Per chi suona la campana? di Giovanni Frazzica

Per chi suona la campana? di Giovanni Frazzica

Per chi suona la campana  è il titolo di un romanzo del 1940 scritto da Ernest Hemingway, che prese parte come giornalista alla guerra civile spagnola e, in forma romanzata, ne descrive le atrocità. Eh già, succede sempre così, dopo c’è sempre qualcuno bravo, talvolta molto bravo, come in questo caso Heminggway con la sua scrittura o Picasso con la sua Guernica che ci fa comprendere l’orrore della guerra. Ma prima no, un anno prima, un giorno prima è quasi impossibile fermare la macchina della morte. Kruscev e Kennedy riuscirono a fermarsi ad un passo dalla catastrofe e fu un vero miracolo per l’umanità intera. Una delle cose che si verifica al termine di ogni conflitto è che, oltre alla perdita delle vite umane, il (cinico) rapporto “costi benefici” è alla fine assolutamente negativo anche per i vincitori. Oggi non si celebra, ma si registra con grande tristezza e rammarico, il quarto anniversario della guerra in Ucraina. Fino ad ora si calcolano circa 2 milioni di morti e danni per miliardi di euro. Il tutto nel cuore dell’Europa e commesso per finalità del tutto incomprensibili. Si poteva evitare? Si. Quando finirà? Ancora non si sa. La morale di questa breve riflessione è che la migliore formula per vincere le guerre è non farle, promuovere azioni di prevenzione, costruire grandi piattaforme di dialogo, dare ampio ruolo alla diplomazia e, se a qualcuno parte uno schiaffo, porgere subito l’altra guancia, come ci ha insegnato Gesù Cristo nostro Signore. Il potere logora chi ce l’ha e chi non ce l’ha, è comunque bene cercare di averlo e gestirlo nell’interesse generale di una comunità o di un popolo, ma essere ossessionati dalla bramosia del potere porta quasi sempre ad un tragico epilogo e, va ricordato, che la campana suona per tutti.

  • nella foto Ernest Heingway

lwzws