Ospedale Patti: Salvo e Musumeci scrivono al DG La Paglia
I sottoscritti Placido Salvo e Luca Musmeci, consiglieri comunali della Città di Patti, capofila del distretto sociosanitario D30, ritengono opportuno, ancora una volta, sollecitare l’attenzione sulle vicende legate al Nostro Ospedale “Barone Romeo”. In questi giorni i vertici dell’ASP di Messina stanno lavorando alla definizione del nuovo atto aziendale, il quale certamente ha importanti ricadute sul presidio ospedaliero della Nostra comunità. Ribadiamo che la classificazione di ospedale di base confermata nella nuova rete ospedaliera non può certo soddisfare, ma oggi si deve lavorare affinchè con l’atto aziendale si possano creare le condizioni per il riconoscimento nel prossimo futuro della qualifica di ospedale di primo livello stante l’incontestabile centralità del Barone Romeo nella geografia sanitaria della costa tirrenica siciliana. In questi mesi trascorsi dal suo insediamento, il nuovo direttore generale ha avuto il merito di concludere il vergognoso lunghissimo iter per l’assunzione del primario di chirurgia, in servizio dall’inizio di settembre, nonché di estendere l’operatività dell’emodinamica ad h24. Restano tante problematiche, che in parte forse potranno trovare risposte nel redigendo atto aziendale. Il reparto di ortopedia, previsto nella rete ospedaliere quale UOC, è carente da anni del primario, nonché di dei necessari dirigenti medici che ne possano garantire la funzionalità; dal maggio 2018 è chiuso ai ricoveri! In questo momento nel nostro ospedale sono in servizio 12 anestesisti, a fronte del 22 necessari e previsti in pianta organica. Ciò e la contestuale carenza dei dirigenti medici di chirurgia tende a dimezzare le potenzialità della nostra struttura a discapito delle esigenze dei pazienti. Il reparto di cardiologia è carente di almeno tre medici, ed almeno un’altra unità è necessaria in chirurgia vascolare. Mancano circa 20 unità di personale infermieristico. Con l’atto aziendale si potrebbe anche riconoscere la giusta dignità di unità dipartimentali ai servizi di nefrologia/emodialisi e otorino da sempre organicamente presenti nel nostro presidio ospedaliero ed oggi molto ridimensionati, nonché anche in forza degli incontestabili ed importanti numeri riconoscere la classificazione di unità operativa semplice dipartimentale ad oculistica. Dal punto di vista strutturale e logistico si rileva che all’interno della struttura ospedaliera è presente una cucina per preparare i pasti per i degenti utilizzata sino al dicembre 2018, oggi chiusa, la cui riapertura può garantire uno standard qualitativo potenzialmente maggiore rispetto ai pasti trasportati da altri luoghi nonché una più pronta risposta alle esigenze dei reparti. Sollecitiamo, pertanto, i sindaci del nostro distretto a vigilare ed a intervenire a tutela del futuro del Nostro Ospedale. Il quadro normativo nazionale (Legge Balduzzi) nel quale si è trovato ad operare il governo regionale deriva da una visione miope e obbediente a vincoli di una Unione Europea che ha dimenticato le proprie radici e il rispetto della dignità della persona, visione che oggi con coraggio e lungimiranza va superata. Bene il taglio degli sprechi, no al taglio del diritto alla salute! Placido Salvo Luca Musmeci
