Oggi il 16° anniversario della morte di Vincenzo Leanza
Il 6 Aprile 2004 moriva il Presidente della Regione siciliana Vincenzo Leanza, un uomo che, ancora oggi, è ricordato e amato dai messinesi e dai siciliani. La memoria della sua ricca storia politica e umana viene custodita dalla moglie, Signora Anna Manasseri Leanza, e dal figlio Calogero. Nel 2014, a 10 anni dalla scomparsa dell’On. Vincenzo Leanza, presso le ACLI di Messina si è tenuta una partecipata e commossa manifestazione per ricordarne la memoria. L’incontro, organizzato dal “Centro Studi ACLI Vincenzo Leanza” e e dall’Associazione Popolari in Movimento, è stato moderato dal coordinatore dei “Popolari in movimento” Giovanni Frazzica e si è sviluppato in tre momenti che hanno delineato le diverse sfaccettature della personalità del Presidente Leanza.
L’allora Presidente delle ACLI di Messina, Antonio Gallo, ha parlato della figura, non solo politica, ma anche associativa dell’Onorevole, sottolineando l’intreccio del suo impegno nell’associazione col suo percorso politico. È seguito l’intervento del prof. Antonio Baglio, docente di Storia contemporanea dell’Università di Messina, che ha delineato il cursus honoris dell’onorevole.
Si è aperta poi la seconda parte dell’incontro, nella quale si sono succeduti tutta una serie di interventi e ricordi di amici che hanno incontrato nel proprio cammino umano e politico “Vincenzino Leanza”, come erano soliti chiamarlo tutti coloro che lo conoscevano.
Commossi i ricordi del sen. Bruno Mancuso, dell’onorevole Enzo Garofalo e dei deputati regionali Bernardette Grasso e Nino Germanà.
Infine sono state consegnate le targhe commemorative alla Signora Anna Manasseri Leanza, presente con il figlio Calogero, e alla sig. De Liberto, moglie del compianto Presidente Provinciale delle ACLI di Messina Franco De Liberto, in ricordo dei 10 anni dalla sua scomparsa.
A conclusione di quell’incontro è stata ricordata una frase cara all’on. Leanza:” In politica non conta molto rappresentare posizioni più o meno moderate, è molto più importante riuscire ad essere moderatori dei contrasti”.
