Patti, la Procura indaga sulla tragedia di Viviana e Gioele

Patti, la Procura indaga sulla  tragedia di Viviana e Gioele

Patti, la Procura lavora per ricostruire la tragedia Viviana e Gioele

Un teste a Pm, Gioele vivo dopo incidente, era in braccio alla madre e non era ferito

Dopo l’incidente stradale “Gioele era vivo, in braccio alla madre, in posizione verticale e senza alcuna ferita”. E’ la ricostruzione del testimone presente dopo l’impatto resa nota dal procuratore di Patti, Angelo Cavallo, che indaga sulla morte della dj Viviana Parisi e sulla scomparsa del figlio di 4 anni della donna.

Lui aveva occhi aperti, lei camminava veloce. Continuano ricerche

 (di Gianluca Rossellini) (ANSA) – PATTI, 17 AGO – Dopo l’incidente stradale “Gioele era vivo, in braccio alla madre, in posizione verticale, con gli occhi bene aperti, con la testa appoggiata sulla sua spalla destra e senza alcuna ferita”. E’ la nuova “ragionevole certezza” dell’inchiesta sulla morte di Viviana Parisi, la dj di 43 anni trovata morta l’8 agosto scorso nelle campagne di Caronia, e sulla scomparsa del figlio della donna, di 4 anni, il 3 agosto scorso. E quel giorno sull’autostrada Palermo-Messina il piccolo era vivo, e la madre aveva nei suoi confronti “un atteggiamento protettivo”. A mettere “un tassello in più” è stato uno dei turisti-testimoni a cui il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, aveva lanciato un appello a parlare. E lo ha fatto, dopo essere tornato nel Nord Italia, dove vive con la famiglia. Ha raccontato di avere visto la donna “di fronte, che camminava in modo veloce verso un passaggio nel guard rail dopo la galleria, dove c’è un piccolo varco”. Hanno cercato di aiutarla, ma “quando la signora è sparita dalla loro vista” hanno sospeso le ricerche. “Perché ha tardato a parlare? Non ero certo di essere lui il testimone – ha spiegato il procuratore – la sua descrizione sulla stampa gli ha sciolto ogni dubbio e ci ha contattati”. La conferma che Gioele fosse vivo dopo l’incidente stradale sulla A20 fa attenuare alcuni scenari che erano in campo sul piano dell’inchiesta che è stato al centro di un vertice in procura tra magistrati, polizia e medici legali. “Il contesto familiare? E’ chiaro – ha osservato il pm – che alla luce di questa risultanze…La presenza della signora e del bambino vivi sul posto fanno perdere importanza ad alcune”. L’ipotesi “di un’aggressione da parte di animali selvatici è vagliata da tempo, anche se la leggo soltanto adesso sui giornali – ha aggiunto – ma non è quella privilegiata”. “Noi – ha ribadito il magistrato – non ne privilegiamo alcuna perché le dobbiamo vagliare tutte, escluderne una potrebbe essere un errore”. E una di queste piste potrebbe dare la soluzione a una domanda al momento senza risposta: perché Viviana non si è fermata dopo l’incidente, ma si inoltrata in campagna? Tanti dubbi, ma anche un altra “ragionevole certezza”: alla luce delle testimonianza e delle riprese video in possesso degli investigatori la Procura ritene che “Viviana Parisi non fosse seguita”. “Poi per carità – ha osservato il procuratore – ogni giorno aggiungiamo una tessera in più in questa storia. Al momento è da escludere…”. Il fascicolo, ha confermato, è aperto per omicidio e sequestro di persone contro ignoti, e quindi senza indagati. Accertamenti sono in corso sul traliccio accanto al quale è stato trovato il corpo di Viviana, ma la polizia scientifica di Catania “non ha ancora risposte definitive su tracce di impronte digitali e dna” perché “non ci sono risultati evidenti”. Il magistrato non ha escluso che la donna che “era un’abile camminatrice” sia giunta sul posto “facendo un percorso più lungo”. Per uno dei periti della Procura di Patti, la prof. Elvira Ventura Spagnolo, “il corpo si è decomposto dove è stato trovato, ma sono in corso numerosi altri esami per comprendere come sia morta”. Per la Procura di Patti in questo momento “la priorità è trovare Gioele”. “L’aria è sterminata, boschiva e impervia e fino ad ora non ci hanno aiutato droni e elicotteri – ha chiosato il procuratore Cavallo – e lLa nostra speranza è nei cani iper specializzati in ricerca di resti umani, sono qui quattro dei cinque presenti in tutta Italia”. Le ricerche del bambino, giunte al 14esimo giorno, proseguono. (ANSA).

 (PATTI, 17 AGO – Hanno chiesto di potere vedere le foto del corpo della donna trovate nelle campagne di Caronia lo scorso 8 agosto per avere la conferma visiva che sia la loro figlia e di potere svolgere ricerche del nipote Gioele, di 4 anni di cui non si hanno tracce dallo scorso 3 agosto. Ma il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, che ha ricevuto i genitori della dj Viviana Parisi, ha spiegato loro che non era possibile, ma che non ci sono dubbi sull’identità della vittima. Ad accompagnare Luigino Parisi e la moglie c’era il genero Daniele Mondello. A ricostruire l’incontro è il legale di quest’ultimo, l’avvocato Pietro Venuti. “I genitori – ha detto il penalista – avevano dei dubbi addirittura sul fatto che si potesse trattare di Viviana e volevano visionare delle foto del cadavere. Gli è stato spiegato che, dai riscontri, in particolare la fede e i vestiti, erano sicuri si trattasse di Viviana e che non era il caso e non era possibile visionare le foto. Tuttavia hanno permesso ai genitori di fare delle ricerche autonomamente”.  

Medico legale, sui morsi faremo altre analisi

“Sul corpo di Viviana Parisi sono in atto ancora degli accertamenti per comprendere come sia morta”. Lo dice a Patti il medico legale Elvira Ventura Spagnolo che ha effettuato l’autopsia sul cadavere della donna di 43 anni trovata morta l’8 agosto nelle campagne di Caronia. Il medico legale oggi si trovava in procura a Patti per conferire con il magistrato che coordina le indagini. “Sul suo corpo – prosegue – ci sono diverse fratture e, probabilmente, quelli che sembrano morsi non è chiaro se siano di cani o di altri animali selvatici”. (ANSA).

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