Olga Cancellieri, dopo la tragedia polemiche sul 118
Olga Cancellieri perde la vita in un tragico incidente stradale, polemiche sul 118 di Giovanni Frazzica
Dopo il dolore le polemiche. Non poteva passare sotto silenzio la morte per incidente stradale della nota avvocatessa Olga Cancellieri, 46 anni, due figli ed una presenza attiva nel mondo della politica e del volontariato. Per ben due volte consigliere di quartiere, candidata al Consiglio comunale e responsabile delle politiche femminili nell’ultima segreteria provinciale dei Ds e legale dal forte impegno sociale e civile, professionista fra le più stimate in città. Tra l’altro è stata tra le fondatrici dell’Osservatorio “Lucia Natoli” e dell’Associazione Addiopizzo. Per il suo forte impegno contro la criminalità aveva ricevuto, il 4 ottobre, il premio del Comitato Spontaneo Antimafia “Livatino-Saetta-Costa”. In un primo momento si era detto che era morta sul colpo, poi invece è emersa una verità diversa, perché Alessandra Finocchiaro, un medico fisiatra che essendo nelle vicinanze è intervenuta prontamente, l’ha sentita respirare per 38 minuti. Questa testimonianza ha acceso un faro su un tema che ricorre sempre il giorno dopo che avviene una tragedia, ci deve scappare il morto perché si parli della velocità e della efficacia dei primi soccorsi. Si, ma poi cosa succede? Questa volta sembra che si stia sviluppando un grande interesse su questo tema. Nell’immediato Domenico Runci, responsabile della struttura del 118, ha detto: “Abbiamo 28 postazioni medicalizzate e dieci no in tutta Messina e provincia. Ma anche in queste 28 postazioni non c’è sempre il medico, perchè i medici sono diminuti, tanti si sono spostati in nuove attività. L’Asp ha avviato di recente un corso per 80 medici se ne sono presentati 40 alla fine, stanno frequentando il corso di preparazione in dieci”. Adesso si muovono in modalità trasversale i parlamentari messinesi stimolati dall’on. Matilde Siracusano che chiede un’ispezione al ministro della Salute e presenta interrogazione parlamentare al ministro Speranza insieme ai colleghi messinesi Nino Germana’, Pietro Navarra, Ella Bucalo, Francesco D’Uva e Maria Flavia Timbro, per fare chiarezza sulle modalità e le tempistiche di soccorso dell’incidente stradale che è costato la vita all’avv. Olga Cancellieri. Una tragedia che ha colpito profondamente tutta la città. “Chiediamo al ministro di verificare la sussistenza di difetti organizzativi e disfunzioni nella gestione del servizio di emergenza-urgenza, segnalati purtroppo già tante altre volte e sintomi di un sistema sanitario ancora lontano da standard di qualità degni di un paese civile. La famiglia deve avere giustizia e i cittadini hanno il diritto di essere garantiti da un servizio sanitario efficiente”. Inoltre questo ultimo e gravissimo episodio che ha visto la morte di Olga Cancellieri ha riproposto le criticità del servizio “118” di tutta la provincia di Messina, ed è nato il Comitato spontaneo di cittadini “Codice Bordeaux”, che vuole porre l’attenzione sul servizio di pronto intervento sanitario della città, che non può continuare a non essere, di fatto, garantito. “Lo abbiamo chiamato così – spiegano i promotori Antonella Russo e Giovanni Giacoppo – perché purtroppo siamo davanti ad una emergenza ancora più grave del “Codice rosso”, che, ahinoi, non garantisce più un celere intervento dei soccorsi, e non vogliamo più che si trasformi in “Codice nero”, come successo lo scorso mercoledì. Da più di 10 anni sulle ambulanze del 118 a Messina non esiste più la figura del medico rianimatore, sostituto, almeno formalmente, con quella del medico (di qualunque specialità: biologo, odontoiatra, ecc.) che, quindi, nel migliore dei casi, non può che limitarsi ad “accompagnare” al pronto soccorso l’infortunato ed allertare solo successivamente il rianimatore di turno. Non ci risulta sia così in tutte le altre città della Sicilia, dove ancora sulle ambulanze si trovano i medici rianimatori, figura essenziale per i casi più gravi, nei quali è necessario intervenire immediatamente con personale specializzato per salvare vite umane. A Messina, invece, ci ritroviamo a subire un servizio le cui competenze sono ripartite disorganicamente: l’organizzazione del personale sulle ambulanze è di pertinenza della società Seus Spa con sede in Palermo, la presenza dei medici a bordo è gestita dall’Asp di Messina, ed il servizio di invio delle ambulanze è garantito dalla Centrale operativa 118 di stanza all’Ospedale Papardo di Messina. Questa ripartizione di competenze, a nostro avviso, impedisce un’ottimale organizzazione del servizio, e non dà garanzie affinchè il medico a bordo sia sempre presente per interventi con codice di gravità rosso. E’ poi assolutamente da disincentivare l’abitudine da parte di alcuni cittadini di chiamare l’ambulanza per richiedere dei servizi non urgenti, perché anche questo fattore incide sulla funzionalità del servizio; potendo accadere, come accade spesso, che in caso di grave necessità non vi siano disponibili ambulanze perché impegnate in soccorsi non urgenti”. Cosi conclude il documento dei due promotori: “E’ necessario che le diverse Autorità competenti, sanitarie e politiche intervengano immediatamente al fine di riportare il servizio di pronto intervento del “118” ad uno stato di efficienza che garantisca il compito affidato, vale a dire quello di salvare vite; così da scongiurare ulteriori episodi tragici come quello che ha visto quale vittima Olga Cancellieri. Il comitato spontaneo “Codice bordeaux” terrà sempre i riflettori accesi su questa problematica, fino a quando le cose con cambieranno e la salvaguardia delle vite umane sarà la priorità delle istituzioni e della politica. Codice Bordeaux vigilerà e porrà in essere tutte le azioni, anche di natura giudiziaria, ritenute necessarie per raggiungere questo scopo di civiltà”. Si deve dunque prendere atto con amarezza che se la prima ambulanza arrivata sul posto fosse stata medicalizzata, forse Olga Cancellieri si sarebbe potuta salvare.
- tratto dal settimanale I VESPRI
