Ponte: Fernando Rizzo replica a Gino Sturniolo
L’avv. Fernando Rizzo della Rete civica delle Infrastrutture, interviene dopo le esternazioni di Gino Sturniolo fatte a seguito del corteo di sabato dei no pomte affermando: “Fallimento assoluto della manifestazione No pontista di ieri. Pensavano sarebbero stati in centomila dopo avere volantinato per settimane e nel giorno di massima affluenza di turisti (messinesi) a Torre Faro. Invece erano i soliti 3/4000 in gran parte provenienti dei centri sociali e dell’estrema sinistra giunti da tutta la Sicilia e dalla Calabria. Dagli anarcoidi dei rave party (anti proprietà privata e per il ritorno al baratto) agli indipendentisti da medioevo siciliano, dagli estremisti comunisti ai nostalgici del reddito di cittadinanza e a ciò che resta del PD locale, dai qualunquisti del lavorare stanca fino agli imbarazzati proprietari di casa, borghesi avviliti dal ritrovarsi in questa accozzaglia simil proletaria a cui non appartengono. C’era tutta la Sicilia deteriore: quella degli interessi personali, dei no ai termovalorizzatori, all’Alta Velocità, ai porti, al nucleare, intorno ai centri sociali antisistema, agli oppositori ideologici del governo “fascista” prima di Berlusconi ora di Meloni e Salvini. I soliti 3/4000 che ritroviamo sempre dai tempi del Muos. Ora dovranno decidere cosa fare da grandi: accettare i lauti indennizzi dell’esproprio (per i proprietari), comprendere che sono una minoranza e tale resteranno, capire che senza ponte e ferrovie alla Sicilia spetta solo l’emigrazione di massa, o passare alla lotta armata quando apriranno i cantieri preparandosi a scontare le pene in carcere come per i militanti in val di Susa”. Gino Sturniolo, della rete no ponte, aveva dichiarato valutando l’esito del corteo: “Siamo scesi in piazza in migliaia a manifestare contro la realizzazione di quest’opera che devasterà la città facendola diventare un enorme cantiere, con migliaia di metri cubi di cemento che saranno scaricati in città. Interi quartieri saranno sventrati e molti dovranno lasciare le proprie abitazioni. Continueremo le manifestazioni anche quando apriranno questi cantieri, sembrerebbe a luglio 2024, e non permetteremo a nessuno di devastare Messina. Ormai la maggior parte delle persone sono dalla nostra parte perché hanno capito quali disagi dovrebbe sopportare la città. Il Ponte non è un modellino che verrà calato tra Sicilia e Calabria, ma un esercito di ruspe e camion che prenderanno possesso dei nostri territori e condizioneranno le vite di centinaia di migliaia di abitanti. Molto strano inoltre che quando si parla di Ponte salta ogni tipo di regola, come quella per il tetto ai compensi dei manager, una vergogna in un momento dove si toglie il reddito di cittadinanza e molte persone non riescono nemmeno a mangiare. Restiamo contro sempre per le stesse problematiche: la sismicità del territorio, l’ambiente e ai disagi realizzativi, saremo vigili e ci batteremo affinché il governo desista dai suoi propositi”.
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Ponte e Libertà
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