Palermo, le ragioni dell’ira di Faraone verso Crocetta
Palermo, le ragioni dell’ira di Faraone verso Crocetta
Crocetta attacca il sottosegretario Faraone dopo l’indagine sul suo fedelissimo Alberto Firenze: “Mi disse che si sarebbe opposto a qualsiasi intesa perché l’avevo fatto fuori”. Firenze, stando alle accuse, nel luglio 2016 incontrò l’imprenditore del settore scommesse Benedetto Bacchi, arrestato qualche giorno fa per concorso esterno in associazione mafiosa, che gli perorò la causa di una sanatoria da inserire in Finanziaria nazionale. Ce n’è abbastanza perché l’ex governatore Rosario Crocetta, tagliato fuori dalle candidature alle Politiche, riaccenda le polemiche. E rivela alla stampa alcuni retroscena: «Ho rimosso Firenze dal suo incarico a settembre, in una delle ultime riunioni del mio governo. Faraone se ne lamentò subito in modo furioso: erano i giorni in cui si stava chiudendo l’accordo fra il Megafono e il Pd in base al quale ho poi rinunciato alla ricandidatura alla Regione con la promessa di un impegno nazionale che non è stata mantenuta. Faraone — ricorda Crocetta — mi disse che lui si sarebbe opposto a qualsiasi intesa perché avevo fatto fuori Firenze senza motivo. Ma i motivi evidentemente c’erano…». Faraone non replica ma pare che l’irritazione del tempo sia dovuta al fatto che Crocetta avesse anticipato, già allora, che Firenze fosse indagato. «Non è vero, quello non lo sapevo. Ma quel dirigente era chiacchierato. Non lo confermai per un fatto politico. E non escludo di averla pagata anche con l’esclusione dalle politiche. Ma a me il Pd dovrebbe fare una statua».
