Per entrare al Camposanto bisogna rivolgersi al Tar?
Per entrare al Camposanto bisogna rivolgersi al Tar?
Leone Savoia, il grande architetto che ha progettato e realizzato il Cimitero Monumentale di Messina, si sta rivoltando nella tomba (è proprio il caso di immaginarlo) al pensiero che per entrare nel sacrario-museo-parco-cimitero che lui ha disegnato si debba prima consumare una disdicevole guerra di cavilli basata su interpretazioni di norme, circolari e ordinanze. In pratica, lo capiscono perfettamente i più avveduti, è una lotta politica, ormai vergognosamente uscita allo scoperto, tra il sindaco di Messina ed il Presidente della Regione siciliana. Vergognosa perché non passa giorno senza che Cateno De Luca non trovi un’occasione o un argomento per polemizzare col Presidente Musumeci, per evidenziare le sue carenze ed i suoi difetti e ciò nell’ambito di una strategia che vedrebbe lo stesso De Luca prossimo candidato a presidente della Regione. Intanto i suoi amici su faceboock fremono di livore perché il sindaco di Genova in tempi da record ha ricostruito il ponte sul torrente Polcevera. Ma Bucci è in armonia col presidente della regione Liguria, non manda affanculo né il Ministro Lamorgese, né altri membri del Governo, è rispettoso nei confronti del premier Conte, anche quando ci sono punti di divergenza, non dice parolacce in tv per farsi notare. Non è carino fare dei paragoni, ma se è vero che Messina è immersa nella trappola della “questione meridionale”, non può certamente uscire da questo inferno con un succedersi di sindaci barzelletta che vanno a promuoversi nelle tv locali e nazionali come personaggi per programmi di intrattenimento, molto seguiti peraltro in periodo di quarantena. Intanto, su un piano pratico, se vogliamo banale, questo bonaparte della tecnica amministrativa, ad oggi non è riuscito a trovare una soluzione per aprire il Cimitero. Ai cittadini, interessati a visitare le tombe dei propri cari, non importa nulla delle contorte strategie politiche del sindaco, vogliono una solo risposta alle loro legittime esigenze. G.F.
