Patrizia Zangla nei Finalisti del Concorso Internazionale Nabokov

Patrizia Zangla nei Finalisti del Concorso Internazionale Nabokov

“Silenzio di piombo”, il nuovo saggio di Patrizia Zangla è nella rosa dei Finalisti del Concorso Internazionale Nabokov, di cui risulta Presidente Pino Scaccia, il noto giornalista e inviato del TG1 RAI, recentemente scomparso.

Silenzio di piombo. Il terrorismo rosso, uomini e donne. Organismi segreti e complicità occulte. 1968-1988, il bilancio, il nuovo saggio di Patrizia Zangla, è nella rosa dei Finalisti del Premio Internazionale Nabokov di cui era Presidente Pino Scaccia, il noto giornalista e inviato nei Paesi di guerra del Tg 1 Rai, recentemente scomparso. 

Il Premio, alla sua XV Edizione, dedicato a Vladimir Nabokov l’illustre saggista e scrittore russo naturalizzato statunitense, vede fra i giurati nomi di importanti scrittori e giornalisti.

La Zangla vanta un consolidato nome nella saggistica storico-politica contemporanea per le documentate e ricerche scientifiche ricche di angolature nuove, lo spirito acuto che ne contraddistingue i lavori unitamente allo stile chiaro e avvincente che hanno trovato conferma negli indici di vendita che hanno visto più volte i suoi saggi raggiungere le posizioni più alte nelle classifiche di settore e la partecipazione alle maggiori rassegne nazionali e internazionali dalla Fiera di Manhattan a New York a quella di Francoforte in Germania, e per i tanti riconoscimenti anche internazionali che le sono stati tributati.

Anche questo nuovo saggio è stato di recente acquisito dalla Universitätsbibliothek, la storica Biblioteca Universitaria di Vienna.

Un libro attualissimo, dai molteplici contenuti inediti rispetto alle Opere dello stesso genere sul mercato, che aiuta a comprendere l’evoluzione del terrorismo rosso in Italia e le correlazioni internazionali. Copre un vuoto nel panorama editoriale, presentando la storia completa della lotta armata attraverso le singole formazioni terroristiche, dalle più piccole alle Brigate Rosse -di cui ridefinisce rigorosamente la mappatura dei covi in Italia, passando da Prima Linea e Autonomia, e delle relazioni fra gruppi armati anche internazionali -come Brigate Rosse e Raf tedesca, documentando inoltre le complicità e le coperture politiche e culturali e il ruolo -in alcuni casi non irrilevante- della criminalità servente da Cosa nostra e N’drangheta alla Banda della Magliana, passando dalla Massoneria deviata. Spiega gli intrecci con personaggi sconosciuti e in particolare il ruolo delle potenze straniere -Francia, Gran Bretagna, Unione Sovietica, Stati Uniti- nelle vicende terroristiche.

Si pone e risponde a domande-chiave: cosa è stata la lotta armata in Italia? Perché è durata così a lungo? Chi l’ha finanziata? Chi sono stati gli artefici e gli esecutori? Quali gli strascichi sull’attualità?

Dà precise e documentate risposte e, quando è impossibile rispondere per mancanza di dati certi, presenta vari quadri interpretativi.

In questa documentata rilettura del terrorismo rosso dal 1968 al 1988, il fil rouge temporale, indicato ad ogni inizio capitolo, aiuta il lettore a ripercorrere l’intera storia politica della Prima Repubblica dalle interessanti ricadute nell’attualità. Nitido il ritratto del cinismo delle istituzioni, segnatamente al disinvolto comportamento di molti politici in vista della Prima Repubblica, contestualmente al ritratto dei partiti di allora -Dc, Pci, Psi e altri- affiancati ai volti di affaristi, uomini di confine, anche dello Stato. La Zangla spiazza e sorprende il lettore, presentando molteplici fatti fittamente fra loro inanellati, rivelando scenari inimmaginabili in cui stupefacente è la freddezza di chi persegue la ragion di Stato. Dissemina tanti indizi sul presunto accordo segreto fra Stato e terrorismo, ragionando sui motivi che lo avrebbero reso possibile. Stravolge il luogo comune di un terrorismo esclusivamente autonomo, ma che, rimanendo tale, in alcune vicende si rivela etero- diretto, manipolato e regolato da interessi stranieri e subordinato ai Servizi di Intelligence in cui funge da perno una super organizzazione internazionale che è passata indenne, tanto da sembrare inesistente. Una parte del volume è dedicata agli Omissis di Stato, i sigilli sulle verità.

Proprio nel centenario della genesi del Partito Comunista Italiano, il saggio inizia a ripercorre quel ventennio 1968-1988, partendo a ritroso dal 1988, dalla svolta della Bolognina con Achille Occhetto. E attraverso il ruolo del segretario Enrico Berlinguer, evidenzia il rapporto con la sinistra eretica, il Compromesso storico con la Dc di Andreotti e Cossiga, la sfida al terrorismo ma nel contempo i tentativi falliti di ammodernamento del Partito Comunista più importante dell’Occidente.
Scrive la Zangla: “Sono entrata dentro le storie, talvolta muovendo dalle singole vicende, intersecando tre prospettive: dei terroristi -alcuni dei quali ho conosciuto e intervistato- dello Stato -attraverso l’enorme materiale archivistico e processuale, e della Storia». Certo si vede che la mano che scrive e ricerca è di una donna, già evidente dal sottotitolo del libro, l’Autrice infatti ha saputo soffermarsi sulle protagoniste donne che la maggioranza dei libri dimentica, scopre una inedita ridefinizione dei compiti e l’attribuzione di ruoli da protagonista o coprotagonista a terroristi cui la narrazione aveva assegnato parti marginali o da gregari. Colpisce il ritratto delle tante donne con compiti dirigenziali – Balzerani, Mantovani, Braghetti, Miglietta, Faranda, solo per citarne alcune-, il racconto della caparbia determinazione con cui hanno abbracciato la lotta armata. Scelte di vita di terroriste e terroristi che passano da una condizione di normalità a una radicale e totalizzante scelta di vita in clandestinità; come scrive l’Autrice «donne e uomini che hanno creduto in modo differente: chi da farne il centro della propria vita, tuttora irriducibili, chi per un’infatuazione o una passione accecante poi sconfessata, oggi dissociato o pentito».

Lo sguardo femminile dell’Autrice indugia anche sull’atmosfera dei tempi, con pennellate di vita reale fino a raggiungere una cronaca in presa diretta come si evince, fra l’altro, nei paragrafi: Ma cosa leggi? Ma cosa ascolti? Ma come ti vesti? 

Segue la strada finanziatrice delle formazioni terroriste, un vero nodo tuttora sconosciuto, perché è ricorrente la domanda -Chi ha finanziato la lotta armata?- individuando il rapporto segreto fra gruppi eversivi e gruppi di alcuni politici vicini alla sinistra extraparlamentare, fino all’inattesa rivelazione di persone insospettabili che hanno appoggiato le istanze della lotta armata.

In ultima analisi, nel solco di altri studi storici importanti “Silenzio di piombo” sostiene la tesi che il terrorismo rosso sia stato funzionale nell’equilibrio del Paese per questo lasciato agire fino a quando non è servito per una stabilizzazione moderata.

Il libro  così consegna un’enciclopedia del terrorismo, corredata di dati, statistiche e foto ad ogni capitolo. In Appendice, le biografie di molti terroristi, nazionali e internazionali e le sigle delle organizzazioni terroristiche.   

 (Video promo https://www.facebook.com/856448487775584/videos/311808423517406/ SILENZIO DI PIOMBO )

Breve profilo di Patrizia Zangla. Nata a San Candido (Bolzano), vive a Parma, ha vissuto molti anni a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), docente, storica-saggista, giornalista pubblicista. Specialista di Storia Contemporanea, attenta ai temi dei totalitarismi e della cultura di Genere. Molte le pubblicazioni accademiche. Già responsabile dei Progetti Educativi del Centro Studi Chimici-Falcone, diretto da Saverio Di Bella (Università di Messina). Ha collaborato con La Gazzetta del Sud di Messina; ha realizzato mostre storiche internazionali. Con Leone (Milano) ha pubblicato: 1943-1945, l’Italia in camicia nera. Storia e costume dall’Italia fascista alla Resistenza (2014) acquisito dalla Biblioteca del Senato. A un figlio, amoroso  giglio, saggio storico-pedagogico (2015). I Neri e i Rossi, le trame segrete, 1964-1982, la strategia della tensione, le Brigate Rosse, il Caso Moro (2017) acquisito dall’Università di Toronto (Canada), il cui compendio è stato tradotto in lingua inglese: The Blacks and the Reds, the secret intrigues, 1964-1982: the strategy of tension, the Red Brigades, the Affaire Moro. Molti i riconoscimenti, si segnalano: Premio Istituto di Cultura di Napoli, Primo Premio Franz Kafka (2016), Premio Firenze (2017), finalista al Premio Città di Como con Andrea Scanzi e Giampiero Mughini, segnalazione al PremioInternazionale Mario Luzi (2019). Molti Atenei nazionali ne hanno acquisito i saggi, fra cui Federico II di Napoli, Biblioteca Universitaria di Genova, Università degli Studi Alma Mater Studiorum di Bologna e molti Atenei internazionali, fra cui: Universitätsbibliothek Vienna, Université de Grenoble, Stanford, Harvard, Berkeley, Columbia, New York University. E ancora: University of California – Berkeley, University of Minnesota Libraries, University of Notre Dame, Brigham Young University Duke University, Middlebury College Library, Texas Christian University, University of North Carolina, University of Manitoba (Canada), Alma Mater Rudolphina Vindoboneensis di Vienna, Universiteit van Amsterdam (Olanda), Université de Grenoble, Library of Congress e New York Public Library.

lwzws