza nel continente africano attraverso un partenariato equo e collaborativo, per costruire un modello di sviluppo condiviso e resiliente, in cui le energie rinnovabili rappresentano una delle leva per la crescita della regione. In questa strategia, si inseriscono non solo il solare e l’eolico, ma anche l’idrogeno. In questa ottica, nella Strategia Nazionale per l’idrogeno, Italia ha un ruolo fondamentale grazie alla sua posizione geografica nel Mediterraneo con l’opportunità di diventare un hub strategico per import, produzione ed export di idrogeno per soddisfare parte della domanda europea di approvvigionamento di energia decarbonizzata. In tale contesto si inserisce anche il South H2 Corridor (Corridoio dell’Idrogeno Meridionale), un progetto europeo strategico – in quanto utile a raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo e del piano REPowerEU – che punta a trasportare idrogeno verde dal Nord Africa e dal Sud Europa verso l’Europa centrale, in particolare Germania e Austria, attraverso l’Italia.
La strategia politica deve essere sembre legata anche ad un rafforzamento dei legami culturali, formativi e scientifici, che creino una possibilità d’incontro e mutua cooperazione in progetti dal significativo impatto sociale, relazioni internazionali e progetti culturali che favoriscono il dialogo tra istituzioni e società civile. Creare a Messina un centro superiore mediterraneo di studi internazionali sulla ricerca energetica (acronmo: MED-SIRE) è la chiave di volta per realizzare questi obiettivi. Un “centro superiore di studi” è un ente di alta formazione e ricerca che affianca i corsi universitari standard. Offre percorsi innovativi e interdisciplinari, spesso basati sul merito, per preparare gli studenti alla ricerca e alle professioni. Le finalità sono la formazione d’eccellenza, valorizzazione del talento e didattica dottorale/post-dottorale. Le caratteristiche sono di offrire percorsi paralleli alla laurea magistrale con attività didattiche avanzate e interdisciplinari.
L’Università di Messina ha una forte collocazione didattica e di ricerca sulla transizione energetica, rafforzata dalla forte interazione on l’Istituto ITAE (Tecnologie Avanzate per l’Energia “Nicola Giordano”) del CNR, oltre che con altri centri di ricerca pubblici e privati presenti nella Città Mediterranea. La prima sede dell’Istituto CNR-ITAE è stata un’antica fabbrica di oli essenziali ovvero la “Villa De Pasquale” in località Pistunina a Messina, costruita nel 1912, e adattata a laboratori di ricerca nel 1980. Poi l’Istituto ITAE si è trasferito in un nuovo edificio posto in prossimità di questa Villa, che era stata data in concessione, ma permane di proprietà dell’Università di Messina. Sebbene tale complesso non sia più utilizzato da anni, e necessita di interventi significativi di ristrutturazione, questa Villa rappresenta un patrimonio della città non utilizzato. E’ una delle più spettacolari ville suburbane di Messina che si affaccia sulla via Marco Polo, l’antico Dromo, faceva parte di un esteso latifondo che si estendeva dalle colline fino alla costa ed era collegata alle coltivazioni di agrumi, da cui la famiglia traeva le essenze lavorate nelle strutture produttive annesse al palazzo e tutt’oggi visibili.
Questa Villa, se ristrutturata, rappresenta quindi una notevole opportunità per creare, in un luogo privilegiato storico e di archeologia industriale, un centro superiore mediterranei di studi internazionali sulla ricerca energetica, per creare un hub culturale a ponte tra Italia/Europa ed Africa/Medio Oriente. La proprietà dell’Università, ed il legame storico con il CNR-ITAE ne favoriscono la possibilità a creare un centro di studi superiori, ancorato ai corsi di studio e dottorato presenti nell’Università di Messina sulle tematiche energetiche, e volto attivamente verso una ricerca sulla transizione energetica che vede sia nell’Università che nel CNR centri di riferimento ampiamenti riconosciuti internazionalmente su questi aspetti.
L’Università di Messina è partner attivo di UNIMED, una rete di università fondata nell’ottobre del 1991 con lo scopo di promuovere la ricerca universitaria e la formazione per contribuire al processo di integrazione tra le rive del Mediterraneo. L’Università degli Studi di Messina (UniME) si distingue per la sua vocazione mediterranea, la qualità della ricerca e della didattica e per la sua forte vocazione internazionale, l’innovazione e l’integrazione con il territorio. Ha un forte impegno a generare un impatto positivo sulla società e sullo sviluppo economico locale, dialogando con il territorio mediterraneo. Il CNR ITAE di Messina è un istituto specializzato in tecnologie avanzate per l’energia, e partecipa attivamente a ricerche focalizzate sul bacino del Mediterraneo. Le attività includono lo sviluppo di sistemi energetici adattati al clima mediterraneo (es. [Hybuild]) e la promozione di network di ricerca energetica nell’area, come nel caso del progetto Etrera. Il legame con il territorio è evidenziato anche da collaborazioni con realtà locali come il Consorzio Mediterraneo per l’Alta tecnologia. La sinergia tra UniME ed il CNRA ITAE è quindi un elemento essenziale ad una realizzazione di successo di MED-SIRE, ma occorre ricordare che vi sono numerosi altri centri di ricerca su tematiche energetiche, ad esempio l’Istituto IPCF – CNR o il Centro Ricerche Sud di Eni situato nella vicina Milazzo (Sicilia). Inoltre vi sono consolidate realtà industriali sugli aspetti energetici.
Quindi, creare a Messina un centro superiore mediterraneo di studi internazionali sulla ricerca energetica, ristrutturando la citata Villa Pasquale, rappresenta un’opportunità strategica di creare un forte ponte culturale tra Italia/Europa ed Africa/Medio Oriente, in una località che ha per vocazione questo obiettivo e ha inoltre una forte valenza di recupero del patrimonio culturale e di archeologia industriale, trasformandolo in una realtà viva di formazione e ricerca volta a costituire il Mediterraneo come elemento naturale a ponte tra questi diversi mondi.
