PIANO DI RESILIENZA E RILANCIO NAZIONALE?

PIANO DI RESILIENZA E RILANCIO NAZIONALE?

PIANO NAZIONALE DI RESILIENZA E RILANCIO. NAZIONALE? di Massimo Mastruzzo *
Se questo è il PNRR che il Governo italiano intende presentere alla UE, sarebbe meglio intitolarlo: PNDT – Piano Nazionale per attuare la Disomogeneità Territoriale. Con sottotitolo: PD e M5S riescono ad andare oltre la Lega nello svilire la Costituzione, ignorando integralmente l’art 3.

In realtà, anche se dalla bozza del PNRR, il governo Pd-M5S pare lo ignori, l’obiettivo del Next Generation Eu è quello di superare le diseguaglianze economiche all’interno di una nazione. Per questo motivo sono stati inseriti, anche se il governo Pd-M5S pare lo ignori, i criteri del Pil pro-capite e del tasso di disoccupazione medio degli ultimi 5 anni.
Questo, anche se il governo Pd-M5S pare lo ignori, significa che gli interventi sono da fare principalmente, ed in quantità economicamente maggiore, proprio lì dove il livello di PIL pro-capite è più basso (possibile che il governo Pd-M5S ignori che nel Mezzogiorno è in media di 17mila €, mentre nel centro nord la media è di 32mila € ?), e dove la disoccupazione è più alta (il 17% del Mezzogiorno contro il 7% del centro nord, sta a vedere che il governo Pd-M5S ignori anche i dati nazionali sulla disoccupazione).
Sicuramente di ignoranza si deve trattare, perché in coscienza non è possibile che il governo Pd-M5S abbia inserito nella bozza di un piano denominato “Resilienza e Rilancio”, che nei 100 miliardi assegnati al sud siano compresi anche il fondo di coesione 2021/2027 e il fondo di perequazione infrastrutturale, in quanto questi fondi devono essere intesi, come da indicazioni della stessa UE, aggiuntivi non sostitutivi.
In sostanza questa ignoranza ha ipotizzano soltanto circa 70 miliardi al Mezzogiorno (e sorvoliamo l’interdipendenza economica che riduce ulteriormente questa cifra).
In virtù del fatto l’Italia ha ricevuto i 209 miliardi perché un terzo della sua popolazione e quasi la metà del territorio vive molto sotto la media del Pil pro-capite e con più del doppio del tasso di disoccupazione, e che questa vive nel sud Italia, se di ignoranza si tratta è indistinguibile da quella di tipo razzista con la medesima convinzione che sia possibile determinare una gerarchia di diritti.

Oltretutto nelle pagine della bozza non si capisce come verranno spesi i fondi per colmare quel gap socio-economico- infrastrutturale che mette l’Italia sul gradino più alto per la disomogeneità territoriale tra il nord e il sud del Paese.

La speranza è che le istituzioni europee comprendendo l’ignoranza che ha impregnato di sottrazione di diritti questo PNRR inviti il governo italiano a rivedere la ripartizione dei fondi attenendosi ai criteri stabiliti dalla UE.

*Direttivo Nazionale M24A-ET

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