Principato: liberiamo Messina e la Sicilia da Cateno De Luca

Principato: liberiamo Messina e la Sicilia da Cateno De Luca

CATENO DE LUCA, CON LA PATETICA MANIFESTAZIONE DI CAPO PELORO, HA OTTENUTO SOLO QUESTE CERTEZZE: PARAFRASANDO LA LIBERTÀ CHE È IL NOME DELLA SUA LISTA, LIBERIAMO MESSINA E LA SICILIA DALLA LORO PRESENZA

1. Liberiamo Messina e la Sicilia da Cateno De Luca che diceva: “Tutte le società partecipate, incluso Amam, Atm, Messinaservizi saranno poste in liquidazione e tutte le funzioni ed i servizi dovranno essere accentrati nell’apparato burocratico municipale sotto il controllo diretto del sindaco e della giunta comunale, con l’accorpamento nella dotazione organica del comune del personale legittimamente assunto nelle società partecipate, previa riqualificazione professionale e ricollocazione in base alle risultanze dei carichi di lavoro”. E che diceva, ancora, durante la campagna elettorale a sindaco di Messina: “Metteremo in liquidazione le partecipate, finisce l’era del bancomat delle partecipate, della politica e del malaffare”. Secondo lui il Comune avrebbe così risparmiato circa 5 milioni di euro all’anno. Promesse da marinaio perché, in realtà, le partecipate non sono state mai messe in liquidazione e anzi, quando era sindaco, ne creò altre tre, “Patrimonio Messina”, “Messina Social City” e “Arisme”

2. Liberiamo Messina da questo sindaco Basile, dalla sua Giunta e dalle partecipate che stanno rovinando la città con scelte scellerate e imposte d’autorità come, ad esempio, i tanti cosiddetti parcheggi d’interscambio che d’interscambio non sono ma solo parcheggi a pagamento per fare soldi, o l’inutile e fuori norma pista ciclabile perennemente deserta, o “Forestame” piantumando alberi sulla sede stradale, togliendo così circa 400 parcheggi e senza prevedere alcun parcheggio libero come impone l’art. 7 del Codice della Strada nello stesso numero dei parcheggi a pagamento

3. Liberiamo Messina da questo sindaco Basile che oltre al danno causato da De Luca sulla mancata liquidazione delle partecipate da lui promessa e non mantenuta, ha aggiunto la beffa facendo quasi raddoppiare gli stipendi di presidenti e componenti del CdA. Così i presidenti di Atm Spa, Amam, Messinaservizi e Messina Social City passano da 27.549 euro a 48 mila euro lordi l’anno. I presidenti di Patrimonio Spa e Arisme arrivano a 36 mila euro lordi. I componenti dei Cda, che fino al 2023 percepivano 23.613 euro l’anno, adesso quelli di Atm, Amam, Messinaservizi e Messina Social City percepiranno 34 mila euro lordi l’anno; quelli di Patrimonio Spa e Arisme, 28 mila euro, sempre al lordo. Aumenti che costeranno ai messinesi e alle messinesi, alla sola voce consigli d’amministrazione, 200 mila euro in più all’anno. Aumenti che serviranno anche a finanziare il partito “Sud chiama Nord” di Cateno De Luca perché lo statuto del movimento prevede che, come precisato da “la Repubblica” il 23 aprile u.s. “le figure istituzionali che percepiscono l’indennità di funzione sono tenute a versare nelle casse del partito il 15% dell’indennità lorda per i ruoli ricoperti negli enti locali (municipalità – comuni – città metropolitane – aziende e società municipalizzate)

4. Liberiamo Messina e la Sicilia da De Luca e Basile che prima erano sfegatati favorevoli al ponte ed ora sono sfegatati contrari, per poi tornare ad essere favorevoli e così via, secondo la convenienza del momento. In discussione non è il “ponte si” o il “ponte no”, ma l’incoerenza e l’inaffidabilità di queste persone che cambiano idea tradendo quanti avevano creduto nelle loro posizioni a favore del ponte e per questo motivo hanno votato per loro. Cateno De Luca, fra le tantissime dichiarazioni a favore del ponte, il 30 luglio del 2020 durante il sit-in dei “Sì al Ponte” svoltosi davanti a Palazzo Zanca, diceva: “Ringrazio gli organizzatori della odierna manifestazione pro Ponte sullo Stretto di Messina. Sono sempre stato favorevole alla realizzazione di questa grandiosa opera che giudico l’infrastruttura principale che a traino costringe il sistema politico a realizzare per connessione tutte le altre. Nel frattempo da sindaco cerco di restituire dignità e vivibilità alla mia città realizzando quei servizi ed infrastrutture Messina merita ed aspetta da decenni”. E il suo sindaco Federico Basile che aveva inserito il ponte nel suo programma elettorale, il 23 gennaio 2023 si recava a Roma accompagnato dal vicesindaco Salvatore Mondello, dal direttore generale Salvo Puccio e dal senatore Nino Germaná, ad incontrare il vicepremier Matteo Salvini (“Matteo Verdini” come lo ha definito De Luca al comizio del 25 aprile a Torre Faro al Pilone). Si legge su 98zero del 24 gennaio 2023 a proposito di quell’incontro: “Quello di ieri è solo il primo di una serie di incontri che, con scadenza mensile, si terranno per avviare il farraginoso ingranaggio che nell’obiettivo del vicepremier dovrà portare alla realizzazione della mega opera. Durante il faccia a faccia anche le ricadute sul territorio di Messina che sono state ampiamente esaminate. Basile è stato chiaro: «la realizzazione della mega opera non deve scontrarsi con la nostra visione per Messina. Non intendiamo subire in maniera passiva scelte fatte da altri che incidono sulla nostra città”. Quindi, adesione del sindaco Basile al ponte, nessun no alla sua realizzazione ma soltanto, com’era ovvio, la precisazione che il ponte dovrà essere compatibile con lo sviluppo di Messina

5. Liberiamo Messina e la Sicilia da chi non mantiene le promesse fatte come quando Cateno De Luca, da sindaco di Messina, nel GENNAIO DEL 2019 solennemente annunciò: “Entro tre anni berremo acqua messinese e non più catanese con erogazione 24 ore su 24 in tutte le 86 zone urbane”. Nino Principato

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