Pontofobia di Cosimo Recupero

Pontofobia di Cosimo Recupero

Pontofobia di Cosimo Recupero

Il 6 agosto scorso il CIPESS ha approvato definitivamente il progetto del Ponte sullo Stretto.

Salvini non è certo un grande statista come lui crede ma gli va riconosciuto che su questa cosa il suo impegno ha portato più frutti di qualunque altro esecutivo prima.

Di fatto i lavori potrebbero già cominciare domani e se invece inizieranno a settembre è solo perché le imprese vogliono fare il ponte, quello di ferragosto, che come quelli legati a tutte le altre festività è l’unico tipo di ponti che in Italia si riesce a fare con una certa precisione.

Ovviamente, dopo lo storico passaggio di ieri, puntuali a Messina si sono riversati i famigerati No-Ponte capeggiati, manco a dirlo, dal carmelitano scalzo Renato Accorinti, un sindaco tanto amato dai messinesi da essere stato bocciato subito alle elezioni in favore di quel Cateno De Luca che aveva messo il ponte fra le sue proposte per la città, salvo poi toglierlo perché probabilmente occupava troppo spazio. Chissà…?!?

E la protesta di oggi non sarebbe nemmeno assurta agli onori della cronaca se non fosse stato per un tentativo di aggressione contro il ministro Salvini. Aggressione che condanniamo fermamente perché la democrazia è il luogo della libertà di pensiero da affermare senza alcuna violenza o sopraffazione.

Ma la vera notizia è che, almeno dalle immagini del Tg3 regionale della Sicilia, si possono ricavare le reali forze in campo da parte di questi soggetti che pensano di rappresentare tutti i siciliani. Diciassette persone in tutto. Capito? Diciassette, non una di più.

Ormai le proteste dei No-Ponte sono più delle gite da dopolavoro ferroviario che delle vere manifestazioni politicamente rilevanti. Queste persone soffrono di pontofobia, una malattia creatasi oggi ma che nasce dal ceppo dei No-Tav, dei no-questo e no-quello. Terzomondisti militanti che non capiscono di protestare contro sé stessi e i propri figli.

Una malattia che potremmo definire bipolare perché colpisce a giorni alterni quelle persone che, quando non vanno a protestare contro il ponte, vanno a protestare contro il sottosviluppo della Sicilia. Gente senza idee e senza sogni che non sa fare altro che lamentarsi.

I sintomi dei pontofobici sono chiari. Generalmente i pontofobici non hanno grandi competenze e la loro paura nasce dal fatto che, se il ponte si farà, loro saranno tagliati fuori da tutti i benefici o, quantomeno, dai meriti. E quindi preferiscono arruolarsi fra le fila di quanti non vorrebbero che si facesse niente perché a non fare niente siamo bravi tutti e loro sono sicuramente più bravi degli altri.

Altro sintomo dei pontofobici è volere spiegare cose complesse, molto complesse, con ragionamenti da bar. Dopo gli uccellini che sbattono e i pesciolini che perderanno la strada di casa adesso siamo passati a livello due della questione. Adesso i pontofobici vanno in giro dicendo che non esiste nemmeno un progetto esecutivo e che i lavori inizieranno così, come quelli di uno che vuole costruirsi la villetta abusiva e lo fa nottetempo in barba a qualunque norma giuridica o regola tecnica. Così, un mattone sopra l’altro, il ponte verrebbe costruito dal consorzio Eurolink formato dalle più grandi aziende mondiali nel settore delle grandi infrastrutture senza un progetto chiaro, secondo la tecnica siciliana del “a comu veni si cunta!”

Se i pontofobici andassero sul sito della società Stretto di Messina scoprirebbero che solo l’indice delle tavole grafiche del progetto è composto da 263 pagine. Ma niente. Loro continuano a sostenere che sarà fatto tutto così, in economia.

Una cosa incredibile e patetica alla quale sarebbe il caso che si smettesse di dare credito, soprattutto da parte di quella sinistra che, invece di sbraitare, dovrebbe fare mea culpa per avere permesso che fosse proprio Salvini ad intestarsi quest’opera che, fino agli anni ’70, era in cima alle priorità per il Partito Comunista e per la CGIL, oltre che dei socialisti.

Una grande occasione persa per la sinistra che, non si capisce perché, si schiera dietro a quattro urlatori e contro lavoro e sviluppo per la Sicilia e la Calabria. Davvero incomprensibile.

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