PIU’ CHE CONTROVERSA LA LEGGE SU BIOTESTAMENTO

PIU’ CHE CONTROVERSA LA LEGGE SU BIOTESTAMENTO

PIU’ CHE CONTROVERSA LA LEGGE SU BIOTESTAMENTO

Sarà stato il suicidio assistito, in Svizzera, di dj Fabo,  ma la legge sul testamento biologico, dopo lunga attesa, è approdata a Montecitorio. L’Aula ha cominciato a dibatterla, ma non si può assolutamente prevedere quando ne potrà sancire l’approvazione, né quanti emendamenti saranno presentati , respinti e approvati. E’ certo che si tratta di un argomento più che delicato,che tocca trasversalmente le coscienze delle forze politiche e dei loro rappresentanti, così come divide in più fazioni l’Italia, combattuta sull’argomento da consolidate convinzioni giuridiche, oltre che di coscienza, e religiose. Ed è sintomatico il fatto che lunedì nell’Aula di Montecitorio fossero presenti poco più di venti deputati.

In effetti non è per niente facile discutere e votare un argomento che ha per soggetto e oggetto la morte, anche se “disciplinata” da lascito testamentario; non è facile distinguere tra l’assistenza al suicidio vista come tale oppure come istigazione alla morte, quindi omicidio; non è facile, specie per i cattolici, per i quali la vita è sacra in qualsiasi modo si manifesti  o trasformi, dire di sì al suicidio; ma, soprattutto, non è facile comprendere se la vita val la pena di conservarla  anche in condizioni di non vita. E a tal proposito, quanti hanno assistito in quella stanza di morte dj Fabo, hanno fatto intendere che non è che l’aspirante al suicidio non intendesse vivere, piuttosto era quel tipo vegetativo di vita che non riconosceva  come tale.

Insomma, non sarà facile per i deputati districarsi con la loro coscienza, soprattutto perché sono coscienti che qualsiasi legge verrà fuori sarà sempre un dispositivo controverso, criticabile e appellabile dagli italiani, che, inoltre,  potrà essere stravolto dal successivo passaggio al Senato. Tempi lunghi quindi, oltre che questione di etica e di morale. Tanto lunghi che affinché la legge sul testamento biologico approdasse alla Camera , si è dovuto percorrere tempi e dibattiti dal caso di Elisa Englaro, la quale, per disposizione di un magistrato e dopo reiterate richieste del padre che la assisteva da anni senza che lei riconoscesse alcuno, venne “suicidata” in una clinica di Como. E subito dopo il “caso Welby”, l’ammalato di sla che ha scelto di morire piuttosto che non vivere la vita che avrebbe voluto. Ora il dj Fabo, più avanti in quanti?

Il testamento biologico che viene pure chiamato da alcuni “scelta di civiltà”, tarderà ad essere legge ma sicuramente sarà costellato, come per l’aborto, da tante richieste mediche di obiezione di coscienza. Con un interrogativo di fondo: sarà davvero espressione di civiltà?    Gaetano Messina

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