Pensieri politicamente scorretti di Maurizio Ballistreri

Pensieri politicamente scorretti di Maurizio Ballistreri

PENSIERI POLITICAMENTE SCORRETTI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS di Maurizio Ballistreri

Europa – Non bisogna farsi trarre in inganno, l’Unione europea non ha sospeso i vincoli del Patto di stabilità per buonismo verso l’Italia. No! Bisogna ricordare le dure e ostili parole all’inizio dell’epidemia, quando sembrava solo il nostro Paese a subire la diffusione del contagio, della presidente della Banca Centrale Europea e già al vertice del Fondo Monetario Internazionale, grand commis delle élites globaliste: Christine Lagarde. Poi, l’epidemia si è diffusa in tutta Europa e anche l’economia del IV Reich di Frau Merkel sta entrando in recessione. Ecco l’ordine a Ursula von der Leyen di consentire all’Italia di disporre di tutta “la liquidità di cui ha bisogno”, tanto la Germania si prepara ad iniettare oltre 500 miliardi di euro nel suo sistema economico! E poi, c’è l’inganno: la deroga ai vincoli del Patto di stabilità se sottoscriviamo l’accordo sul Fondo Salva-Stati, per finire come la Grecia. Il nuovo nazismo monetarista dei tedeschi e dei loro alleati-vassali, Olanda, Austria & Co.

Europa 2 – E mentre Polonia e Repubblica Ceca, Stati dell’Unione europea, bloccano carichi di mascherine dirette verso il nostro Paese, con un vero e proprio furto, la solidarietà concreta, respiratori, mascherine, tute asettiche e medici competenti, arriva da Paesi extra-europei, ancora nominalmente collettivisti, Cina, Cuba e Vietnam, per non parlare degli aiuti dalla Russia, nazionalista e statalista, nei cui confronti ancora oggi l’Italia opera un embargo economico.

Giuseppe Conte – C’è sempre chi è più realista del re ed ecco che il presidente del Consiglio “Giuseppi” Conte, per ringraziare i capi del IV Reich propone per fronteggiare la crisi economica generata dal Covid 19 di utilizzare il MEF, il famigerato “Fondo Salva-Stati”, lo strumento finanziario “erede” dei quello che ha ridotto in povertà il Popolo greco, asservendolo alla Troika, e di emettere i “Coronabond”, nuovi titoli per debito pubblico! E’ il momento invece, di chiedere di socializzare i debiti sovrani dei Paesi dell’Unione europea, in un grande fondo comune sostenuto da massiccia iniezione di liquidità, anche a costo di un aumento dell’inflazione. D’altronde, John Maynard Keynes (mica un economista naif!), sosteneva che era necessario stampare moneta, poiché “un po’ di inflazione non fa male”, per contrastare i cicli recessivi. A proposito, passato il dramma si abroghi subito l’art. 81 della Costituzione, voluto da Monti Mario con il voto di tutti in Parlamento, sul pareggio di bilancio, vero e proprio cappio al collo degli italiani!

Sergio Mattarella – A fronte dell’inadeguatezza, senza distinzioni, del ceto politico italiano si staglia la figura del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, autorevole, garbato e pieno di umanità, ammonisce l’Europa a non vessarci, dando anche un tocco di umorismo al dramma che stiamo vivendo, con un fuorionda su capelli lunghi e barbiere.

Boris Johnson – Ho guardato il viso del Primo Ministro inglese mentre, con amplob tipicamente british, affermava a proposito del Coronavirus “Molte famiglie perderanno i loro cari e non faremo nulla contro l’epidemia, aspettando che maturi l’immunità di gregge nella popolazione”. Un concetto darwiniano, rispolverato dalla medicina dell’800, circa la selezione della specie e l’abbandono dei più deboli e dei più poveri per salvare i ceti più abbienti. Mi sono subito chiesto cosa avrebbe pensato il pioniere della criminologia in Italia, Cesare Lombroso, di Johnson. E riflettendo sulle grevi dichiarazioni del Primo Ministro Inglese, ho pensato alla distanza siderale che intercorre con l’appello al popolo della Gran Bretagna dello statista Winston Churchill, lanciato contro il nazismo il 13 maggio 1940: “Quell’ora arriverà e il suo solenne rintocco proclamerà che la notte è finita e l’alba è arrivata”. Siamo nel solco di Thomas Malthus, il prete anglicano inglese ed economista ultra liberista, che osservando la povertà delle masse urbanizzate inglesi della prima rivoluzione industriale, cenciose, malaticce, sfruttate, propose di abolire le timide leggi caritatevoli a favore dei poveri della prima parte del XIX secolo, contando che la natura avrebbe risolto da sé il problema. E, però, eco quelle che Hegel definì “le dure repliche della Storia” e arriva la notizia che Boris Johnson è positivo al test del Covid 19!

Regioni ordinarie – Ormai da giorni partono dai balconi e finestre di tante città canzoni amplificate per arrivare in tutte le case, dando così, senso di unità e di comunità all’isolamento imposto per vincere la sfida al coronavirus. E quasi sempre si finisce con l’Inno di Mameli. Può bastare solo questa immagine a mostrare un Paese che si sente unito in questa battaglia (a cui fanno da eccezioni quei politici, come la Meloni e Salvini, che contestano “a prescindere” come avrebbe detto il principe de Curtis, in arte Totò, che avrebbe riservato loro certamente uno sberleffo, soprattutto quando, da assenteisti, hanno invocato la convocazione del Parlamento!), un fatto altamente simbolico, un Inno per significare un’appartenenza comune. Ma spesso in queste settimane questo senso di battaglia condivisa è stata contraddetto, e l’unità di nazionale si è frammentata in venti parti, le venti Regioni, dove ognuna ha avuto la tentazione e spesso ci ha provato di pensare a sé, a come proteggere i propri cittadini a danno invece di tutti gli italiani, come se si fosse tornati indietro a prima della nascita dello Stato unitari. Quando finirà quest’emergenza bisognerà mettere mano alla sciagurata riforma costituzionale all’insegna della devolution, la legge n. 3 del 2001, e restituire allo Stato molti dei poteri attribuiti alle Regioni a statuto ordinario, il cui personale politico ha dimostrato spesso di essere incapace e improvvido.

Desaparecidos – Si dice che quando il gioco diventa duro entrano in campo i duri. Già, per questo, nel dramma che sta vivendo la Comunità italiana, sono desaparecidos leaders (?) come Beppe Grillo e Sartori (quello delle “Sardine”, sic!).

Papa Francesco – Alla fine di questi pensieri Papa Francesco, straordinario protagonista del nostro tempo e vero “sovversivo” del mainstream del mondialismo economicista, che con il suo messaggio di una suggestione immensa rivolto a tutti, credenti e non, in occasione dell’indulgenza plenaria, ha ammonito a cambiare valori e gerarchie del nostro vivere, mettendo al primo posto la solidarietà e lo spirito di comunità. E così, ritorna con forza quanto disse Benedetto Croce: “perché non possiamo non dirci cristiani”.

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