NOTA DELL’ON. LORENZO CESA PUBBLICATA DA “CENTONOVE”
NOTA DELL’ON. LORENZO CESA, SEGRETARIO NAZIONALE DELL’UDC, PUBBLICATA DA “CENTONOVE”
LETTERA DI REPLICA ON. LORENZO CESA A ON. GIANPIERO D’ALIA IN SEGUITO A INTERVISTA DI QUEST’ULTIMO PUBBLICATA IL 30 MAG 2017 DA REPUBBLICA EDIZ. PALERMO, A PAG. 6
Ho letto l’intervista dell’ex ministro Gianpiero D’Alia pubblicata sull’edizione di ieri de La Repubblica di Palermo e ritengo doveroso replicare, ristabilendo la verità dei fatti, gravemente distorta dalle dichiarazioni dello stesso D’Alia.
Non è vero che D’Alia è stato messo alla porta dall’Udc, l’ultimo passaggio del suo allontanamento dal Partito si è consumato in occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre scorso quando l’Udc ha interpellato i propri iscritti registrando una nettissima prevalenza di propensione a votare No, ed ha assunto dunque il No quale posizione ufficiale del partito. D’Alia, schierato per il Sì, non ha accettato la decisione degli iscritti e degli elettori del suo partito e se n’è andato. Questa è la cronaca dei fatti, e basterebbe rileggere le agenzie e gli articoli della stampa nazionale e locale di appena 6 mesi fa per verificarlo. L’esito del referendum ha dato ragione a noi e alla grande maggioranza di italiani che ha votato No e dato torto a D’Alia.
Le bugie hanno le gambe cortissime, per cui nessuno ha fatto pagare nulla a D’Alia come egli stesso afferma nell’intervista di ieri. L’ambizione in politica può essere anche una dote, se tenuta sotto controllo.
Ecco perché mi pare doveroso ristabilire i fatti, non solo degli ultimi mesi, ma degli ultimi anni. Nel 2010, quando Salvatore Cuffaro e Saverio Romano lasciarono l’Udc fui io a nominare proprio D’Alia commissario regionale del partito in Sicilia. La sua prima mossa, è stata quella di presentarsi dall’allora presidente della Regione Lombardo e chiedergli un assessorato.
Nel 2012, caduto Lombardo, D’Alia sogna di poterne diventare il successore ma ben presto deve prendere atto che la sua ambizione rimarrà ancora una volta insoddisfatta e solo utilizzando la copertura politica del segretario nazionale del partito riesce a chiudere un accordo con il candidato presidente Rosario Crocetta. Accordo che gli consentirà di indicare ben 10 assessori nella giunta regionale. Tutti e 10 cambiati nel giro di pochi anni. Insomma poche idee ma ben confuse. Ma quel che è peggio, mentre governava con Crocetta – a cui ora si limita a dare un generoso 5 in pagella, mentre l’unico voto possibile è n.c., non classificabile – ha bussato alla porta di Gianfranco Micciché per verificare quale spazio ci fosse per lui nel centrodestra. Se non è questa “spregiudicatezza senza alcun limite alla decenza e al decoro”, mi chiedo quale sia. Naturalmente attendiamo fiduciosi che trovi il modo di smentirci.
Nelle ultime settimane poi, in vista delle prossime elezioni regionali in Sicilia, D’Alia è tornato ad agitarsi. Di nuovo gli sarebbe piaciuto candidarsi alla presidenza dell’Ars. Di nuovo ha dovuto fare i conti con la realtà e ripiegare.
A differenza di D’Alia l’Udc non ripiega perché non si incolla alle poltrone e dichiara assolutamente fallimentare l’esperienza di governo di Crocetta.
Il nostro impegno primario ora è quello di ricostruire il partito in Sicilia partendo dal basso e senza affidare le chiavi a nessuno.
Lorenzo Cesa
Segretario Nazionale Udc
