Ora i messinesi si attaccano al tram che De Luca vuole togliere di Giovanni Frazzica

Ora i messinesi si attaccano al tram che De Luca vuole togliere di Giovanni Frazzica

Ora i messinesi si attaccano al tram, ma De Luca lo vuol togliere di Giovanni Frazzica

Inizialmente, quella di togliere il tram sembrava una provocazione del tutto simile a quella del Casinò. E invece, col passare del tempo, si è capito che Cateno De Luca ci pensa davvero ad eliminare questa linea tranviaria, perché ritiene che si snodi su un percorso sbagliato, perché questo modello di tram è superato e non adatto per Messina (del resto lo aveva detto anche Bramanti in campagna elettorale proponendo un modello alternativo) e soprattutto perché e anti economico e costituisce aggravio di spesa notevole per l’Atm e per il Comune. Tuttavia la determinazione del sindaco a voler procedere lungo un sentiero razionale ma che turbava abitudini che si erano consolidate, innescava un vespaio di polemiche tra favorevoli e contrari. Qualcuno, particolarmente zelante, riassumeva in un decalogo i motivi per cui il tram non andava dismesso. Argomenti bene allineati, ma stile no Ponte, forse maturati nello stesso ambiente. Allarmismo anche da parte dei nuovi consiglieri 5 stelle che si scagliano contro la possibile interruzione del servizio tranviario e seminano ulteriore confusione: «È un’opera pubblica realizzata con soldi della collettività. Eliminare il tram significa eliminare un’opera pubblica realizzata con soldi della collettività: questo si chiama danno erariale e nel caso accadesse saremo costretti a sporgere denuncia alla Corte dei Conti» Il gruppo consiliare del M5S di Palazzo Zanca commenta così la eventuale interruzione del servizio tranviario annunciata dal sindaco De Luca nel corso di un incontro con il direttore generale dell’Atm Daniele De Almagro. «La volontà del sindaco De Luca di sospendere il servizio evidenzia chiaramente la inadeguatezza di questa amministrazione sul tema della viabilità. Il tram è un servizio fondamentale, la spina dorsale della mobilità a cui si collegano i bus dei villaggi, ovvero le zone della città che maggiormente rischiano di essere penalizzate con la soppressione delle linee urbane periferiche: gli autobus da destinare al posto del tram sarebbero infatti sottratti ai villaggi ed interi quartieri resterebbero senza Servizio. Allo stesso tempo – continuano i 5stelle – il pericolo che si corre è quello di inondare la città di mezzi privati, senza considerare la conseguente perdita dei contributi di un milione e 200mila euro erogati ad hoc dalla Regione e dei fondi erogati a fronte di chilometri che non verrebbero più percorsi. Con l’eventuale sospensione del servizio, inoltre, verrebbero gettati alle ortiche anche i parcheggi di interscambio e le stazioni della metroferrovia». Si unisce al coro pro tram anche l’ex vice sindaco Gaetano Cacciola:
“Grazie alla linea tranviaria cittadina, Messina si qualificava fra le poche città italiane che con maggiore sensibilità avevano raccolto il messaggio del cambiamento della mobilità nei centri cittadini.  Utilizzare mezzi ecologici e ad alta frequenza era il modo migliore per seguire il percorso di cambiamento, da poco avviato per una Mobilità Sostenibile. Togliere il tram significa non solo tornare 20 anni indietro, ma significa soprattutto uscire da un contesto nazionale che dispone di finanziamenti e di linee guida basati sull’uso di mezzi ecologici e di trasporto rapido di massa. Non dimentichiamo infatti i finanziamenti definiti della “cura del ferro” (delibera Cipe del 17.12. 2017), che stanno distribuendo centinaia di milioni nelle città italiane, fra cui Messina che ha avuto 11,4 milioni per migliorare sia alcuni tratti di linea, che per fare interventi di manutenzione straordinaria e di cosiddetto “revamping” delle vetture del tram”.
“La tranvia è in squilibrio finanziario, cioè costa più dei ricavi ottenuti, non solo non è vero perché come tutti i servizi pubblici, oltre le entrate da bigliettazione, bisogna tener conto dei contributi regionali, ministeriali e comunali. Togliere il tram significa mettere a rischio il numero di utenti. Si è passati dai 2 milioni di utenti annui del 2013 ai quasi 11 milioni del 2017, e nel contempo il contributo del comune e sceso da 21 milioni di a 13 milioni con un aumento dell’efficientamento del servizio, lato Comune,  dal 10 al 70%. Il rischio è che se si elimina il tram gli utenti possono ridursi del 35-40%, ritornare quindi a 6-7 milioni di viaggi-utente l’anno e quindi una drastica riduzione.  Le amministrazioni comunali hanno un obbligo nei confronti dei cittadini, fornire servizi, mai eliminarli.  Se si dovesse togliere il tram ed il cittadino non lo vedesse più ci vorranno anni per recuperare la fiducia riconquistata e le auto invaderanno ancora e molto più di prima la nostra città.
Conclude Cacciola: “il tram può e deve essere migliorato sia per quanto riguarda la configurazione della linea, soprattutto lungo il tratto tra la prefettura e la stazione ferroviaria, che per quanto concerne l’ammodernamento delle vetture, per le quali i soldi sono già disponibili, ma non può e non deve essere eliminato perché l’involuzione culturale sarebbe così drastica da escludere Messina da qualunque circuito di città metropolitana sostenibile”. Ma De Luca non si lascia incantare dai bei discorsi, nè dai dati forniti da quelli che c’erano prima. Ha chiesto una relazione al manager dell’Atm, Giovanni Foti, ha voluto delibere e quant’altro possa aiutarlo a capire esattamente come stanno le cose prima di assumere una decisione importante per la città. Gianfranco Salmeri di Capitale Messina ricorda che il rapporto MobilitAria 2018, realizzato dall’Istituto d’inquinamento atmosferico del consiglio nazionale delle ricerche (Iia-Cnr) e dal gruppo mobilità sostenibile del Kyoto Club, dimostra che Messina è fra le città italiane con il peggior stato di mobilità urbana, a causa del trasporto pubblico che viene considerato insufficiente e inadeguato dai cittadini che preferiscono prendere l’automobile per spostarsi, piuttosto che avventurarsi con autobus e tram. È evidente che la soppressione del tram “attuale”, nella prospettiva del tram “sospeso” che è poco più che un’ipotesi, ma che sta a cuore al Sindaco, rischia di peggiorare la mobilità cittadina. Ma è l’obiettivo cui tende il nuovo Sindaco, già alla ricera di sponsor e finanziamenti pur di sorprendere tutti con un’opera avveniristica e capace di risolvere radicalmente i problemi della mobilità urbana.

  • TRATTO DAL SETTIMANALE I VESPRI

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