Persone e creatività: ricetta per far rinascere il Sud

Persone e creatività: ricetta per far rinascere il  Sud

NEC TECUM NEC SINE TE VIVERE POSSUM
(Non riesco a vivere né con Te né senza di Te)

Puntare sulle persone e sulla creatività. La migliore ricetta per fare Rinascere il Profondo Sud di Guglielmo Rizzo

Lo sviluppo non deve essere fatto da interventi dall’alto ma occorrono profondi processi di presa di coscienza e di autopropulsione collettiva.
TESTA E CREATIVITÀ SOVRA OGNI COSA !
Bisogna rifondare il vivere civile e le istituzioni, in maniera da renderle inclusive, in un processo di modernizzazione attiva.
Una modernizzazione che permetterebbe sicuramente di venir fuori dalla palude in cui è finita la nostra terra.
Considerando l’enorme privilegio di essere nel cuore del Mediterraneo, all’incrocio di tre continenti, in ciò una enorme opportunità da cogliere, piuttosto che una negatività di cui lamentarsi.
Una sorta di vittimismo esagerato ed esasperato dei meridionali in genere, sfruttati sicuramente, ma non dai settentrionali, piuttosto complici “nolenti”, attraverso un voto clientelare, dei loro sfruttatori.
Sfatare la affermazione di Gesualdo Bufalino, che sosteneva che la Sicilia è un “ossimoro”, ossia una “lucida pazzia”, una figura retorica consistente nell’accettare nella medesima locuzione, parole che esprimono concetti contrari.
La vecchia storia del Gattopardo del “tutto cambi purché  non cambi nulla”.
La Sicilia uno scrigno di molti modi di essere, a volte posti l’uno contro l’altro, in maniera quasi conflittuale.

La Sicilia un luogo dove tutto grida Vita, in cui il venir meno rappresenta un evento inspiegabile, una specie di invidia degli dei, che quasi non tollerano la nostra felicità?

La Sicilia dei Professionisti dell’Antimafia?

In ogni caso ed in qualsiasi situazione, c’è qualcosa che dipende da noi e qualcosa che dipende dagli eventi.

Bisogna sviluppare la propria personalità  tenendo conto del mondo spiritualmente e storicamente diverso che è nel sud che bagna le sponde del Mediterraneo, dove ancora oggi e con notevole effetto, si odono gli echi di Atene e di Roma, di Siracusa, di Cartagine e di Alessandria.
L’Europa venne dall’Ellesponto, ebbe a sostenere Luigi Sturzo, e non potrà mai fare a meno delle porte di entrata: Bosforo, Suez, Gibilterra.
“La piccola Europa, oggi o domani non importa, chiamerà la Grande Europa, e questa batterà alle tre porte non come a proprie serrature di clausura, ma come a Veicoli di Civiltà”

LA SICILIA UN LUOGO UNICO, dove l’Italianità origina direttamente dall’Ellesponto.
Non dimentichiamo che i Siciliani sono figli di Atene e di Roma.
L’isola diventata neolatina senza essere mai stata latina, che ha mantenuto la lingua greca. L’Italia non sarebbe tale senza la Sicilia.

La Sicilia una propaggine dell”Italia? Sicuramente una integrazione.

Basta pensare alla crisi petrolifera del 1973, con una serie di interventi straordinari, di una politica clientelare che indirizzata flussi di denaro pubblico verso impieghi improduttivi. Il risultato?
Uno sviluppo senza autonomia e un “generoso” finanziamento a vantaggio delle criminalità organizzate.

CI Si PUÒ RICORDARE DELLA SICILIA SOLO QUANDO si decide di essere vacanzieri in una oasi accogliente? o quando QUALCUNO INTENDE RACCATTARE QUALCHE CONSENSO ELETTORALE PER RAFFORZARE I PROPRI SCHIERAMENTI?

Quanto è attuale il Vittorini di “Conversazione in Sicilia”, tormentato per il “mondo offeso”. Nella contraddizione c’è la guerra, ma anche “la quiete nella non speranza”.
Un viaggio verso le radici, alla ricerca della identità  e della motivazione per sentirsi vivi.
Il tutto incluso nel dialogo di “COI BAFFI E SENZA BAFFI” che conversano amabilmente con parole d’odio, vecchie parole, mai passate di moda, che certamente potremmo reinventarci ed “usarle” come invenzioni interlocutorie capaci di comprendere e trasformare questa meravigliosa piccola grande isola fortemente offesa che è LA SICILIA.

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