Ognuno ha il De Luca che si merita di Giovanni Frazzica
Ognuno ha il De Luca che si merita di Giovanni Frazzica
A Napoli Vincenzo De Luca, il Governatore, chiude le scuole e minaccia il coprifuoco dalle 10 di sera, a Messina Luca Cateno ricomincia le dirette tv e facebook. Quasi felice del ruolo ritrovato, grazie alla fase 2 dell’emergenza. Questo nuovo ciclo di collegamenti non sarà realizzato al Centro operativo della Protezione Civile, ma trasmesso da Palazzo Zanca con cadenza settimanale, ogni venerdì. Lui incomincia a mettere le mani avanti, per prevenire le polemiche: “Da maggio a oggi abbiamo commesso tutti degli errori – dice De Luca – mi sono fatto autorizzare l’anticipazione di cassa perché non abbiamo più liquidità, la Regione ci deve 26 milioni, dei 100 annunciati a marzo dal presidente Musumeci è stato erogato solo il 30%”. Da queste prime avvisaglie si può capire che ci sono i presupposti per impostare una campagna mediatica di attacco contro il Presidente Musumeci, ostacolo da abbattere per conquistare la Presidenza della Regione. Vista da questa angolazione, l’emergenza covid è una ottima opportunità per fare una campagna elettorale giocando di rimessa sugli inevitabili errori che l’avversario, se si considera tale il Presidente della Regione, sarà costretto a fare. Ma al centro di ogni azione politica e amministrativa deve esserci sempre l’uomo, il cittadino, la famiglia. Giocare con le vite umane in questa fase per raccogliere qualche voto in più, è atto di pura criminalità. Ma vediamo cosa pensa la gente di tutto questo. Angela Rizzo, attivista di CittadinanzAttiva, esperta di Servizi sociali, così commenta le notizie sulle annunciate nuove performances del sindaco: “Riparte il clima di paura a Messina, ricordiamo le dirette inconcludenti del sindaco, nella prima fase ogni sera dalla sede del COC con un andirivieni di commercianti, assessori, pubblicità’, insulti ai cittadini e infine proclami alla bontà’ del suo operato. Ordinanze puntualmente annullate ed anche l’allegria di chi non aveva problemi e gli annunci a favore dei senza reddito e senza futuro che, a fine mese, non avevano nemmeno un centesimo per pagare le bollette o per comprare un litro di latte. Il suo scopo era solo quello di promuoversi in vista della scalata della Presidenza della Regione, anche attraverso la frequentazione di talk show spazzatura, con modi volgari e aggressivi, umiliando cittadini, utilizzando termini inadatti: trincea, guerra, coprifuoco, esercito, carri armati, con il piglio da padrone, creando panico, disorientamento specialmente nelle persone più’ deboli. Ora, con fa fase 2, questo clima ricomincia e mi viene in mente una parola: sciacallaggio”. Massimo Ruta, piccolo imprenditore, manifesta le sue apprensioni e quelle di tanti suoi colleghi. “Piove sul bagnato, è una espressione che ci siamo detti più volte in questi giorni – dice Ruta – perché l’inasprimento delle “misure cautelari” anticovid, comporta sistematicamente la diminuzione del nostro lavoro. Ci eravamo illusi che il peggio fosse alle nostre spalle finalmente, oggi invece invochiamo nuovamente normalità sociale e lavorativa, la possibilità di fare cose semplici: smaltire magazzino, pagare il fitto e le bollette. E dobbiamo anche confessare il vizio di portare il cibo a casa, e i vestiti per i nostri figli, ci rendiamo conto che per superare questo difetto dovremmo farci curare, ma ci vorrebbero altri soldi, perché bisognerebbe andare da un buon psichiatra. Intanto questa nuovo allarme, che avrà pure le sue motivazioni, mette in ansia noi e crea panico tra i consumatori, il nostro timore è anche che certe restrizioni possano essere inasprite a livello locale per eccesso di zelo. Cioè: piove ancora sul bagnato”. E quali sono le risposte che cercano i consumatori? Ce ne parla il dr. Antonio Gallo, Consigliere Nazionale della “Lega Consumatori” che sostiene: “Inizialmente con la pandemia, vi è stata la corsa ad accaparrarsi i beni di consumo di uso frequente; successivamente, attenuatasi questa, è aumentata in modo significativo la domanda di alcuni beni di consumo, come quella di intrattenimento e comunicazione online. In varie categorie merceologiche di primaria importanza, invece, si è verificato un forte calo delle vendite, in particolare in quelle di viaggi, shopping, trasporti, ristorazione, intrattenimento fuori casa, fruizione presso organizzazioni culturali (musei e spettacoli musicali). Nella categoria dei beni di largo consumo, la vendita al dettaglio nei punti vendita fisici ha subìto il colpo più forte, a favore delle grandi multinazionali che operano anche attraverso le vendite online con i prodotti direttamente recapitati a casa.E’ necessario, pertanto, che il governo nazionale ponga in essere delle misure realmente finalizzate al sostegno delle imprese colpite dalla crisi post-covid: soprattutto al Sud è necessaria una più larga estensione normativa degli sgravi fiscali e contributivi per le piccole aziende con dipendenti”. L’avv. Calogero Leanza introduce un tema nuovo, quello dell’autoresponsabilità, che è un messaggio rivolto soprattutto ai giovani: “Non è certamente facile dare una risposta di sistema all’emergenza sanitaria che il Paese sta vivendo – sostiene l’avv. Leanza – tuttavia, credo che le misure contenitive da sole, seppur in alcuni casi indispensabili, non bastino, risultando fondamentale un appello al senso di responsabilità, soprattutto tra i giovani. Non ha alcun senso imporre la chiusura dei bar/pub o delle attività di ristorazione alle 21:00 o alle 24:00 quando poi si resta in piedi a chiacchierare lì di fronte fino a notte fonda. Proprio in questo senso diviene indispensabile l’autoresponsabilità: indossare la mascherina e rispettare le distanze, evitando assembramenti. Dall’altro lato, chi ci governa non deve dimenticare le imprese e i loro dipendenti, i liberi professionisti e tutti coloro che sono stati e continuano ad essere danneggiati da questa guerra al virus. Lasciarli da soli sarebbe il punto di non ritorno per molti. E se il cuore produttivo del Paese non può essere abbandonato dallo Stato, lo Stato non può e non deve dimenticarsi di chiedere aiuto all’Europa”. A Rosalia Schirò, Dirigente scolastico in pensione e Segretario cittadino della Dc di Messina, sta a cuore il tema della situazione scolastica. “Se non si ferma la curva dei contagi ritengo necessario ricorrere alla didattica a distanza per le scuole superiori, è l’unico modo per decongestionare rapidamente la pressione sui trasporti e gli assembramenti collegati al sistema scolastico. Questa misura deve essere però attenuata con rientri periodici da fare secondo turni. Nel corso delle attività in presenza si potrebbero anche effettuare le interrogazioni e rispondere ai quesiti degli studenti”. Alfredo Mangano, Coordinatore del partito paneuropeo Volt Messina, analizza la realtà locale e dice: “La situazione è indubbiamente da attenzionare, ma non è fuori controllo. L’esperienza pregressa ha fatto sì che il Policlinico (dotato di un reparto Covid) e l’Asl siano adeguatamente preparati. Quest’ultima ha avviato una mappatura del territorio con screening di sicurezza specie negli istituti scolastici, eseguendo a richiesta e gratuitamente i tamponi su studenti e personale scolastico. Rispetto alla prima ondata abbiamo fatto tesoro di questa tragica esperienza. Il professore Vito Muggeo, del gruppo di ricerca Covistat19, ha chiarito che, rispetto a qualche mese fa, vi è innanzitutto una maggiore capacità di captazione degli asintomatici (che rappresentano ben il 30-40%) e la percentuale di positivi accertati sul totale dei tamponi effettuati in Sicilia è solo di circa l’8%. Cosa noi di Volt non vogliamo che accada nuovamente? Lo “spettacolino fine a sé stesso”, tipico delle dirette e dei proclami portati avanti dal sindaco De Luca. Il problema non sono le dirette in sé, utile strumento per tranquillizzare la cittadinanza, bensì le proposte fuorvianti e roboanti. L’augurio è che non si ritorni nuovamente ad avere scontri istituzionali con il Governo nazionale, avanzando proposte folli alla sola ricerca di visibilità e non certo volte a contenere l’emergenza con strumenti funzionali. Un esempio fra tutti? I rimborsi previsti con la Family Card non sono ancora arrivati, assistendo ad un rimpallo di responsabilità che ha costretto molti esercizi commerciali a bloccarne l’accettazione. Auspichiamo quindi che la politica locale, memore della prima esperienza, risponda in maniera più efficace, concreta e funzionale all’emergenza, prevedendo adeguati mezzi di sussistenza economica. La non erogazione influisce non poco sul rispetto delle misure restrittive, per quanto doverose, da parte della cittadinanza e degli esercenti commerciali che continuano a dimostrarsi ligi alle regole, salvo qualche eccezione”.
- pubblicato dal settimanale I VESPRI
- Nella foto l’avv. Calogero Leanza
