Per colmare divario dare al Sud il 70% del Recovery Fund

Per colmare divario dare al Sud il 70% del Recovery Fund

AL SUD DEVE ANDARE IL 70% DEL RECOVERY FUND PER COLMARE LO STORICO DIVARIO di Saverio De Bonis (Gruppo Misto)

Ho presentato un’interrogazione ai Ministri per il Sud e la coesione territoriale, dell’economia e delle finanze e dello sviluppo economico in merito alla ripartizione dei fondi che dovrebbero arrivare dall’Europa con il cosiddetto Recovery Fund. Ecco il link: http://www.senato.it/…/18/Sindisp/0/1177943/index.htmlNoi siamo convinti che la parte più consistente debba andare al Sud, e vi spiego perché.In Parlamento è all’esame la proposta di Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, elaborata dal Governo nell’ambito delle attività per la partecipazione all’iniziativa Next generation EU, avviata in sede europea per fronteggiare l’impatto economico e sociale della pandemia da COVID-19.Si tratta di uno sforzo senza precedenti, grazie al quale all’Italia dovrebbero essere assegnati circa 208 miliardi di euro.L’UE raccomanda che queste risorse siano usate con una visione strategica che contribuisca a colmare il divario tra Nord e Sud, quello stesso divario messo in evidenza anche dall’Eurispes e dallo Svimez.La Commissione europea invita infatti i diversi Stati, nell’ambito degli interventi per reagire alla crisi generata dall’emergenza sanitaria, a realizzare quattro obiettivi generali: la coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione; il rafforzamento della resilienza economica e sociale; la mitigazione dell’impatto sociale ed economico della crisi da COVID-19; il sostegno alla transizione verde e digitale.Coerentemente con questi obiettivi generali, settori della società civile come il Movimento 24 Agosto – Equità Territoriale hanno elaborato dei calcoli su come dovrebbero essere distribuiti i fondi europei in Italia.Al Meridione dovrebbe spettare il 70% del Recovery Fund. I 208 miliardi sono stati infatti calcolati dall’UE sulla base di tre fattori: popolazione residente, reddito pro capite e tasso di disoccupazione. Seguendo questi criteri e accogliendo la raccomandazione di perseguire una maggiore integrazione tra Nord e Sud, la fetta più consistente dovrebbe dunque andare al Sud per colmare il divario.La regola del 34% per ogni sezione del paese, sulla quale il Governo concorda, non è sufficiente. Infatti, secondo i parametri indicati dall’Europa, se su 100 euro investiti nel Mezzogiorno, 41 vanno al Nord, su 100 euro investiti al Nord solo 5 vanno al Sud. Quindi, l’obiettivo volto al riequilibrio difficilmente potrà essere raggiunto se non si destina al Sud, in base ai criteri europei, almeno il 70 per cento dei fondi Ue riservati all’Italia, ovvero 145 miliardi su 208.Insomma, bisogna concentrare i finanziamenti sulla parte più debole del Paese per riequilibrare le disuguaglianze e per consentire un reale sviluppo su tutto il territorio nazionale. Con il Recovery Fund c’è finalmente l’occasione di porre rimedio a un abominio che dura da un secolo e mezzo: un Paese spaccato a metà, in cui al Meridione sono state sistematicamente sottratte le risorse e, con esse, la possibilità stessa del futuro, come ampiamente testimoniano i conti pubblici territoriali.Non mi stancherò mai di ripetere che se il Sud cresce, anche il resto del paese cresce. Agricoltura e turismo sostenibile, trasporti per collegare le aree isolate, sostegno alla piccola e media impresa e agli artigiani, sanità pubblica, scuole, ambiente: queste sono le partite su cui non bisognerà arretrare di un passo per ridare dignità al Sud e farne l’epicentro di una nuova idea di progresso italiana ed europea.

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